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Recensioni

Shameless: Recensione dell’episodio 5.08 – Uncle Carl

“My little brother Ian was diagnosed bipolar. And every day I’m here, I ju— I feel so fucking guilty, you know, that I’m not there helping. And the only reason I stay is, uh… you know, I can’t help. Yeah, look, ‘cause I spent my whole life, uh, trying to help my mom, um… you know, has the same disease. And there’s no help for it. Except the— the little ones, Debbie and— and Carl and Liam and my sister Fiona. You know, I could be there for them, but I’m not… ’cause I’m here. ‘Cause I’m told that staying here, you know, that’s something I could do for those kids, you know, in a big way, in— in a real way, uh, someday”

Quando Shemeless supera il giro di boa della stagione è necessario seguire delle avvertenze prima di vedere l’episodio:
1. fazzoletti a portata di mano
2. vedere l’episodio in solitudine per evitare figure barbine
3. struccarsi prima se siete donne o se siete uomini e avete scoperto il potere del mascara.
Shameless dedica, generalmente, la prima parte della stagione a temi più leggeri, se così vogliamo definirli poiché con i Gallagher nulla è veramente leggero e nella seconda parte invece, spinge l’acceleratore sull’aspetto più drammatico; un bilanciamento sempre azzeccato che a mio avviso rende questa serie così piacevole e intensa.
Essere Gallagher è una malattia e in Uncle Carl vediamo come questa “condizione” sia quasi più seria e irreversibile della patologia psichiatrica di cui è affetto Ian.

shameless_508_2Mentre Fiona cerca di mettere insieme i pezzi del suo matrimonio che pare naufragato troppo presto, Ian non accetta la diagnosi di bipolarità. “Se la mia famiglia è incasinata e disfunzionale ed io sono nato in questo contesto perché devo curarmi per qualcosa che prescinde da me?” Fondamentalmente è questo che si domanda Ian quando getta il litio e arbitrariamente decide di non curare qualcosa che non riconosce come malattia. Il problema è che Ian, quando è stato accerchiato dalla polizia che tentava di riprendersi la bambina di Mickey, è letteralmente impazzito dando allo spettatore la certezza del suo stato psichico alterato, certezza che viene confermata dalla psichiatra dell’ospedale che lo aveva in cura.
Cameron Monaghan si dimostra un attore in crescita con un notevole talento da coltivare; a differenza di quanto pensavo all’inizio di questa stagione, la storyline che gli è stata affidata è molto difficile, ma lui si è rivelato in grado di gestirla. La chemistry naturale con Noel Fisher è poi la ciliegina sulla torta che porta lo spettatore a empatizzare con le vicende di questi due personaggi. La scena finale è struggente; Mickey si rassegna alla malattia e alla sofferenza che da questa ne verrà e torna da Ian. Fortunatamente per Ian, Mickey non è Frank!
shameless_508_4Il parallelo con Frank e Monica è palese ed è esplicitato da una Debbie preoccupata per il fratello che getta in faccia senza tanti fronzoli la verità a Mickey. Questo ci permette di valutare Frank anche da un’altra angolatura, di vederlo come un uomo innamorato visceralmente di una donna, ma allo stesso tempo distrutto per sempre proprio da lei. Sono proprio Carl, Debbie, Lip e i loro sguardi a farci capire come sia stata proprio la malattia di Monica probabilmente a distruggere questa famiglia.
Anche Lip non se la passa bene: è l’unico che non ci sta a considerare come irreversibile questa malattia che sono i Gallagher e combatte con le unghie e con i denti per crearsi un futuro, ma sembra che tutto gli remi contro; il discorso che fa al consulente finanziario dell’università è un altro momento molto intenso e doloroso dell’episodio perché mette Lip a nudo senza riserve con solo il college e quello che rappresenta a difenderlo da quella vita che ormai non riconosce più come sua.
shameless_508_3Carl e Chuckie (che scopriamo avere 13 anni!!) vengono arrestati per spaccio di eroina e i particolari della vicenda  pongono l’accento ancora una volta, nel caso ce ne fosse bisogno, sul fatto che Carl sia un sociopatico della peggior specie e forse è Fiona a ricevere la lezione più importante. Abbiamo visto come gli sceneggiatori si sono concentrati sul mostraci la sua crescita; la scelta di Gus di fare un passo indietro, proprio quando lei pensava di aver sistemato tutto con lui, sarà di grande insegnamento per Fiona che finalmente capirà, si spera, di essere ormai nel mondo dei grandi e che se si vuole si può uscire dal disagio e non sguazzarci dentro: l’essere un Gallagher non può giustificare certi comportamenti.

Uncle Carl è un altro episodio molto intenso e commovente per tutti i nostri protagonisti, un episodio che ci mostra ancora una volta che eccezionali attori compongono questo cast.

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