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Shameless: Recensione dell’episodio 5.11 – Drugs Actually

La caratteristica particolare di questa serie è che, anche quando si desidererebbe tantissimo odiarla, non si può fare a meno di amarla. Perché? Perché non importa quanto si odino le scelte dei personaggi – o fatte per loro dalle esigenze di copione – saranno sempre talmente pertinenti al loro modo di fare e di essere che, anche nella loro erroneità soggettiva, saranno comunque oggettivamente perfette.

shameless_511_2In particolare non posso fare a meno di riferirmi allo sviluppo di un personaggio come Ian che, dall’essere uno dei miei preferiti, pian piano, si sta trasformando in qualcosa di diverso. Capisco che la scelta del bipolarismo fosse ‘obbligata’ da una sgangherata massa di eventi come quella della famiglia Gallagher e, proprio come il riformatorio per Carl, anche la malattia di Monica era qualcosa che i figli, almeno uno di loro, avrebbero dovuto ereditare. Ma, forse proprio perché sono abituata ad Ian e al suo essere ‘se stesso’, non riesco a mandar giù questa serie di sfortunati eventi che sembra perseguitarlo. Sammi è stata la miccia che ha dato origine alla fiamma ma, se vogliamo essere onesti, la fiammella già c’era. Proprio come Ian confessa ad una più che mai fuori di testa Monica, nessuno lo comprende e anche le persone che dovrebbero supportarlo, amarlo e capirlo sembrano lontani da lui, lontani da ciò che lui vuole per se stesso.

Anche riportare Monica è stato un azzardo non da poco, vista l’influenza che la donna sembra esercitare su di un Ian, già di per se instabile. Se un bipolare è un uragano, ho paura ad immaginare cosa possa succedere con due persone bipolari a piede libero. Ciò che forse Ian ancora non riesce ad inquadrare – la sua malattia lo giustifica in questo – è che le persone che pensa non lo capiscano in realtà sono shameless_511_3quelle alle quali dovrebbe maggiormente affidarsi. Quello che non capisce è che mentre loro hanno accettato la sua malattia lui ancora non è riuscito a scendere a compromessi con il destino che l’ha così brutalmente ferito, determinandone il futuro.

Un futuro incerto quasi come quello di Fiona, ora intrappolata in un matrimonio di cui non solo non è sicura ma che la fa sentire più in gabbia che mai. Ironico, in effetti, dato che sposare Gus era stato un impulso momentaneo spinto proprio dal desiderio di libertà che sperava di ottenere: libertà dagli obblighi della sua famiglia, libertà dal passato con Jimmy e non per ultimo libertà da se stessa, che spesso era stata il suo principale ostacolo sulla via della felicità. Ma ora che quella felicità non è più rappresentata da Gus? Ora che l’uomo per il quale aveva provato una così grande attrazione non vorrebbe altro che stare con lei? Il tempismo è il peggiore quando si tratta della vita di Fiona Gallagher e anche stavolta restiamo impotenti a guardarla compromettere la sua stabilità (ed infelicità) per un futuro incerto e determinato solo dai suoi impulsi. Non dico che stia sbagliando, visto che è chiaro quanto il sole che il matrimonio con Gus non sta funzionando, ma forse prima di qualsiasi passo dovrebbe recitare il mantra ‘io sono Fiona Gallagher e incasino qualsiasi cosa tocco’.

shameless_511_4Molto meno distruttivi ma decisamente divertenti sono invece state le storie di Lip e di Kevin e V. La scelta fatta da Lip è ambigua, molto ‘poco Lip’ se vogliamo, ma che risulta un piacevole cambiamento, necessario, nella strada intrapresa dal maggiore dei maschi Gallagher. Si tratta infatti del suo futuro, quello che è in gioco. Lip ha capito, nell’ultimo anno e nella sua esperienza al college, che spesso la buona volontà e l’impegno non sono sufficienti e dunque, se un’opportunità si presenta, bisogna coglierla al volo. Sotto l’ala della professoressa, Lip si rende conto di poter entrare in contatto con persone che valutano la sua persona per quello che è, per il cervello e i pensieri che ha, non per il suo conto in banca o il quartiere dal quale viene. Anche il party a due passi da casa, che gli fornisce una prospettiva circa il ‘da dove vieni e dove vai’ ha probabilmente influito parecchio su di lui, anche se ancora non siamo stati in grado di vedere in che modo. L’imbarazzo provato di fronte all’incontro tra i suoi nuovi amici e colleghi e le persone che conosce da una vita è stato quasi un campanello di allarme: è così che andranno le cose da ora in poi? Non ci sarà più nessun tipo di contatto tra il mondo di cui faceva parte, la sua famiglia, inclusa, e quello che sarà il suo mondo una volta che diventerà adulto (lo è già e lo è sempre stato, ma sono dettagli).

shameless_511_6La riappacificazione tra Kev e V arriva, finalmente, e tutti tiriamo un sospiro di sollievo, dopo aver capito che in realtà era l’unico modo in cui poteva andare e, se anche abbiamo dubitato per un istante, siamo degli stupidi. Meno dubbiosa mi era sembrata la morte di Sammi, che a quanto pare non ce la fa proprio a tirare le cuoia: non vedo l’ora che torni sotto le sembianze di un angelo vendicatore e se la prenda con Debbi e Mickey – team incredibile, il loro, che non mi sarei mai aspettata di poter apprezzare.

Chi invece è una vera sorpresa, non solo in questo ma anche nel passato episodio, è senz’altro Frank: chi l’avrebbe detto che Frank Gallagher ha un’umanità latente?! Ebbene si, ne ha una, che addirittura lo porta ad interessarsi (amare forse non è la parola giusta, nel suo caso) ad una donna e non per il vantaggio che può dargli o per i soldi che può spillarle ma… perché gli piace la sua compagnia? Fa quasi tenerezza vedere come si prenda cura di lei, come trascorra il suo tempo con lei ma in contemporanea desideri lasciarla andare perché la sua famiglia possa curarla. Il campanello d’allarme sul cartellino ‘altruismo’ è suonato più volte e viene da chiedersi se non sia arrivata davvero l’ora, per Frank Gallagher, di mettere la shameless_511_5testa a posto, o se più semplicemente sia l’ennesima delle sue bravate che finirà in lacrime, tragedia e un fegato da rubare a qualche povero puertoricano!

Un episodio molto denso, questo di Shameless, che inevitabilmente tende a privilegiare alcune storyline più di altre, forse erroneamente, e che fa la scelta saggia di non includere Carl, probabilmente intento a torturare animali o integrarsi con i criminali con cui dovrà trascorrere un anno intero. Al di là dei gusti personali che, come ho detto, non sono in linea con alcune scelte di copione, l’episodio merita un voto alto e lo ottiene: un po’ perché Shameless e Shameless e un po’ perché la crescita di una serie come questa meriterà sempre la nostra attenzione e piena fiducia.

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