Recensioni Serie Tv

Sleepy Hollow: Recensione della Prima stagione.

Se qualche mese fa mi avessero detto che oggi avrei scritto la recensione di una serie chiamata ‘Sleepy Hollow’ credo che mi sarei messa a ridere. Sarò la prima ad ammettere di aver avuto le mie riserve su questo show, prima tra tutte l’utilizzo del tema di un film popolare e di successo, l’omonimo girato da Tim Burton che ha per protagonisti Cristina Ricci e Johnny Depp. Poi, dopo vicende alterne (la mia migliore amica che mi sgridava sonoramente per telefono intimandomi di guardarlo va sotto la voce di ‘vicende alterne’) ho guardato il pilot. Che ci crediate oppure no, me ne sono innamorata istantaneamente. Certo, come in qualsiasi buon nuovo prodotto c’erano degli angoli da limare, una passata di vernice da finire, ma nel complesso mi intrigava non poco, sia per la piega che Orci e Kurtzman avevano deciso di dare alle serie sia per l’elemento esoterico/demoniaco che per l’impostazione a metà strada tra l’avventura e l’horror (una fusione tra Relic Hunter, National Treasure e l’effettivo Sleepy Hollow, in poche parole). Inoltre, incredibile ma vero, emerge la sleepyhollow_1consapevolezza di un pezzo della storia americana fortemente trascurato dal mondo delle serie tv, quello della guerra di secessione e dunque del Generale Washington e degli altri grandi patrioti americani. Un prodotto, nel complesso, che suscita interesse.

La storia parte con il risveglio di Ichabod Crane (Tom Mison), soldato ucciso 250 anni prima, nella cittadina di Sleepy Hollow, nella quale strani eventi iniziano ad avvenire. Dopo che il suo mentore e amico viene ucciso da un cavaliere senza testa, Abbie Mills (Nicole Beharie) comincia ad aprire la mente a tutte le cose sovrannaturali che la circondano, inclusa la propria esperienza d’infanzia in cui lei e sua sorella Jenny (Lyndie Greenwood) avevano visto un demone sorgere dal sottosuolo. E’ proprio quello stesso demone a rappresentare il nemico numero uno della protagonista e di Crane che insieme scopriranno un legame mistico che li porterà sulle tracce della storia della nazione americana e della loro eredità di Testimoni, incaricati di sconfiggere Moloch. Ad aiutarli, il capo della polizia Frank Irving (Orlando Jones) e la moglie-strega di Ichabod, Katrina (Katia Winter), rinchiusa dal demone in un purgatorio di pena da cui suo marito tenterà di salvarla. Personaggi di ogni sorta e specie tenteranno di ostacolare ma anche aiutare i due protagonisti, come il Divoratore di peccati (un grandioso John Noble). Alla fine, nella battaglia tra bene e male, sleepyhollow_2chi trionferà e chi invece sarà il perdente?

Al di là di una storia che colpisce per la sua imprevedibilità e la sua originalità, i temi sono ricorrenti e, se proprio bisogna trovargli un difetto, in alcuni casi fin troppo scontati. Va invece attribuito un particolare merito a Tom Mison che è stato capace, a mio parere, di interpretare il maniera eccelsa un gentiluomo del sud, catapultato in un mondo di tecnologia e volgarità. E’ stata esilarante la scena che ha visto Abbie tentare di fargli indossare dei vestiti del nostro secolo, senza successo: solo giacca e calzettoni, per il signor Crane. Ancor più esilarante è poi stato il suo timido ma concreto approccio alla tecnologia: dai siti porno aperti per sbaglio, al messaggio della segreteria telefonica lungo quanto la Costituzione alle espressioni gergali e al ‘pugno’, che diventa il suo ‘gesto distintivo’ con il tenente Mills, che glielo insegna appunto.

sleepyhollow_3Per quanto riguarda la Beharie, appunto, ho dovuto ricredermi: all’inizio l’avevo inquadrata come un’attrice poco espressiva ma, con il passare del tempo, ho semplicemente capito che la sua bravura sta proprio nella forza e nella determinazione del suo personaggio, costruito con tenacia nonostante la stessa attrice, nella vita reale, sia dolce e timida. Posso tranquillamente dire che le sue disavventure hanno avuto l’effetto sperato e l’hanno resa realmente apprezzata. Inserita, c’è da aggiungere, in un cast pienamente all’altezza, da Orlando Jones a John Noble, che qui è tornato a collaborare con i produttori che l’avevano diretto in Fringe. Un po’ titubante è invece la performance di Katia Winter, anche se probabilmente la mia antipatia è da attribuirsi alla sua costante espressione sofferente e le lacrime dipinte in faccia. Personalmente non ho mai apprezzato le signorine prive di forza e indipendenza e lei incarna questo stereotipo alla perfezione.

Va inoltre spesa qualche parola per la trama che include cavalieri senza testa, demoni e cavalieri dell’Apocalisse. Un po’ com’era già accaduto per Supernatural, la linea guida tra il bene il male e la lotta delle forze del Bene e del Male colpisce. Le tematiche horror si intrecciano a quelle che sono le paure umane e quelle che sono le loro debolezze, portando sullo schermo la passione e la lotta.

Una serie che ha colpito sotto molti punti di vista, che promette di migliorare ed evolversi anche in futuro. Non a caso, è stato il miglior debutto della FOX dal 2006!

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