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Shogun: La bellezza al servizio della perfezione. Recensione stagione 1 della miniserie FX su Disney+

Ci sono serie tv che sono pura poesia. In passato ne abbiamo incontrate diverse – le prime stagioni di Game of Thrones sono quelle che vengono in mente per prime, seguite da Mad Man, Lost, e naturalmente Downton Abbey. Sono tuttavia produzioni che hanno impiegato tanti anni per entrare nel cuore dello spettatore, altrettanti per essere definite “leggendarie”. Si può affermare con assoluta certezza che a Shogun, la serie tv FX trasmessa in Italia sul canale streaming Disney+, non servirà questo tempo: è leggendaria già adesso. Ambientata nel Giappone feudale del 1600, Shogun potrebbe essere tranquillamente paragonata ad un film colossal del grande schermo, però in dieci comode, dettagliate, spettacolari puntate.

La serie tv è tratta dalla penna di James Clavell, che pubblicò il romanzo bestseller omonimo nel 1975. Tuttavia la prima produzione a ispirarsi a Shogun era stata quella del 1980, che aveva osservato la vicenda interamente dal punto di vista europeo, quella del protagonista Blackthorne. Al contrario, la produzione creata per la tv da Rachel Kondo e Justin Marks, quest’ultimo produttore esecutivo insieme al protagonista Hiroyuki Sanada, ha fuso il punto di vista giapponese con quello europeo, dando vita ad un prodotto straordinario, forse il migliore di quest’anno televisivo.

Leggi la recensione della stagione 1 di Shogun, la serie tv FX e Disney+.

shogun jack blackthorne
Credits: Disney+, Recensione Shogun stagione 1

“Non c’è notte che non finisca.”*

La storia di Shogun è ambientata nel 1600. Il Giappone ha appena perso il proprio imperatore e un consiglio di reggenti regna in vece del piccolo erede al trono, fortemente influenzato dalla madre, Ochiba No Kata (Fumi Nikaidō). Il migliore amico e fedele servitore del defunto Imperatore, Yoshii Toranaga (Hiroyuki Sanada), è invece fuori dal consiglio e per questo guardato con sospetto e timore a causa dell’influenza che ha sul piccolo tramite il vecchio rapporto con suo padre. Il consiglio e in particolare Ishido Kazunari (Takehiro Hira) sono impazienti di troncare il potere e influenza di Toranaga, ed è così che lo accusano di tradimento, costringendo lui e i nobili a lui fedeli a prepararsi ad una guerra che, su carta, non possono vincere.

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Come se non bastasse, questo delicato equilibrio d’oriente viene stravolto dall’arrivo di un galeone inglese con a bordo il navigatore Jack Blackthorne (Cosmo Jarvis). Quest’ultimo viene arruolato suo malgrado in questa guerra. L’obiettivo di Backthorne è prima di tutto essere ricongiunto con la propria ciurma, presa in ostaggio da uno dei vassalli di Toranaga, Kashigi Yabushige (Tadanobu Asano). In secondo luogo, il suo obiettivo è sradicare il monopolio commerciale dei gesuiti spagnoli e portoghesi in Giappone. Il cristianesimo è infatti tra le religioni più diffuse da quando gli europei hanno iniziato a navigare le acque dei mari che circondano l’isola. Tanto che la stessa Lady Mariko (Anna Sawai), al servizio di Toranaga e unica in grado di parlare inglese, è convertita al cattolicesimo. Grazie alle sue traduzioni, Blackthorne è in grado di comunicare e farsi capire dalle persone che lo circondano.

Tra brutali tradizioni e onore perduto, guerre politiche e su campi di battaglia, intrighi e personaggi dallo spessore indimenticabile, la serie tv Shogun porta lo spettatore fin dentro l’animo del Giappone del XVII secolo, con un’autenticità accattivante e una trama ricca di colpi di scena.

anna sawai lady mariko shogun
Credits: Disney+, Recensione Shogun stagione 1

“La rana dentro al pozzo non conosce l’oceano.”*

Sebbene il protagonista appaia a tutti gli effetti Blackthorne, che con il suo occhio da straniero entra in punta di piedi in un mondo e una cultura completamente diversi dalla propria, in realtà è Toranaga il fulcro intorno a cui ruota tutto. I suoi intrighi, i suoi piani, la sua sete di potere mascherata da perbenismo, tutto intorno a lui è un piano minuziosamente studiato. Guardare l’evoluzione dei suoi piani attraverso scene ed episodi diversi, almeno per chi come me non conosceva ancora l’interezza della storia, è come vedere un’immagine finalmente comparire in un puzzle da 5000 pezzi. In pratica, sai che è lì, ma finchè non hai assemblato pezzi a sufficienza non potrai vederla.

