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Shannen Doherty regista in Suite 7

Probabilmente ho trascorso più tempo con Shannen Doherty che con qualsiasi altro attore di Hollywood. Non ha solo ottenuto la fama con lo show della mia generazione — Beverly Hills, 90210 — ma ha continuato ad essere protagonista in Streghe, un’altra parte enormemente importante della mia cultura sul piccolo schermo. E questo senza contare i dvd Mallrats (Generazione X) e Heathers (Schegge di Follia) che ho logorato a causa delle tante visioni.

Così quando si è presentata la possibilità di trascorrere realmente del tempo con Shannen, ho saltato. E poi di nuovo. E ancora una volta. Dopo aver riacquistato equilibrio, compostezza e professionalità, ho parlato con l’attrice del suo lavoro dietro la cinepresa in una formidabile nuova web series chiamata Suite 7.

Oltre ad imparare tutto riguardo i suoi sogni da regista e le sue ispirazioni, ho chiesto a Shannen della sua carriera, del suo prossimo passo e se includerà o meno far scivolare via l’elastico gigante dai capelli di Heather Chandler.

Come’è nata l’opportunità di dirigere uno di questi webisodes?
Ho fatto una breve apparizione in un altro webshow di Wilson [Cleveland, sceneggiatore] e ho instaurato questo grandioso rapporto con lui – è praticamente il ragazzo più simpatico di sempre e sostiene molto la creatività in generale. Basandosi sugli episodi di Streghe che avevo diretto, ha sviluppato l’idea, che sembrava meravigliosa. E’ una mia grande passione. Abbiamo raggiunto un accordo – in uno recitavo e in un altro facevo la regista, ed eccoci qua.

 

Il casting di Brian Austin Green è stata una coincidenza o è merito tuo?
L’ho scelto io. Adoro Brian – siamo buoni amici e l’ho visto veramente crescere negli anni. Non è più David Silver, è diventato un uomo. Stavo morendo dalla voglia di lavorare di nuovo con Brian, quindi quando si è presentata questa occasione, l’ho chiamato, abbiamo parlato del progetto e lui stava morendo dalla voglia di prenderne parte.

Hai detto che i tuoi episodi di Streghe hanno dato il via all’idea di Wilson — in quelli c’erano molti effetti speciali mentre questo è molto spoglio. Ci sono solo due persone in una stanza. Hai una preferenza?
Non mi importa – ho amato gli episodi di Streghe che ho diretto. Il mio preferito è stato l’ultimo che ho diretto, che è stato anche l’ultimo in cui ero presente. Ricordo che avevamo questo nuovissimo braccio girevole di 24 metri. L’unica altra persona ad averlo usato era John Woo, e io amo John Woo. Così ho portato il budget a Mr. Spelling e gli ho detto, “se qualsiasi cosa di questo equipaggiamento è fuori dal budget, lo pago di tasca mia“. Volevo solo rendere il mio ultimo episodio fenomenale. E poi sono stata dentro al budget [ride].

A differenza del corto Suite 7, tu hai sia recitato che diretto in Streghe — sembra sempre un’impresa insormontabile per me.
Lo è e non lo è. Sicuramente ci fai l’abitudine, ma riguarda solo l’essere ben preparati. Io sono, nel caso non lo sapessi, un po’ una maniaca del controllo. [ride]. Quindi per me, riguarda solo l’essere super organizzati e io avevo storyboards proprio per ogni cosa, non c’era nessun dubbio su come volevo che fosse la ripresa. E’ divertente perchè ricordo di essere stata nell’editing room per il primo episodio che avessi mai diretto e potevo dire che non ne sapevo nulla, dal punto di vista della recitazione. Durante la scena, ero così distratta nel controllare se le telecamere fossero o meno nei loro posti corretti e cose così. Una volta che ho lasciato andare le cose per il loro verso, ho potuto rilassarmi. Diventa più semplice. Sono due cose che non amo combinare comunque.

Hai un motto, come regista?
Per me, il lavoro di un regista non è solo assicurarsi che gli attori diano una buona performance, ma anche sviluppare un look del pezzo.

A quali altri registi ti ispiri?
Potrei solo sperare di raggiungere qualcosa al pari di Tony Scott un giorno, è uno dei miei registi preferiti di sempre. Fa molte riprese a mano per creare sempre più caos nella ripresa. Ti spinge dentro come membro del pubblico, senti quel vibe frenetico. Qui l’ho usato perchè ci sono solo due attori in una stanza – non mi importa quanto siano bravi gli attori, dal punto di vista della visione, potrebbe essere noiosissimo. Devi continuare a far muovere le cose. Per questo ho girato a mano.

