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Shadowhunters: Recensione dell’episodio 1.02 – The Descent In Hell Is Easy

Shadowhunters

E’ inutile negarlo, è difficile approcciarsi ad un telefilm identificato come teen nel giusto modo, specialmente se teen non lo si è più da un bel po’.
Ma ecco un’altra premessa per bilanciare un po’ questa mia prima affermazione: alla mia decrepita età quello che mi piace leggere (anzi, non leggo praticamente altro) sono i classici e i così detti romanzi Young Adults, categoria a cui appartiene anche il libro Shadowhunters. Questo per dire che non sono del tutto digiuna dell’argomento e che qualche anno fa mi sono ritrovata a leggere anche questo Shadowhunters, uno di quei libri che si leggono girando una pagina dietro all’altra senza troppi pensieri, ma che fondamentalmente sono una collezione di cosa già viste e già lette, corredate da dei dialoghi non propriamente brillanti e che con l’andare avanti allungano il brodo a dismisura e ingiustificatamente.

  Da un materiale simile non pretendevo quindi miracoli, ma un telefilm spigliato e ritmato magari sì. C’era modo di tirarne fuori qualcosa di interessante, dosando i giusti shadowhuntersingredienti e scegliendo dei protagonisti adeguati, ma sfortunatamente questo nuovo adattamento della saga (secondo me il film aveva delle cose che si potevano salvare e che in rari casi miglioravano il libro) al posto di correggere le leggerezze del libro vi indulge rendendole ancora più sfacciate.

E allora via di belloni palestrati a manetta, perché se sei vagamente normale non sei degno di esistere nei teen drama, tanto che pure Simon, che dovrebbe essere il solito nerd un po’ sfigatino, si ritrova con degli addominali scolpiti da capogiro. E Clary, che dovrebbe essere una ragazza normale, con la scusa che non ci sono altri vestiti in giro ha già guadagnato un guardaroba in pelle attillata e una camminata da modella su tacco a spillo che porta in giro senza alcuna titubanza.

E poi via di innamoramenti istantanei e di flirtamenti smodati e dialoghi per stabilire chi stia con chi e chi piaccia a chi così violentemente fuori luogo da far girare la testa.

E daje di personaggi stereotipati in ogni dove che riescono a cancellare anche quel poco di caratterizzazione originaria. Così Jace si ritrova sempre imbronciato, dichiaratamente senza sentimenti e parenti, con la battuta atroce facile e una totale mancanza di rispetto dello spazio personale della protagonista, tanto che a fine episodio i due già vanno in giro per mano e come minimo mi aspetto che nel prossimo si bacino (per cose più serie bisognerà aspettare lo scioglimento dei ghiacci perenni però).
shadowhuntersPoi c’è Isabelle che fondamentalmente sembra un po’ fatta ed è sempre più nuda: sexy e tosta insomma. Simon invece è il nauseante finto sipatico migliore amico che ogni protagonista teen deve avere per guadagnarsi il diritto di esistere. E Alec è l’unico che rispecchia i nostri sentimenti guardandosi intorno incredulo e criticando tutto. In questo episodio qualche minima scintilla di originalità in più rispetto al pilot c’è, ma il tutto si perde in un frenetico correre di qua e di là che manderebbe al manicomio chiunque.
Tutti tranne la nostra protagonista dal colore di capelli più improbabile della TV che è pronta. Pronta a tutto. Pure a salvare il mondo dal più terribile dei cattivi di cui ha appreso il nome solo 5 minuti prima e che ops! Sorpresa! E’ pure suo padre! YEY!
Il problema non sono gli avvenimenti in sé, ma la velocità in cui vengono narrati. Ci credo che poi correre su un tacco da 12 mezza nuda non sia un problema quando in una cripta sotto un cavalcavia gente con occhi e bocca cucita ti punta una spada gigante sulla fronte.

Davvero, viene proprio voglia di dire a tutti… ehi, un attimo, piano! Che fretta avete? Questo genere di storie ha sempre in sè quel momento non proprio credibile in cui una persona del tutto comune si ritrova sbalzata in una situazione del tutto straordinaria e ci si deve adattare in pochissimo tempo. Ma qui Clary scorrazza ovunque pronta a fare questo e quello perché oh, magari è il suo destino, magari era quello che mancava nella sua esistenza. Però se me lo dice mentre sta correndo, ansimando per delle visioni e flirtando con il bellone biondo, la cosa diventa davvero difficile da digerire. C’è tanto spazio in un telefilm… perchè correre così tanto (sia concretamente che figurativamente)? Il tutto non è aiutato dal fatto che nessun attore brilli particolarmente per bravura ed espressività ed a fine episodio ci portiamo dietro quegli urletti fessi di Katherine Mcnamara che fanno eco alla nostra sofferenza interiore.shadowhunters

Si salva qualcosa? Se per voi si salva qualcosa ditemelo nei commenti. Io termino buttando un accenno anche all’orrore delle scenografie (lasciamo perdere la qualità degli effetti speciali), che trasformano l’istituto degli Shadowunters in una storta di Arrow-caverna incrociata con un club incrociata con un boudoir incrociato con un laboratorio di CSI. E vogliamo parlare della camera da letto di Isabelle? Solo a me è sembrata una pacchiana camera di motel per incontri clandestini?

Questo secondo episodio sarà anche vagamente migliore rispetto al primo, ma resta comunque tanto brutto.

PS: parliamo di Hodge, quella che doveva essere una figura di una certa età con un’aura di saggezza. Vabbè, facciamo prima a parlare dei suoi pettorali…
PPS: le rune continuano ad essere inguardabili. Alcune sembrano bruciature bozzute, altre disegni a pennarello altre tatuaggi neri. Si mettessero almeno d’accordo.

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1.02 – The Descent In Hell Is Easy
  • Si salvi chi può!
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