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Star Wars: reseconto del panel per i 40 anni della saga, proiettato video tributo a Carrie Fisher

Star Wars

Durante la prima giornata della Star Wars Celebration sono intervenuti gli attori più noti della saga ed è stato reso omaggio a Carrie Fisher.

Tra la Pasqua Cristiana e quella Ebraica, sembra che il clima di festa sia un po’ dappertutto in questi giorni. Anche per i fan di Star Wars è tempo di celebrazioni, però di tutt’altra natura. In Orlando, Florida, si sta svolgendo infatti la Star Wars Celebration, con i fan in trepida attesa di anticipazioni o filmati legati alle prossime produzione del franchise. Star Wars: The Last Jedi, in uscita il 15 Dicembre di quest’anno e Han Solo Anthology, atteso invece per il 25 Maggio 2018.

L’incontro di ieri, 13 Aprile, si è svolto senza spoiler, dedicandosi più che altro a guardare al passato, alla storia del franchise. Erano presenti Kathleen Kennevy, attuale direttrice della Lucasfilm e George Lucas (che davvero non ha bisogno di presentazioni). Sono inoltre intervenuti Harrison Ford, Mark Hamill, Warwick Davis (che ha fatto da moderatore dell’evento), Anthony Daniels, Billy Dee Williams, Hayden Christensen e Ian McDiarmid.

L’evento principale è stato un tributo a Carrie Fisher, che ricordiamo è venuta a mancare lo scorso Dicembre a causa di un attacco cardiaco. È stato proiettato un filmato, con scene che arrivavano direttamente dal set dell’Impero Colpisce Ancora, e con tanti momenti dietro le quinte e interviste all’attrice. “Adoro questi film” dice la Fisher nel video. “A dir la verità, sono ancora meglio per me adesso che ho una figlia, visto che anche lei li adora”. Qui sotto potete vedere il video.

“Non possiamo celebrare senza la nostra amata principessa” ha detto Warwick Davis. Lucas ha condiviso con i fan i suoi ricordi della Fisher: “era molto brava a farmi notare i dialoghi che non funzionavano” ha detto il regista. La figlia dell’attrice, Billie Lourd, è intervenuta all’evento e ha detto: “Mia madre diceva sempre che non sapeva dove finisse la principessa Leia e dove cominciasse Carrie Fisher”. Una clip molto commovente dell’attrice è stata proiettata. La Fisher ricordava tutte le sue battute, di tutti i film, e sfoggiava questa caratteristica sul set del Risveglio Della Forza.

“Non era solo un’attrice con vestiti maschili che la rendevano un eroina. Era una principessa fatta e finita, una senatrice, interpretava il ruolo di una donna molto intelligente. In più, doveva cavarsela in mezzo a due grandi idioti, due grandissimi imbecilli” ha detto Lucas, aggiungendo “Era lei il boss, la guerra era la sua. Volevo qualcuno giovane per la parte. Quando Carrie recitava, era molto intelligente, molto audace ed estremamente attenta. Non c’erano dubbi quando si trattava di lei. Non ci sono molte persone come lei, era una in un milione”.

 

Dopo il filmato sulla Fisher, si sono accese le luci a rivelare John Williams (compositore della colonna sonora di tutta la saga) e la Orlando Philharmonic Orchestra, che si è cimentata in una performance di 20 minuti sul “Leia’s Theme”, seguito dal tema dei titoli di testa, “La Marcia Imperiale”.

Il panel è cominciato ieri mattina con l’apparizione a sorpresa di Lucas. Non si era infatti visto affatto alla premiere di Rogue One: A Star Wars Story lo scorso Dicembre. Eppure era qui, in prima linea alla Star Wars Celebration, ancora a sostenere il franchise che di recente ha venduto alla Dinsey, insieme alla sua compagnia, la Lucasfilm e Indiana Jones, per la modica cifra di 4,06 miliardi di dollari.

Rogue One - a Star Wars Story

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Il regista ha elargito ai fan la sua solita invettiva su Hollywood, che chiunque lo segue avrà sentito almeno una volta: dalla difficile scalata con American Graffiti al salto di qualità con Star Wars nel 1977. Una storia che ha raccontato spesso, l’ultima volta al Tribeca Film Festival di due anni fa.

Lucas ha raccontato che la United Artists (famosa compagnia di produzione e distribuzione cinematografica) voleva in origine fare Star Wars, ma si tirò indietro dopo American Graffiti. Ironia della sorte, quel film sarebbe poi diventato uno dei film indipendenti di maggior profitto di tutti i tempi, guadagnando 115 milioni di dollari, a fronte di un budget di soli 777.000 dollari. Il regista ha precisato: “Una cosa che dovete imparare sugli studios è che se ottieni la tua occasione va benissimo, almeno finché non arrivi al livello successivo. Io avevo una sceneggiatura, ma loro volevano essere i proprietari del mio lavoro. Va tutto bene all’inizio, poi ti rendi conto di aver in un certo senso venduto la tua vita. Se tu fai due film che non hanno successo, allora non vogliono nemmeno sapere chi sei”.

Le cose per Lucas sono cambiate quando il direttore della 20th Century Fox Alan Ladd vide American Graffiti, ed era così entusiasta del lavoro del giovane regista che si impegnò nella realizzazione di Star Wars, nonostante le proteste del consiglio. “Ha lottato per questo” ha detto Lucas.

