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Shameless: la recensione globale della settima stagione

Shameless

Think of all the luck you got
Know that it’s not for naught
You were beaming once before
But it’s not like that anymore.

What is this down side
That you speak of
What is this feeling
You’re so sure of.

Domenica sera è calato il sipario su Shameless 7. E’ giunto quindi  il momento di tirare le somme sulla penultimo capitolo della serie più scalmanata di sempre.

La crisi da quinta stagione che ha messo in ginocchio moltissime serie conclamate non ha colpito l’orda metropolitana capitanata da Frank Gallagher, anzi. Il settimo capitolo della saga dei senza vergogna ci dà un’ulteriore conferma sulla qualità dei contenuti e sul valore generale di Shameless, una serie che, stagione dopo stagione, continua  a stupire e ad appassionare milioni di spettatori in tutto il mondo.

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Shameless 7 ha deluso le aspettative dei fan?

Erano molti i fan che alla vigilia della messa in onda dell’episiodio 7.01  si chiedevano se gli autori e il cast fossero ancora in grado di proporre qualcosa di credibile, all’altezza delle stagioni precedenti. Ebbene, la settima stagione di Shameless non ha soltanto mantenuto le aspettative, ma è addirittura andata oltre. L’establishment di Shameless rifiuta il concetto di banalità. Ogni stagione, ogni episodio, ogni dialogo proposto al pubblico,  è caratterizzato da un elemento nuovo che si configura sempre con un nuovo personaggio o con un nuovo filone di trama. Sin dalla prima puntata della stagione che si è appena conclusa, si è avvertito un forte spirito di cambiamento che, puntata dopo puntata, ha coinvolto tutti i personaggi principali e secondari.  D’altronde, il messaggio principale di questa serie è scolpito nelle parole della sigla. The Luck You Got degli The High Strung, unico aspetto piacevolmente routinario e immutato in 7 anni di Shameless, una pietra miliare per i fan della serie di John Wells.

Shameless è il megafono delle più importanti questioni sociali odierne

Precariato, welfare, omofobia, alcolismo, depressione, immigrazione, identità sessuale, gentrification, disuguaglianze sociali, razzismo… sfido chiunque a trovare una serie che si sia esposta così tanto nei confronti di quelle che sono le problematiche più discusse della società odierna. Shameless l’ha fatto sin dall’inizio e continua a farlo, dando voce alle paure e alle preoccupazioni di tutti noi nati a cavallo tra gli ’80 e il 2000, attraverso la funzione catartica, magistralmente assunta dai protagonisti. Basti pensare al coming out di Ian e alla relazione con Mickey; temi che sono stati trattati senza censure, nè filtri di alcun tipo.

Fiona, interpretata dall’affascinante Emmy Rossum, è l’emblema dell’intraprendenza e della determinazione. Self-made woman che risorge dalle ceneri dei disastri delle stagioni precedenti e che questa volta, Tinder a parte, ha cercato di tenere a bada le mancanze di affetto, per concentrarsi sulla carriera. La brand new Fiona non guarda mai indietro e avanza determinata verso una vita migliore. Apparentemente algida, ferrea, severa con gli altri e con se stessa, l’amazzone del South Side di Chicago ha finalmente preso consapevolezza delle sue capacità e  sembra determinata a riprendersi tutto ciò che la vita le ha negato fin’ora. Big up Fiona, sei tu la queen indiscussa di questa serie!

Frank, sindacalista-attivista mancato. Il personaggio più caro di Shameless, interpretato da William H.Macy, l’attore meglio retribuito del cast; è forse l’unico che è sempre rimasto uguale a se stesso durante l’arco delle sette stagioni. Anche in Shameless 7 infatti, Frank, collante delle sotto trame di Shameless, è un uragano implacabile di vitalità e di tribolazioni. Padre distratto e amorevole, truffatore, scansafatiche, mago del welfare, attivista che si batte per i diritti dei senza tetto. Non lasciatevi ingannare dagli occhioni dolci di Mr. Gallagher. Frank è un conglomerato di egoismo che illude i suoi cari con sporadici gesti di altruismo con il solo scopo di ottenere qualcosa. L’unico sentimento sincero esternato da Frank è l’amore incondizionato per Monica.

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Ian, portavoce delle complessità e delle difficoltà quotidiane dell’ambiente LGBT (senza offesa per gli orientamenti sessuali mancanti nell’acronimo), è una piacevole sorpresa di questa settima stagione. Se nel sesto capitolo di Shameless, si era contraddistinto per una forte instabilità dettata dal bipolarismo ereditato da Monica, questa volta Ian stupisce tutti. Il personaggio interpretato da Cameron Monaghan, condivide con il pubblico una nuova attitudine nei confronti della vita. Propositivo, equilibrato, motivato; Ian è il ragazzo delle scelte giuste. Molti saranno sicuramente rimasti delusi per gli sviluppi della liason con il caro vecchio Meckey che tra un reato e l’altro si è fatto sfuggire dalle mani l’amore di una vita. Ma attenzione, Shameless ci ha abituato ai colpi di scena. Non è finita finchè non è finita! Aspettiamo l’ottava stagione prima di trarre conclusioni affrettate. Hello or Good Bye?