Ciascuno dei personaggi di Shogun incarna una dote o un difetto. In questo modo la loro personalità diventa una sorta di stereotipo-figurante su un palcoscenico: Toranaga è l’astuzia. Usami Fuji (Moeka Hoshi), la moglie imposta all’hakamoto Blackthorne, è la redenzione. Kashigi Yabushige è un’opportunista. Lady Mariko è la devozione. Toda Hiromatsu (Tokuma Nishiota), il fedele servitore di Toranaga, disposto anche a sacrificarsi per lui pur di vedere il proprio signore trionfare, è la fedeltà. Si potrebbe andar avanti così all’infinito, elencando uno ad uno i personaggi di Shogun e le loro brillanti interpretazioni.

Su un livello diverso forse c’è proprio Blackthorne, che non incarna un solo pregio o difetto, ma una sfumatura ricca di emozioni. Quelle stesse che così spesso i giapponesi sono in grado di tenere a bada, nascondendoli sotto una coltre fitta di cerimoniali e inchini, come gli ricorda Mariko in più di un’occasione. Se proprio si dovesse attribuire una caratterista a lui, probabilmente sarebbe impulsività.

shogun toranaga
Credits: Disney+, Recensione Shogun stagione 1

“Le uova e i giuramenti sono facili da rompere.”*

A risaltare in una produzione che ha davvero pochissime sbavature a livello artistico e recitativo, sono sicuramente i personaggi che contribuiscono a raccontare la storia. Su tutti non si può non citare il produttore esecutivo e protagonista Hiroyuki Sanada. Il suo Toranaga è maestoso, determinato, impassibile e completamente magnetico. Con lui, sul podio delle interpretazioni meglio riuscite, c’è la giovane Anna Sawai e la sua Lady Mariko. L’eterea bellezza di una bambola di porcellana, legate ad un’interpretazione equamente misura e smisurata nelle sue passioni. Questi elementi l’hanno resa la vera scoperta di questa serie tv.

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Tuttavia, non sono soltanto le doti recitative dei suoi protagonisti a rendere Shogun una serie così bella e magnetica. La scelta non semplice ma vincente di far parlare i personaggi principali nella loro lingua madre, il giapponese, sottotitolando più del 70% delle puntate, è un primo esempio. I dettagli minuziosi delle migliaia di armature e costumi che Carlos Rosario ha realizzato con il proprio team di oltre 100 persone. Dagli abiti femminili di Mariko e Usami, ai complessi completi indossati da Toranaga e i suoi soldati. La perfezione sta nei dettagli e Shogun, di dettagli, ne ha curati mille.  

A questo si aggiunge una complessità emotiva e relazionale non da poco. Da una madre privata dei propri figli per una questione d’onore, a un uomo lontano dalla propria patria e dai propri affetti senza prospettive di tornare, ad una donna che ha perso la propria famiglia e non è in grado di superare la depressione o il desiderio di morte. Sono tutti argomenti molto forti, che richiedono un percorso di crescita che alcuni personaggi intraprendono in maniera più condivisibile di altri. Tutti, in generale, sono al di sopra della completa immedesimazione.

shogun recensione stagione 1
Credits: Disney+, Recensione Shogun stagione 1

“Spesso vale più un estraneo vicino che un parente lontano.”*

Nel complesso, Shogun è un piccolo capolavoro. La produzione ha coinvolto tanto un team giapponese che americano, con altrettanti giorni trascorsi tra le due produzioni locali. Costruire una macchina come quella di questa versione del 2024 di Shogun non è stato facile ma il risultato è certamente molto più che soddisfacente. Per dieci episodi lo spettatore è immerso in una trama intricata da cui è impossibile staccarsi. C’è intrigo, c’è potere, ci sono storie antiche e antichi misteri che devono essere risolti. Ci sono personaggi magnetici e costumi che li rendono degni di un piedistallo al museo.

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Alla fine di questa recensione, possiamo affermare con certezza che la produzione della serie tv Shogun è un capolavoro che rende la serie tv meritevole di una (o forse più di una) visione. Non mi sorprenderei se venisse nominata a qualche Emmy, o Golden Globe, e portasse a casa qualche statuetta più che meritata.

GUARDA IL TRAILER DELLA STAGIONE 1 DI SHOGUN

*Proverbio giapponese

Kat

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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