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Star-Crossed: Recensione dell’episodio 1.04 – And Left no Friendly Drop

Sembra quasi che la CW, rivolgendosi ad un pubblico più giovane, non lo ritenga in grado di affrontare archi narrativi troppo ampi. E così i colpi di scena, laboriosamente costruiti (tanto da essere abbastanza ovvi) e seminati alla fine di ogni episodio, vanno regolarmente ad esaursi in quello seguente, giusto in tempo per muoversi al twist successivo. Lo schema può funzionare bene nel caso tu ritenga che il tuo pubblico abbia difficoltà d’attenzione, ma in effetti toglie respiro alla storia trasformandola in una specie di corsa ad ostacoli obbligati.

Avevamo chiuso lo scorso episodio con la scoperta del misterioso bambino Atrian di Gloria, tenuto sotto chiave e accuratamente nascosto, ma come al solito non c’è stato dato molto tempo per interrogarci sul perché e il per come. All’inizio di questo episodio salta fuori un cellulare (fuorilegge nel settore) che Nox teneva nascosto e che usava per comunicare con qualcuno al di fuori del settore. Partono le congetture più sfrenate da parte di Roman e famiglia, ma Star-Crossed mi fa sentire intelligentissima, facendomi capire praticamente subito che Nox comunicava con Gloria e che di conseguenza il bambino alieno doveva essere suo figlio. Di per sé la rivelazione potrebbe essere molto interessante se non fosse che capita così presto nella stagione, tanto da perdere quasi totalmente il suo impatto emotivo. Sappiamo pochissimo di Nox, a parte il fatto che fosse una specie di Gandhi, e ancora meno conosciamo sua moglie. Almeno abbiamo visto Gloria muoversi sStar-Crossed_104-04ullo schermo un poco di più ma non abbastanza da farci davvero chiedere come e perché sia successo il fattaccio, o da farci preoccupare delle conseguenze che questo avrà sulla famiglia di Roman. Spero almeno che si prenderanno un pochino di tempo per allargare la visuale prima di gettare tutti nel dramma con la rivelazione bomba.

In compenso, in questo episodio, gli sceneggiatori decidono di ridurre un po’ gli orizzonti abbandonando fazioni e terrorismo per concentrarsi sui nostri scolaretti alle prese con anatomie aliene e discriminazioni di vario tipo. Il tutto funziona meglio del solito, perché cosa c’è di più giusto e legittimo del desiderio di una ragazza di farsi un tuffo in piscina e di nuotare come natura comanda? Ma permettetemi di fare la pignola ancora una volta: scopriamo che gli Atrian non solo hanno due cuori ma pure due set di polmoni e che i brutti tatuaggi che hanno addosso sono degli specie di fanali per vederci in acqua. Frutto dell’evoluzione, dice con enfasi la professoressa. Ma se tutto questo fosse frutto dell’evoluzione non sarebbe per lo meno probabile che gli Atrian avessero un habitat prevalentemente acquatico sul loro pianeta? Non sarebbe stato più interessante quindi puntare su questo aspetto piuttosto che ricondurre il desiderio di Sophia di nuotare a melensi ricordi paterni? E non sarebbe stato uno spunto perfetto per raccontarci meglio la vita nel settore, i sacrifici di adattamento degli Atriani e quello che voglia davvero dire vivere lontano da una patria simile sotto alcuni aspetti alla nostra ma per altri radicalmente diversa? Okay, poverini, non hanno cellulari. E’ una tragedia molto teen, ma perché non parlare un po’ di una vita chiusa in una gabbia? Il settore è una città e non Star-Crossed_104-03ci sono spazi aperti adatti a coltivazioni (o almeno così sembrerebbe) e non ci sono sicuramente materie prime da sfruttare, quindi è plausibile che gli Atrian siano completamente dipendenti dagli umani. Non sarebbe interessante soffermarcisi un poco per dare più spessore a tutto il contesto? Lo so, forse io trascuro il fatto che ci troviamo davanti ad un teen drama e non ad uno studio sociale. Ma ciò non toglie che una base più solida arricchirebbe ogni evento raccontato. Per esempio tutta la cultura legata alle piante (che per ora è stata sol accennata) la trovo molto affascinante.

Un’altra mossa che gioverebbe alle dinamiche dello show sarebbe quella di metterci a confronto con qualche Trag che non sia un completo invasato o a qualche Red Hawk che non sia solo un bullo decerebrato ma che sia in grado di spiegare il suo punto di vista a parole oltre che a cazzotti. Su Grayson per ora sospendo il mio giudizio perché ancora non ho capito come se la vogliono giocare gli sceneggiatori.

Comunque sia, Sophia vuole nuotare. Go for it, Sophia! Bellissimo! Ma siccome ci piace esagerare non vuole solo nuotare, vuole partecipare alle competizioni del giorno dopo. A questo punto mi tocca però passare per razzista, perché neanche io l’avrei fatta partecipare. Primo perché lo spirito di squadra si forgia lavorando con la squadra, non vincendola facile appena arrivata. Secondo perché non vedo come dei talentuosi e ben allenati nuotatori, seppur in affitto, possano anche lontanamente essere paragonati con qualcuno che ha quattro polmoni e non ha bisogno di prendere fiato. Non mi pare una questione di razzismo, ma di logica. O almeno è una questione che forse meritava di essere affrontata con più cervello e meno discorsi dal cuore in mano. Fa infatti molto più effetto sentire qualcuno che neppure vuole entrarci nell’acqua in cui ha nuotato Sophia. Ma Sophia ottiene il permesso, se non fosse che una stronzetta bionda tenta di avvelenarla e tutto finisce a pugni. Ma è violenza buona perché la stupida rivalità tra scuole vince su quella tra razze. L’umanità trionfa! E neanche una menzioncina a come la bionda sia finita (o no) in carcere per tentato omicidio? Solo dettagli quando l’orgoglio scolastico ha la meglio. Come prevedibile finisce un po’ a tarallucci e Star-Crossed_104-02vino con non troppa logica, ma è indubbio che Star-Crossed se la cava meglio qui nei corridoi di scuola che tra bombe e sommosse.

Continua poi nella sua scelta vincente di tenere separati i due piccioncini maledetti dalle stelle, senza ridurre il tutto al semplice amore cosmico. Roman prosegue nel suo interagire con altri umani che non siano Emery e questo va decisamente a suo vantaggio. Lanter è bravino, lo abbiamo detto, e la sua preoccupazione per la sorella sembra reale e giustificata e non semplice isterismo.
Emery invece un po’ ci perde in questo stato di cose perché le resta il semplice ruolo di paladina degli Atrian e della ragazza che lancia occhiate perplesse al suo bello che parla con chiunque tranne che con lei. E intanto si distrae con Grayson  per i soliti motivi nebulosi che guidano ogni traingolo amoroso teen. L’equazione è semplice: sono innamoratissima di uno, non posso averlo subito, automaticamente mi butto su quello che mi rivolge la parola e ogni tanto mi sorride.

Regalo la sufficienza anche a questo episodio nel quale la serie continua a zigzagare più o meno goffamente tra temi razziali e classici adolescenziali e conservo la vaga speranza che, facendoci conoscere meglio i suoi personaggi, possa trovare un passo più sicuro e una sua personale dimensione.

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