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Cinema

Star Trek – Beyond: la recensione del film diretto da Justin Lin

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Titolo: Star Trek – Beyond
Genere: fantascienza, azione
Anno: 2016
Durata: 122 minuti
Regia: Justin Lin
Sceneggiatura: Simon Pegg, Doug Jung
Cast principale: Chris Pine, Zachary Quinto, Karl Urban, Zoe Saldana, Simon Pegg, Idris Elba, Sofia Boutella

Beyond significa oltre. E andare oltre è stato sempre uno dei temi ispiratori di Star Trek. La serie creata da Gene Roddenberry nel 1966, vinta un’iniziale diffidenza che la portò a rischiare la chiusura definitiva dopo solo due stagioni, ha saputo costruire un universo fantascientifico, che ha avuto anche il privilegio insolito di vedere diventare realtà alcune delle sue tecnologie inimmaginabili per ai tempi in cui furono proposte (per il motore a curvatura ancora niente da fare, purtroppo). Ma più che lo stupore ammirato per le treknologie, sono stati lo spirito pacifista (basti vedere la composizione etnica del primo equipaggio che univa giapponesi, americani e russi in piena Guerra Fredda) e l’ottimistica fiducia nella possibilità di andare sempre oltre a decretare il suo successo planetario intergenerazionale. Oltre i limiti della conoscenza, oltre i confini dell’universo noto, oltre la diffidente paura verso civiltà ignote.

Star Trek - BeyondMa che significa andare oltre per un film che arriva come terzo capitolo di un reboot, figlio più dell’avidità commerciale di Hollywood che della passione comunque inarrestabile dei fan della saga? Orfano di J.J. Abrams (che qui figura solo come produttore), il nuovo episodio della saga cinematografica trova affettuosi genitori adottivi nel regista Justin Lin (noto soprattutto per aver diretto quattro film della serie Fast and Furious) e nel sempre spassoso Simon Pegg (che continua a riservarsi il doppio ruolo di attore e sceneggiatore). È inevitabile che un figlio sia influenzato dal carattere dei genitori e a questa regola è quasi impossibile sfuggire nel caso di un film. Le inquadrature oblique sono un marchio di fabbrica di Lin, ma soprattutto Star Trek – Beyond è, se non il fratello, quantomeno un cugino di primo grado della famiglia Fast and Furious. Proprio come la adrenalinica saga tutta donne e motori, anche questo Beyond punta tutto sull’azione incessante e il ritmo a perdifiato, mettendo quasi subito da parte i temi etici che, seppure in modo leggero, sono sempre stati presenti nei precedenti passaggi (televisivi e cinematografici) della serie di Roddenberry. Paradossalmente è invece Simon Pegg a frenarsi, nonostante proprio il maggiore spazio concessogli aveva fatto temere una deriva troppo buffonesca del franchise. Non mancano momenti divertenti o battute simpatiche proposte con i giusti tempi comici, ma risultano ben inseriti senza far virare il tono generale del film verso la commedia ridanciana che i fan più integralisti avevano paventato. La penna di Pegg si nota comunque nel rapporto Spock – McCoy, le cui differenze caratteriali e la solida amicizia li rendono componenti ideali per la parte buddy movie loro riservata dall’attore britannico, che qui limita anche i siparietti comici del suo personaggio.

Star Trek - BeyondA determinare il carattere e il tono generale di questo Star Trek – Beyond contribuisce indubbiamente anche la sua travagliata produzione, con la sceneggiatura riscritta da Pegg e Doug Jung nel Gennaio 2015 e le riprese iniziate a Settembre dello stesso anno, per arrivare in sala quindi dopo soli diciotto mesi di lavoro complessivi. Troppo poco? Difficile dirlo con certezza, perché è indubbio che la scelta di un regista come Lin era già indizio evidente del desiderio di virare più verso un facile blockbuster che un rispettoso seguito della saga originaria. Tuttavia, che la fretta sia cattiva consigliera lo si riesce a notare comunque. La storia raccontata non eccelle per originalità, seguendo il rodato canovaccio dei pochi eroici cavalieri (qui incarnati in Kirk, Spock, McCoy) che sfuggono al potente villain (l’infido Krall), per poi darsi anima e corpo alla missione di salvataggio degli amici in difficoltà (Uhuru e Sulu su tutti) aiutati dal ribelle solitario (la new enty Jaylah), fino all’inevitabile happily ever after. Ma è soprattutto la parte conclusiva ad evidenziare una certa frettolosità, con soluzioni oltre i limiti del credibile (messa in moto e scontro decisivo, per restare vaghi senza spoilerare nulla) e una agnizione finale che spunta così improvvisa che ogni spettatore non può fare a meno di chiedersi “ma come ha fatto a capirlo?” (e non con tono di ammirata sorpresa ma piuttosto di fastidiosa incredulità).

Star Trek - BeyondA dispetto di questi peccati non veniali ma neanche capitali, il film di Lin e Pegg riesce a saltare agevolmente l’asticella del consenso a patto che lo si giudichi per quello che è, uno sci-fi action movie che strizza l’occhio ai fan di Star Trek senza essere dedicato esclusivamente a loro. Accettata questa dopotutto perdonabile premessa, le due ore di durata scorrono tanto veloci e gradevoli che si arriva alla fine quasi senza accorgersi del tempo passato, troppo impegnati a seguire l’evoluzione lineare di una trama che funziona, sia quando i personaggi sono divisi in coppie ben affiatate (Kirk – Chekov, Spock – McCoy, Scotty – Jaylah), sia quando il gruppo si riunisce al resto dell’equipaggio per la sfida finale con Krall.
Arrivati al terzo film insieme, il cast è ormai affiatato e gli attori indossano efficacemente i loro personaggi, funzionando bene anche quando devono renderne i dubbi personali (l’insoddisfazione di Kirk per un viaggio senza un fine preciso e la volontà di Spock di intraprendere un nuovo cammino). Chris Pine (Kirk), Zachary Quinto (Spock) e Karl Urban (McCoy) mostrano un’ottima chimica in scena, mentre Simon Pegg fa del suo Scotty la versione sci-fi del suo alter ego in Mission Impossible. Funziona bene anche il compianto Anton Yelchin (Chekov) tragicamente scomparso di recente, mentre Zoe Saldana (Uhuru) dona al suo personaggio la bellezza e il carisma della Gamora di Guardiani della Galassia. Si inseriscono bene in questo contesto anche un irriconoscibile Idris Elba (sotto l’abbondante make – up di Krall), villain poco caratterizzato ma credibile nella sua ferocia, e Sofia Boutella la cui Jaylah è tanto affascinante (e qui il trucco non a caso è al minimo) quanto determinata. Piccola menzione particolare per Jon Cho (Sulu), a cui spetta una scena di un attimo ma di significativa importanza (l’incontro con la sua famiglia e il compagno, sdoganando quindi l’omosessualità del personaggio). Di livello più che adeguato la CGI, ma era un requisito immancabile in un film di questo genere.

Star Trek – Beyond riesce nel suo intento. Che magari non era quello di restituire lo spirito della serie madre, accontentando gli adepti di questo culto di lunga data, ma piuttosto realizzare un blockbuster che piacesse sia agli amanti della fantascienza che agli appassionati di action movie. Serviva altro?

Star Trek - Beyond
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.4

Riassunto

Star Trek – Beyond riesce nel suo intento: realizzare un blockbuster che possa piacere sia agli amanti della fantascienza che agli appassionati di action movie.

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