E’ il momento di Lip. Philip, sempre più aggrovigliato tra le trame di una post-adolescenza abbastanza problematica, ne ha viste tante durante quest’ultima stagione. Espulso dal college, rifiuta qualsiasi tentativo di aiuto proveniente dall’esterno, brucia una relazione promettente e continua a bere. Lip risente molto del gap sociale che lo separa dalla mandria di giovani colleghi facoltosi che occupano le aule del college senza alcun merito. Sa di avere tanto da offrire, tuttavia, non riesce a squarciare il velo di Maya che gli offre una visione distorta della sua quotidianità. Una stagione un po’ piatta per lui quindi, che cerca di dare una scossa al suo presente solo nel finale. Riuscirà Lip a svestire i panni del genio ribelle per indossare quelli del giovane startupparo di successo?

Dopo tante delusioni, anche Deb sta finalmente trovando la sua dimensione di giovane donna alle prese con la maternità. Come una giovane leonessa, Debbie fa di tutto per offrire una vita dignitosa alla figlia Franny. Colei che nelle prime stagioni veniva dipinta come la salvatrice che avrebbe salvato i Gallagher dal lastrico, nella settima, cerca di ripartire puntando tutto sull’intraprendenza e sulla scaltrezza che contraddistingue la stirpe di Frank, umiliato proprio da una Debbie che sul finire dell’ultimo episodio di Shameless 7 ci dà già un assaggio dell’ottava stagione. La sua nuova fiamma poi è tutto un programma. Sembrava amore o era solo un calesse barbuto con ottimi sussidi sociali? 

E poi ci sono i piccoli della famiglia Gallagher: Carl e Liam. Il giovane gangster circonciso abbandona le mire espansionistiche nel mercato del narcotraffico da marciapiede e decide di intraprendere la carriera militare. Si sente la sua mancanza negli episodi finali, vuoto che viene colmato da una straordinaria interpretazione nella puntata finale dove dimostra di aver finalmente intenzione di cambiare marcia.

Liam è una delle sorprese di questa settima puntata. Il suo personaggio ha contribuito a portare in auge una tematica molto importante nella società americana: la gentrification, ovvero il risanamento dei quartieri poveri a favore dei nuovi ricchi che spazza via tutti i servizi assistenziali degli abitanti originari delle zone urbane interessate; motivo per cui Liam dovrà peregrinare nei quartieri limitrofi prima di trovare un’istituto scolastico pronto ad accoglierlo. In quest’occasione, Frank si rivelato molto utile dimostrando un briciolo di interesse verso la prole.

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Bipolare, naif, edonista: Monica, il personaggio take away di Shameless. Capro espiatorio di una società che non è in grado riconoscere il disagio che si cela dietro i fantasmi delle patologie mentali, additata semplicemente con l’epiteto di Pazza del quartiere, Monica è in realtà una donna dalle mille risorse che ha solo avuto la sfortuna di incontrare le persone sbagliate nei momenti sbagliati. Monica ci lascia lì dove tutto è iniziato, tra le braccia di un Frakl affranto e sconsolato e tra le critiche di Fiona & co; come biasimarli del resto?

Il triangolo no: V, Kev e Svetlana

Veronica, realizza finalmente che Svetlana non ha mai amato nè lei nè il povero Kev.  In una sola stagione, Svet è riuscita ad appropriarsi dell’Alibi, e a tradirli con il padre-marito venuto dalla madre Russia. Come se non bastasse, ha anche dissimulato l’adozione delle gemelle e soprattutto ha spezzato il cuore del gigante buono Kev. L’allontanamento tra V e Fiona si pensa sia stato uno degli inverni più freddi di tutto il South Side di Chicago, ma finalmente è arrivata l’estate. Veronica Fisher è l’amica che tutti vorrebbero, nel bene e nel male. Bentornata V, ci sei mancata. 

Non lasciatevi ingannare dall’aspetto sornione di Kev. Il suo sesto senso riesce a percepire particolari che sfuggono agli occhi dei più. Ci ritroviamo davanti a un trio che inizialmente divertiva tantissimo. Insomma Kev sei buffo quando pensi che qualcuno possa stuprare la nostra selvaggia e indomabile mangiatrice di uomini e donne Svetlana. Ti auguriamo il meglio per la tua nuova carriera da cubista!

La tigre della siberia colpisce ancora! Dopo aver messo sotto scacco Mickey, Svetlana si conferma professionista del sapere stare al mondo. Svet plasma la realtà per ottenere il massimo per sè e per le persone che la supportano. I colpi bassi sferrati alla coppia Veronica-Kev, apparentemente meschini e ingiustificati, in realtà potrebbero essere letti come un atto di riconoscenza nei confronti di chi l’ha supportata nell’ottenimento della cittadinanza statunitense. Svet ti chiediamo un favore, la prossima volta che ti sentirai in dovere di ringraziare qualcuno fai un salto da Patsy o dal fiorista all’angolo tra la decima e l’undicesima. Di sicuro, Svet è uno dei personaggi più interessanti di queste sette stagioni di Shameless. Un’androide sensuale al quale è difficile dire di no. Party like a Russian!

Caotica, drammatica, corale, iconica, generazionale, divertente e dissacrante. Shameless entra prepotentemente nelle vite degli spettatori.

Miglioramento è la keyword della settimana stagione di Shameless, ultimo capitolo del successo di HBO, scrigno di tanti piccoli insegnamenti che celebrano l’importanza e il peso delle relazioni umane nella vita di tutti giorni. Non è un caso infatti che tutti i problemi della famiglia Gallagher, anche quelli che apparivano insormontabili, sono stati annichiliti e superati proprio dalla forza dei rapporti umani costruiti dai fantastici protagonisti di questa serie.

Settima Stagione
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