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A Series Of Unfortunate Events: recensione dell’episodio 1.01 – The Bad Beginning: Part 1

A Series Of Unfortunate Events

Avete presente quei bei romanzi di Dickens che hanno come protagonisti piccoli orfanelli tanto sfigati quanto perseguitati e circondati in ogni dove da personaggi perfidi e strampalati? Ecco, seguire le avventure dei piccoli Baudelaire è un po’ come immergersi in uno di quei libri… solo che il narratore è cento volte più spietato e un filo più irriverente.

Grottesco è l’aggettivo che subito mi salta in mente per definire questa nuova creatura di Netflix, tratta dal libro Lemony Snicket, A Series Of Unfortunate Events scritto da Daniel Handler. I protagonisti di questa infausta, orribile storia sono la giovane Violet, capace di creare ed inventare i marchingegni più strampalati, suo fratello Klaus, intelligentissimo e studioso e la neonata Sunny, in grado di triturare con suoi dentini anche le pietre. Il loro spirito ottimista e pieno di risorse e l’amore fraterno che li lega sono la loro unica risorsa contro questa serie di sfortunati eventi che li vedrà perdere gli amati genitori in un terribile incendio, per poi essere affidati alle perfide grinfie del Conte Olaf, un egocentrico pazzo maniaco interessato unicamente alla loro corposa eredità.

Le vicende dei piccoli Baudeleire sono quindi a tutti gli effetti devastantemente tragiche, proprio come il nostro narratore Lemony Snicket (un bravissimo e comicamente compunto Patrick Warburton) ci riferisce più e più volte; non una cosa che gli capiti è remotamente positiva o lascia qualche spazio alla speranza, circondati come sono da adulti egoisti o per lo meno inetti; eppure, quello che la loro storia ci suscita sono risate, piuttosto che le dovute lacrime. Ve lo siete sentito in faccia quel rigido sorriso o in bocca quella risata un po’ secca mentre ai tre Boudelaire veniva annunciata la morte dei loro genitori? Mentre si aggiravano tra le ceneri della loro casa bruciata? O mentre rimanevano soli con un misero triste lettuccio in un sottotetto marcio e gelido?

Lemony Snicket

Durante tutto questo primo episodio restiamo in bilico su quella corda tra la tentazione di distogliere lo sguardo (come ci incita la sigla) dalle disgrazie dei piccoli e la voglia di ridere e di vedere che picchi tragici potrà raggiungere la loro sfortuna. E’ un’irresistibile cupa commedia.

A narrare su schermo le avventure di Kalus, Violet e Sunny ci aveva già provato il film di Brad Silberling di qualche anno fa, uscito di slancio a traino del grande successo di Harry Potter. Artisticamente il film era una vera gioia per gli occhi, con delle ambientazioni e dei costumi semplicemente da perderci la testa e anche le interpretazioni erano state notevoli (con un indimenticabile perfido Jim Carrey), ma la vera pecca era risultata appunto quel voler riassumere in due ore una storia che sicuramente aveva bisogno di più spazio per respirare. Sicuramente più spazio gli sarà dato in questo adattamento che concede due episodi ad ogni volume della saga (in totale sono 13) e riporta in barca come sceneggiatore proprio l’autore Daniel Handler, che pur aveva lavorato alla sceneggiatura del film del 2004 ma ne era stato poi allontanato a causa di una travagliata produzione.

Anche nel prodotto Netflix grandissima cura è stata data alle ambientazioni, alle scenografie e ai costumi. Gli esterni sono totalmente ricreati in computer grafica, ma i loro colori sgargianti (o terribilmente cupi) e quel senso di irrealtà, dato proprio dal mezzo, si accordano perfettamente al tono della storia. Gli ambienti interni, come per esempio la casa di Olaf, sono concreti e reali e realizzati con una totale cura al dettaglio. Che delizia quel bagno orribile o la cucina ricolma di stoviglie sporchè di secoli!

Lemony Snicket

Notevole anche il cast che con Neil Patrick, ben nascosto sotto protesi e uno spesso trucco, nella parte dello sfrenato Conte Olaf non fa rimpiangere Jim Carrey. Canta e suscita grandi risate con la sua follia di attore scarsissimo, ma diventa prepotentemente spaventoso quando colpisce con violenza Klaus smorzando per un momento le risate in uno dei momenti più inaspettati dell’episodio.
Anche Joan Cusack è perfetta nella parte della svanita Giudice Strauss; quanto ai bambini è un po’ presto per giudicarli.

Quello che quindi colpisce più di tutto in questo primo episodio di A Series Of Unfortunate Events è l’estetica e la ricercatezza visiva. Il tono da commedia nera non è tipico delle storie per bambini a cui siamo abituati e quindi inevitabilmente affascina. Riusciranno le avventure dei Baudelaire a cementare questa buona prima impressione con i successivi sette episodi? Questa è la terribile domanda che potremo sciogliere solo con un bel binge watching selvaggio.

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1.01 - The Bad Beginning: Part 1
  • Deliziosamente grottesco
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