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Recensioni Serie Tv

Squadra antimafia, Palermo oggi.

In onda la settimana scorsa la prima puntata di Palermo oggi, il nuovo telefilm di canale cinque. Serie dallo spirito combattente direi e con tanta voglia di gridare la realtà di quella che è stata la storia della Sicilia, una storia non troppo comoda per molti. Il regista Belloni ha detto riguardo la serie: “In un momento storico in cui la globalizzazione ha omologato tutto nascondendo le origini delle città, Palermo oggi sembra ancor più essere la terra di nessuno e, nonostante appaia bellissima perché difende il suo folklore, risalta la sensazione che sia governata da una forma di giustizia primitiva. L’immagine più emblematica di Palermo è proprio quella dei suoi famosi mercati dove colori e profumi di spezie si mischiano a gente che urla, motorini che passano, pesci sventrati, pani e panelle, polpi bolliti e un gran movimento intorno, tanto che sembra un set concepito per coprire altre storie fatte di pizzo e pizzini, ricatti, sequestri, intercettazioni, infiltrati, collusi e corrotti”.

Qualche nostalgico sostiene che la vecchia Mafia era buona perché perlomeno aiutava la povera gente, quindi in qualche modo si sostituiva allo stato, da Riina in poi tuttto è cambiato degenerando. (…) Il genere è dettato dal titolo, ma la mafia è talmente diramata negli argomenti che permette di passare dal poliziesco al drammatico fino all’action pura e, cercando di rispettare la credibilità della storia, gli attori si sono calati generosamente nei disegni dei personaggi regalando ognuno qualcosa della propria umanità. La reazione che mi hanno personalmente suscitato è quella di grande empatia e identificazione anche con personaggi apparentemente mostruosi che sono lontani nelle grandi azioni ma vicini in quelle di tutti i giorni e nei sentimenti universali come l’amore”.

La vicenda si svolge infatti al ritorno di un’importante famiglia mafiosa, gli Abate, dagli Stati Uniti dove si erano rifugiati dopo la precedente lotta tra famiglie. Si ha allo stesso tempo il ritorno a Palermo del vice questore Claudia Mores (Simona Cavallari) che chiamata dal suo amico, capo della Duomo, Stefano Lauria (Massimo Poggio) per rivelarle un’importante scoperta si troverà dopo la sua morte, a prenderne il posto. Purtroppo questo non farà in tempo a sconfessare alla Mores i risultati della sua indagine.

In una Palermo affascinante e dannata i fatti si svolgono tra indagini,scomparse e tentativi di incastrare i mafiosi. Nello sfondo, ma non meno importante, troviamo l’amicizia tra la Mores e Rosy (Giulia Michelini) la piccola Abate che, quando era bambina fu salvata in un’ attentato ai suoi genitori proprio dalla Mores.
Rosy,tornata a Palermo solo per le nozze con un giovane americano sembra non voler accettare il distacco che dovrebbe esserci tra la sua famiglia e la Mores tanto da invitarla tranquillamente al suo matrimonio.
E’ proprio da quel giorno che ha inizio una guerra tra giustizia e mafia.
Rimangono sempre in primo piano i traffici, le scomparse, gli omicidi dei mafiosi in corrispondenza con la loro bella vita e lo sperpero di denaro. Il tutto è avvolto in una sorta di mistero anche per il telespettatore che non capisce e non conosce ancora tutti i fatti, i nomi e le vicende che circolano attorno al lusso delle ville.
Una sorte di filo conduttore lega il telefilm al già conosciuto Capo dei capi come se la voglia di gridare e di rendere partecipe il pubblico alla realtà dei fatti,anche alquanto scomodi, battesse ogni timore e ogni titubanza.
Questo genere di serie hanno avuto in Italia e continuano ad avere non poco successo stimolando anche la curiosità di volerne sapere sempre di più.

Il cast formato da giovani attori italiani tra cui colui che interpretò Totò Riina (Claudio Gioè) nella serie il Capo dei capi, risulta molto frizzante con alle spalle le vicissitudini e la vita privata di tutti che comunque avendo un compito che assorbe ogni attimo non lasciano dietro i loro problemi.
Il bello di questi telefilm è anche il poter capire, il potersi affezionare ai personaggi o addirittura trovare insieme a loro la soluzione tanto cercata. Veder nascere un’ amore o rompersi un’ amicizia o ancora innescarsi una guerra suscita in chi guarda una sorta di “dipendenza” che rinnova l’appuntamento alla puntata successiva con la domanda,chissà come andrà a finire…

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