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Cinema

Special Correspondents: La recensione del film su Netflix

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Recensione del film Netflix Special Correspondents, con Ricky Gervais – che è anche regista e sceneggiatore – ed Eric Bana

Titolo: Special Correspondents
Genere: Commedia
Anno: 2016
Durata: 100 minuti
Regia e sceneggiatura: Ricky Gervais
Cast: Ricky Gervais, Eric Bana, Kelly Macdonald, Vera Farmiga

special correspondents netflixIn un’era in cui non c’era ancora Netflix, un film come questo sarebbe stato (molto probabilmente) un flop al botteghino. Troppo leggero ed effimero, divertente ma non abbastanza concreto per poter conquistare un pubblico da grande schermo. Oggi, invece, sul divano e con una vaschetta di gelato in mano, Special Correspondents è la commedia perfetta con cui condire un sabato pomeriggio sottotono oppure una domenica sera di pioggia. Inutile interrogarsi sui possibili scenari pre-Netflix o post-Blockbuster, la pellicola di Ricky Gervais – che ne è sceneggiatore, regista e protagonista – tocca i tasti giusti e da vita ad un sipario di equivoci, malintesi, situazioni ai limiti della realtà o credibilità e regala al pubblico una divertente commedia, che non vuole e non ci permette di prenderla troppo sul serio.

Al personaggio un po’ impacciato e molto sfortunato di Ian Flinch (Ricky Gervais) si affianca quello più determinato, affascinante e carismatico di Frank Bonneville (Eric Bana), che è anche il principale radio-reporter della stazione radio per la quale i due lavorano. Quando in Ecuador scoppia la guerra civile, la radio decide di mandare i due in loco per riportare notizie direttamente dalla zona di fuoco. Sul punto di partire, per un curioso equivoco i due perdono i propri documenti, solo poco prima che tutte le frontiere vengano chiuse. special correspondentsIncapaci di ammettere la sconfitta, si rifugiano nel bar di fronte alla radio – gestito da una coppia di messicani di loro fiducia – da cui iniziano a trasmettere notizie dall’Ecuador, inventandosele giorno dopo giorno. Mentre la moglie di Flinch (Vera Farmiga) approfitta della situazione per promuovere la propria carriera ed arricchirsi, la collega dello stesso (Kelly Macdonald), segretamente innamorata di lui, spera solo che i due possano tornare a casa. La situazione, ovviamente, degenera quando un ipotetico signore della guerra (da loro inventato) diventa il principale ricercato dell’FBI e loro due vengono rapiti dallo stesso uomo, scatenando un movimento nazionale desideroso di riportarli a casa.

La commedia degli equivoci basa le proprie fondamenta su due fattori per nulla scontati: un buon cast da una parte e una storia tanto lineare quanto intrecciata dall’altra. Ricky Gervais ed Eric Bana sono una coppia talmente strana e difficile da associare che, proprio per questo, risulta perfetta. La loro meravigliosa partnership è poi evidenziata da due figure femminili altrettanto importanti, quali Vera Farmiga e Kelly MacDonald, la prima incarnazione del diavolo sotto mentite spoglie e la seconda, al contrario, l’autentica e sincera amica che nasconde un sentimento non ricambiato. Paradossalmente nessuna delle due è interessata al personaggio di Eric Bana: una rivincita di Gervais sui bellocci di Hollywood o l’ennesima beffa di un mondo inscatolato e stereotipato? Mentre l’isteria di Geoffrey e la pacata arrendevolezza di Frank creano la maggioranza di situazioni comiche, impossibile non concedere il primato di ‘mascotte’ della pellicola ad America Ferrera e Raul Castillo, che divertono senza mai necessariamente far ridere.

special correspondentsLa pellicola procede con situazioni comiche e divertenti, che evidenziano il paradosso senza necessariamente privare le scene della loro concretezza. Poco importa se una pentola viene usata come antenna satellitare o se un paio di suoni in sottofondo riescono a creare l’impressione della natura ecuadoriana, i protagonisti si muovono con assoluta sicurezza in questo sipario di possibilità negate e mezzi limitati, dando al pubblico proprio quello di cui ha davvero bisogno. Se la prima parte del film è scorrevole e coinvolgente, la parte finale pecca leggermente nel desiderio – non troppo velato – di concedere agli spettatori un momento di vera azione e il lieto fine tutto in una volta. Uno dei due sicuramente era di troppo, ne sarebbe bastato solo uno. Gli ultimi minuti del film sembrano muoversi troppo veloci e danno il colpo di grazia a quel minimo di realismo che si era ancora tentato di mantenere all’inizio.

Nel complesso la pellicola di Netflix – presentata al Tribeca Film Festival pochi giorni prima di approdare sulla piattaforma di streaming – svolge bene il suo compito, ossia intrattenere con leggerezza ed allegria, nonostante sia comunque il remake di una pellicola francese dai toni similari. Non si tratta di una commedia da 10 e lode, da rivedere ad ogni occasione, ma neppure di un film scontato e poco allettante. Anzi, sfoggia una sceneggiatura brillante e mette in campo uno schieramento di attori, alcuni dalla vena comica e altri dall’impalcatura drammatica, davvero brillante. Di certo da recuperare, se non avete ancora avuto occasione di farlo.

Special Correspondents
  • Regia e Fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento Emotivo
4.3

In sintesi

Un film divertente, di certo da guardare senza troppe aspettative

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