Parlando dell’importanza del franchise, Lucas ha aggiunto “Non dovrei dirlo più ormai, e non avrei dovuto dirlo nemmeno allora, ma è un film per dodicenni. Era pensato per avere la sua mitologia, per trasmettere un particolare tipo di messaggio: ‘questo è quello per cui lottiamo, stai per entrare nel mondo reale, sei probabilmente spaventato, ecco quello a cui dovresti prestare attenzione, vivere nel lato della luce ed evitare quello oscuro’. Questo è lo scopo che il film doveva avere”.

Lucas ha anche ricordato la sua permanenza in Spagna, mentre stavano girando le scene della casa di Padme, nella seconda trilogia “C’erano ragazzini che ci guardavano dalla ringhiera. Era come essere alla Casa Bianca”.

La presenza di Harrison Ford è stata una grande sorpresa al panel, dopotutto Han Solo è stato ucciso alla fine del Risveglio Della Forza. Sia l’attore che il regista non ricordavano chiaramente i primi tempi della loro collaborazione. Dopo American Graffiti, Ford era ritornato a fare il carpentiere. “In American Graffiti, potevo già vedere che aveva talento, ma non aveva avuto una parte importante” ha detto Lucas, aggiungendo che il direttore del casting gli aveva fatto semplicemente aggiustare una porta allo Zoetrope per attirare l’attenzione. “Stavo effettivamente lavorando” ha scherzato Ford al riguardo “Non sarei rimasto lì ad aspettarti George, stavo lavorando e guadagnandomi il pane. Cosa che faccio ancora oggi, grazie mille”.

“Ha ottenuto la parte perché alla fine gliel’ho chiesto io, ‘si tratta di navicelle spaziali e volare e roba del genere’ gli ho detto. ‘Sai volare?’ gli ho chiesto”, ha detto Lucas.

Al ché Ford ha detto “Allora io ho risposto: ‘Volare, sì, atterrare’?”, provocando risate tra la folla.

Han Solo

Davis, che ha presentato il pannello e che, come ricordiamo ha recitato nel ruolo di Ewok Wicket nel Ritorno dello Jedi, ha chiesto a Ford riguardo all’impatto della saga sulla sua vita.

“Non ha fatto alcuna differenza, in nessun modo” ha deto l’attore, scatenando altre risate tra il pubblico. L’attore ha poi precisato la sua ammirazione per il franchise. “È stato un lavoro fantastico di creazione di un’intera mitologia, che sopravvive e desta ancora interesse dopo 40 anni”.

Lucas ha poi parlato di Mark Hamill e del fatto che c’erano almeno tre attori in competizione, sia per la parte di Luke Skywalker, che per quella di Han e Leia. Il regista aveva l’abitudine di mescolarli tra di loro per vedere che tipo di sensazione davano insieme. Hamill è riuscito a spuntarla alla fine. “Era persino più basso di me” ha detto Lucas, parlando dell’aspetto dell’attore.

 

Lucas ha inoltre rivelato alla folla che Anthony Daniels fu scelto per il ruolo di C-3PO per via delle sue abilità mimiche. Era infatti essenziale per la riuscita del personaggio e della recitazione che le espressioni facciali fossero perfettamente neutrali. Il momento preferito di Daniels, come ha raccontato, è stato quando Lucas ha impersonato R2-D2, accovacciandosi vicino a lui, imitando il tipico bip del robot, mentre stavano girando una scena del Ritorno dello Jedi nella Death Valley, di fronte al palazzo di Jabba.

Parlando della sua ispirazione per Chewbecca, Lucas ha raccontato la storia, già nota ai fan, del suo cane Indiana, huskie dell’Alaska, che aveva l’abitudine di viaggiare nel posto del passeggero nella sua auto. “Era più grosso di me” ha ricordato Lucas, parlando del cane. “È un’immagine che adoro”, ha aggiunto riguardo l’organizzazione all’interno dell’auto in stile pilota/co-pilota.

L’Imperatore e il giovane Vader – rispettivamente Ian McDiarmid e Hayden Christensen – hanno anche regalato ai fan un’apparizione all’evento, ma non hanno dato nessun tipo di indizio su un loro possibile cameo nelle future pellicole della saga. McDiarmid ha rivelato che la sua scena preferita è stata girata nella Vendetta de Sith, del 2005, quando il suo personaggio racconta ad Anakin del lato oscuro. Questa è proprio la scena in cui Anakin Skywalker e l’Imperatore formano un legame, basato sul disprezzo nei confronti degli Jedi, e parlano di Darth Plagueis il Saggio, il Lord Sith che poteva creare la vita.

Alcuni attori hanno fatto una breve comparsa via video durante il panel. Samuel L. Jackson è apparso per ricordare ai fan che Mace Windu non è morto e che in Star Wars i personaggi hanno l’abitudine di tornare con arti “nuovi”. Liam Neeson, che interpreta Qui-Gonn Jinn nella Minaccia Fantasma del 1999 ha trasmesso un messaggio speciale ai fan, in stile ‘Che la Forza sia Con Voi’: “Mi trovo sulle Montagne Rocciose Canadesi. Stiamo girando un film su Jar Jar Binks. Spoiler alert: passa al lato oscuro”.

Una breve comparsa l’ha fatta anche Dave Filoni, produttore esecutivo della serie TV Star Wars Rebels, che ha parlato con Lucas riguardo all’eventualità di portare il franchise sul piccolo schermo.

Le celebrazioni per i 40 anni della saga continueranno fino al 16 Aprile. I fan possono  quindi aspettarsi grosse sorprese da quest’evento, nell’attesa di vedere al cinema le prossime pellicole in uscita.

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