Hai lavorato probabilmente con centinaia di registi diversi durante la tua carriera — cos’è che fa emergere uno rispetto agli altri?
Devi avere un legame emotivo con il tuo regista in qualche modo. Qualche regista ti fa solo sapere che crede in te così tanto che ti libera dal prendere rischi. Altri evocano un feeling di “tutto quello che voglio è renderli felici“. Diventa il tuo obiettivo e se non fai bene la performance, sai che non li stai rendendo felici.

Puoi farmi un esempio?
Mel Damski è fantastico perchè si siede su una sedia e legge. Non fa quasi mai commenti sulla tua performance. Registra e va avanti, registra e va avanti. Quindi quando ricevi un commento – il raro momento – va al di là di tutto. Ha diretto un episodio di Streghe intitolato Primrose Empath dove Prue diventa empatica e dopo una scena particolare si è avvicinato a me e ha detto, “questo è stato fenomenale Doherty“. Mi ricordo solo di aver boccheggiato. Ti fanno rincorrere quel commento ad ogni episodio che fai. Forse dovrei vedere uno psichiatra per scoprire perchè sento così tanto il bisogno di accontentare la gente [ride]. Mentre parlo, tutto quello che penso è, dio, suona come se fossi un’accontentatrice.

Devo dirlo, è sorprendente che non solo ricordi la trama e il regista dell’episodio, ma anche il titolo. La maggior parte degli attori non riesce a ricordare queste cose degli show nei quali sta attualmente lavorando.
Ricordo le cose che voglio ricordare e convenientemente mi dimentico tutto il resto [ride]. La mia memoria è fantastica per questo e la adoro. Ricordo le belle esperienze e i registi e gli episodi che ho adorato.

Se ti venisse data la possibilità di rivisitare un personaggio del tuo passato, chi sceglieresti?
Nessuno di loro. Zero. Ci sono così tante altre parti che voglio interpretare che rifare quelle che ho già fatto sembra come se stessi andando all’indietro. Qualcuno ha chiesto l’altro giorno di un sequel di Heathers – non capisco perchè qualcuno dovrebbe volerlo. Come puoi seguire quel film e assicurarti che sia buono come il primo? Ok, certo – la gente cresce e ci sono sempre altre Heathers nella loro vita ma si spera che non abbiano a che fare con loro nello stesso modo del tempo del liceo. E poi non credo che sia una buona idea, nel mondo di oggi pieno di bullismo, creare una piattaforma di persone in stile Heathers. E’ stato perfetto a suo tempo, ma dovrebbe rimanere un cult classico.

Allora perchè sei tornata come Brenda in 90210 l’anno scorso?
Questo è stato molto diverso. Ho detto no quando mi è stato presentato all’inizio. Ho vissuto con lei per tre anni di troppo. Non la sopportavo. Non volevo indossare di nuovo quella pelle. Poi qualcuno mi ha mostrato tutte le petizioni dei fan per far tornare Brenda. Lì ho realizzato che se avevo una carriera di 29 anni era grazie a loro. E’ difficile sedersi con ogni fan e ringraziarli tutti personalmente, così ho pensato che se era quello che volevano vedere, allora ci avrei provato.

Eri contenta del ruolo questa stavolta?
La gente cresce ed evolve – Brenda non era una brutta persona, era ragazzina. Aveva del drama. Le stupidate non funzionavano con lei [ride]. Ma ho sempre pensato che Brenda fosse passionale riguardo le sue azioni e che avrebbe realizzato i suoi sogni. Così quando l’abbiamo sviluppata, abbiamo parlato di renderla una donna matura che ha imparato da tutte le sue brutte esperienze. Sento che tutto quello che hanno scritto per lei è perfetto. Poteva risultare noioso senza il prolungamento del drama, ma ho pensato che fosse realistico. La gente evolve e matura. Non è stata una scelta come attrice, ma una scelta che ho fatto come attrice per dire grazie.

Quindi che tipo di ruoli stai cercando ora?
Dipende da come ci si sente. Riguarda anche il lavorare con certi registi. Il Tony o il Ridley Scott del mondo. Il David Fincher del mondo. Amo anche Joe Wright, che ha fatto Orgoglio e Pregiudizio. Mi piacerebbe provare qualcosa anche in quel genere. Poi d’altro canto, non ho mai interpretato una completa sbandata o drogata. Voglio continuare ad andare avanti e interpretare nuovi personaggi…ma detto questo, se Ridley Scott dirigesse un sequel di Heathers, direi, “dove devo firmare?” [ride]

NYPost.com

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