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Shadowhunters: Recensione dell’episodio 1.01 – The Mortal Cup

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Dopo un disastro al botteghino, la serie di libri Shadowhunters viene adattata per il piccolo schermo. Il risultato non è un completo fallimento ma neppure un totale successo.

Mi ritrovo davanti al dilemma che decine, centinaia di altri hanno affrontato prima di me, ovvero recensire una serie che è stata tratta da un libro (Shadowhunters, ovviamente). Fin qui il problema non è poi tanto grave, ma degenera quando quel libro non solo l’hai letto ma l’hai persino apprezzato, e molto. Fin dall’inizio gli autori hanno sottolineato come la serie si ispirasse soltanto ai libri e dunque l’impatto che avrebbe potuto essere brutale è risultato, almeno da un certo punto di vista, meno controverso del previsto. Viene tuttavia da chiedersi, dopo aver riposto il libro di nuovo sullo scaffale, se dopotutto sia un bene giudicare questo pilot senza il background dei libri. Perché la verità, purtroppo, è che per quelli che non conoscono la storia l’episodio risulta piuttosto confuso se non addirittura affrettato.

Clary Fray è una ragazza di diciotto anni a cui la madre regala uno stilo, insistendo sul volerle parlare di una questione di estrema importanza. La ragazza, tuttavia, non avendo tempo di darle retta, decide di andare con il suo migliore amico, Simon Lewis, al Pandemonium, locale alternativo e forse un po’ eccentrico. Qui incontra Jace Wayland, Isabelle e Alec Lightwood, tutti e tre cacciatori di demoni che solo lei può vedere e udire in quanto sia loro che le creature che combattono, i demoni, sono invisibili al mondo dei Mondani, ovvero umani senza nessun tipo di legame al mondo dei Nascosti – Popolo fatato, vampiri, lupi mannari e naturalmente Stregoni. So che descritto così tutto ha un senso e una propria logica ma queste poche ed essenziali informazioni vengono lanciate nell’episodio come briciole su un sentiero, aperte a libera interpretazione e rivelate ora in blocco ora con poche frasi decisamente fuori luogo. Il vantaggio che mi aspettavo la serie sfruttasse era proprio la sua estensione: un mondo fantasy – di qualsiasi fantasy si parli – è complesso per definizione e avere a disposizione una serie tv permette di esplorarlo con calma, dando il giusto peso a ogni dettaglio che viene rivelato, spiegandolo. La serie di FreeForm – non esiste più l’ABC Family, lo sapevate? – non fa niente di tutto questo ma, anzi, accelera il tutto, condensando addirittura quasi l’intero libro in un episodio da 40 minuti. Neppure il film ci era riuscito in 120!

L’unica parte a salvarsi da questo treno ad alta velocità è la storia del passato di Clary e Jocelyn. La serie di Shadowhunters si basa moltissimo su lunghe spiegazioni degli eventi del passato, fornite spesso da lunghi monologhi che coprono anche interi capitoli. In questo caso si sceglie di utilizzare una serie di flashback, che introducono l’apprensione di Jocelyn per sua figlia e la scelta di farle cancellare la memoria da Magnus Bane (voi non lo sapete ancora ma si tratta del Sommo Stregone di Brooklyn). Nel vedere Harry Shum Jr. nei panni di Magnus abbandono ogni preconcetto che potessi avere verso di lui: è perfetto per la parte, forse più di quanto lo fosse stato Gao nel film! E dato che siamo in tema di attori e cast, parliamone.

Il cast è stato scelto con molta cura ed è una cosa che si nota fin dall’inizio. Con questo non dico che abbiano delle doti recitative straordinarie – in particolare Dominic nei panni di Jace è stato fin troppo cupo e tormentato, quando in realtà avrei preferito che emergesse il suo lato divertente ed ironico. Jace sorride, scherza, ironizza, lanciando sorrisi sghembi a ragazze svenevoli che gli cadono ai piedi. In questi pochi minuti mi è sembrato di vedere invece Edward Cullen in astinenza da sangue, che non abbandonava la sua faccia tormentata neppure quando faceva una battuta. Interessante anche l’accoppiata Alberto Rosende e Katherine McNamara, che ho trovato delle scelte davvero interessanti e particolarmente appropriate. Perfetti, invece, sono stati i fratelli Lightwood. Riponevo grandissime speranze in loro due e non sono state disattese. Matthew Daddario, il primo che vediamo apparire nell’episodio, è un Alec perfetto, mentre Izzy ha esattamente il fascino e la sensualità che traspare anche dalle pagine del libro. Ho anche apprezzato l’utilizzo di diverse battute del libro – lascio a voi ricordare quali fossero!

Se hanno funzionato poco le scene di dialoghi forzati e spiegazioni frettolose, hanno invece convinto le scene comiche. Divertente Clary che parla con un Jace immaginario ora davanti al Pandemonium e ora davanti all’Istituto, mentre un Simon sgomento la osserva gesticolare con il vuoto. Non sono del tutto convinta dell’Istituto come covo della Divisione di Nikita (perché sembrava esattamente quello) ma immagino che serva per definire una storia a lungo termine, in cui un Istituto vuoto e abitato solo dai Lightwood e da Jace, a lungo andare, avrebbe stancato. Sono scettica (ma divertita) da un Valentine rintanato a Chernobyl, che manda i seguaci del Circolo alla ricerca della Coppa Mortale. Alan van Sprang, per quanto poco sia apparso, ha dato l’impressione di un cattivo malvagio fino al midollo che, pur avendo poco dell’aspetto di Valentine, ha dimostrato subito di essere perfetto per la parte di uno psicopatico fissato con la purezza del mondo degli Shadowhunters e pronto ad una rivoluzione per recuperare la Coppa Mortale.

Nel complesso il pilot non è stato esattamente un disastro, anche se sotto diversi aspetti avrebbe potuto essere decisamente migliorato. Una cosa la fa bene, tuttavia, ed è la cosa fondamentale di serie come questa: aggancia l’attenzione dello spettatore e quasi lo costringe a chiedersi ‘Cosa accadrà dopo?’. Non è proprio quello che una serie dovrebbe fare, portare lo spettatore ad accedere la tv per l’episodio successivo? Naturalmente le mancanze ci sono e si vedono e non possiamo che sperare che possano essere una disattenzione da ‘introduzione’ e che, con il passare del tempo, migliorino notevolmente.

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P.S. Chiunque mi critichi la serie per il ‘target teen’ verrà spedito attraverso un portale in una dimensione non bene identificata. Siete stati avvisati.

1.01 - The Mortal Cup
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