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Silicon Valley: Recensione terza stagione

L’umorismo è una spada di gomma – ti consente di andare a segno senza spargere sangue.
(Mary Hirsch)

 

Scrivere un drama è un processo complesso e particolarmente lungo. Gli sceneggiatori non dormono, riempiono pagine e pagine ditumblr_o9fujoXgXe1u4ypbyo4_250 idee, di scene, di dialoghi, escono di casa nelle ore più impensate per trovare spunti interessanti ed ognuno di loro ha i propri riti e metodi per cercare l’ispirazione. Ma scrivere una comedy invece è semplice? A questa domanda possono essere date numerose risposte. Le comedy sono spesso fatte di un misto di scrittura e improvvisazione, in cui gli attori si possono muovere più facilmente e questo spesso comporta che i personaggi di tali serie tv siano caratterizzati in maniera molto generica, non subiscano evoluzione e rivestano stereotipi in cui è facile identificarsi. Alcune comedy si basano sullo sketch visivo che da luogo ad una risata immediata (pensiamo a Sheldon che nuota tra le palline urlando “Bazinga”), altre invece preferiscono dialoghi pungenti e ironici (basterebbe dire Chandler Bing) e poi ci sono le comedy che utilizzano un concetto molto estraneo al mondo televisivo americano che è lo “humor”. O quello che noi chiamiamo “umorismo costruttivo”, cioè utilizzano la situazione divertente o surreale non solo per far ridere, ma per lasciare un messaggio, per far riflettere lo spettatore e per raccontare quella che spesso è una verità molto amara. In Italia abbiamo conosciuto un maestro di questo concetto il cui nome era Mario Monicelli.

tumblr_o697a6yWqX1uqgzbko1_400Silicon Valley ha due anime, la prima è quella che vuole prendere in giro il mondo che racconta con battute veramente cattive e ciniche, non curandosi di essere buonista o di dover rispettare morti, religioni, culture o multinazionali. L’anima che quest’anno ha dipinto il mondo dei CEO come megalomani fuori di testa interessati solo alle loro manie, mostrando un accoppiamento tra due cavalli senza censure. L’anima che racconta della vita del creatore di quella che potrebbe essere Google come un uomo interessato solo ai suoi microscopici bisogni e vendette e che è circondato da sanguisughe che vogliono solo mantenere il loro status sociale: la lotta tra il guru buddista e l’addetto alla security è esilarante. Ecco questa è la sfera di Silicon Valley che fa ridere, e non di gusto o ad alta voce, ma il riso è scaturito da situazioni surreali che hanno sempre un lato sociologico interessante. I personaggi di Silicon sono esagerati, gonfiati ed estremizzati perché tramite questa caricatura che porta lo spettatore al sorriso che poi nasce la seconda anima della serie, quella che parte dalla domanda: ma sarà davvero così?

Ed ecco che la scena del signore del Bagladesh che insieme ad altri migliaia di suoi connazionali viene pagato per fare visualizzazionisilicon-valley-gif trasporta lo spettatore a farsi domande e la  serie ad evolversi ad un livello successivo. Nonostante la serie con il passare delle stagioni sia diventata sempre più caricaturale, non ha mai smesso di voler smascherare il mondo che racconta, ed allora i suoi personaggi hanno sempre un lato malinconico che non è quello del nerd vincitore, non è il nerd riuscito, è il perdente. Quello che non ha coraggio o non ha altre capacità se non quella di scrivere codici, quello che è solo, che si sente un fallito e che viene imbrogliato. Ed è questo che fa di Silicon Valley non una comedy, ma La Comedy e ad oggi uno dei prodotti più originali che abbiamo in tv.

Con la candidatura agli Emmy la serie è in rampa di lancio, noi vi consigliamo di recuperarla così che possiate come noi apprezzare questo gioiellino di HBO ancora poco conosciuto in Italia.

Good Luck!

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Silicon Valley: Stagione tre
  • Una vera comedy
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