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Sense8: lo show è necessario nell’America di Trump, dichiara il cast

Sense8
Netflix

A pochi giorni dall’inizio della seconda stagione, il cast di Sense8 parla della serie e del suo tempismo nel mostrare l’importanza dell’integrazione.

Il messaggio di integrazione in stile “siamo tutti connessi”è stato punto cardine di Sense8 sin dall’esordio. La storia principale della serie, un misto di fantascienza e mistero, ha una natura corale. I protagonisti sono 8 estranei sparsi nel mondo che, pur non conoscendosi, scoprono di essere mentalmente ed emotivamente connessi. A parte il fatto che sono tutti nati nello stesso momento, sono persone molto diverse. Eppure, col tempo si rendono conto di essere in un certo senso la stessa persona.

Nonostante sia una serie di finzione, è impossibile non collegare un tale, forte messaggio d’integrazione alle vicende dei nostri tempi, specialmente in luce dell’America di Trump.

“Il messaggio dello show è fondamentale” ha detto Toby Onwumere, nuovo arrivato nel cast (ha sostituito Aml Ameen nel ruolo di Capheus). L’attore ha parlato con la rivista The Hollywood Reporter alla prima della seconda stagione di Sense8, Mercoledì a New york. “In città come queste, vedi volti così diversi tra loro, e questo show è il riflesso della realtà del mondo” ha detto l’attore. “I temi sono attuali, il messaggio di integrazione e libertà individuale che lo show dà è davvero necessario nel momento che stiamo vivendo”.

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All’interno della serie, gli 8 protagonisti connessi vengono chiamati “sensates”, mentre il gruppo nel suo insieme è chiamato “cluster”. Il produttore esecutivo Grant Hill ha provato a spiegare l’abbandono di Aml Ameen in questo modo. “È davvero un cast molto grande, e tutti sono parecchio sotto pressione. Siamo semplicemente arrivati a un punto in cui, nonostante il gruppo funzionasse bene nell’insieme, non ci si riusciva ad accordare sul modo di procedere. È stata una separazione amichevole, ma comunque difficile”.

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La decisione finale è comunque venuta da Lily e Lana Wachowski. Dopo l’abbandono di Ameen, hanno dovuto trovare l’attore giusto per sostituirlo. Così hanno scelto Onwumere nel ruolo di Capheus. La serie ha introdotto il nuovo attore durante lo speciale natalizio distribuito a Dicembre dell’anno scorso. Come ricordiamo, Capheus è un appassionato di Jean-Claude Van Damme e lavora come autista di autobus a Nairobi, in Kenya. La scena che ha introdotto Onwumere è stata studiata ad arte, dal momento che il suo amico Jela (Paul Ogola) fa proprio un commento sul suo nuovo aspetto. Significativamente Capheus risponde che cambiare faccia non conta, se il cuore rimane lo stesso. Una vera e propria strizzatina d’occhio ai fan, insomma.

L’attore ha comunque dichiarato che, benché i fan si siano dimostrati esitanti sul cambio d’attore all’inizio, la loro reazione è stata più che positiva dopo la messa in onda dello speciale natalizio.

“Volevamo che si sentisse coinvolto sin da subito e allo stesso tempo che si vedesse che era appena arrivato” ha detto Hill, spiegando le origini della scena. “È stata una di quelle cose che ha semplicemente funzionato. È arrivato e ha imparato quello che stavamo facendo e dove volevamo andare. Ma allo stesso tempo è entrato da subito a far parte del gruppo”.

La prima stagione ha richiesto sette mesi di riprese intorno al mondo. La seconda si è dimostrata ancora più ambiziosa, dal momento che il cast ha girato in 11 stati e 16 città. Il legame del cast, già forte nella prima stagione, è diventato ancora più profondo con le riprese della seconda.

“Il tempismo di questa stagione è particolarmente intenso” ha detto Tina Desai, che interpreta Kala. Kala come ricordiamo è indiana e vive a Mumbai ed è combattuta fra i sentimenti verso suo marito e verso un altro “sensate”, Wolfgang (Max Riemelt). L’attrice ha continuato: “È qualcosa che abbiamo provato tutti come persone, non solo come personaggi. Alla fine quando provi a conoscere davvero qualcuno, siamo tutti gli stessi. Siamo culturalmente diversi, ma pensiamo e sentiamo allo stesso modo. Se solo potessimo rispettare le differenze, superarle e accettarle, allora davvero non ci sarebbero problemi. Il problema arriva quando resisti al cambiamento. E esattamente quello che questo show fa: tutti noi riusciamo ad andare al di là delle nostre differenze e creiamo qualcosa di straordinario”.

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Anche l’attore tedesco Max Riemelt che come abbiamo detto interpreta Wolfgang, si è dichiarato d’accordo con il tempismo del messaggio. “Non ci piacciono le etichette” ha detto “Alla gente piace categorizzare le cose per poterle comprendere. Lo show dà alle persone la speranza e la possibilità di vedere le cose in modo diverso. Di identificarsi e convivere con persone di cui non conoscevano nemmeno l’esistenza. È questo il potere di questo show”.

La prima stagione ha dato alla serie un folto numero di followers sui social ed è stata apprezzata per come oltrepassa limiti di qualsiasi tipo, specialmente quelli sessuali. Una delle scene più chiacchierate è infatti stata l’orgia tra più “sensates”.

“Lana non vuole essere timida nella vita” ha detto Miguel Angel Silvestre parlando del fatto di mostrare il suo corpo. L’attore messicano interpreta Lito, a sua volta un attore. Lito ha appena dichiarato di essere gay alla fine della prima stagione e adesso deve affrontarne le conseguenze, specialmente per la sua carriera. “Non voglio essere timido in amore e voglio rappresentare questa cosa. È la realtà dei fatti, il sesso è più bello della violenza”.

La serie ha infranto anche un’altra importante barriera. Abbiamo infatti per la prima volta un personaggio trans la cui storia non ruota attorno alla trasformazione. Per Nomi infatti (interpretata dall’attivista americana Jamie Clayton), la trasformazione è già avvenuta. Sembra inoltre che altre serie Netflix abbiano preso spunto dove Sense8 ha aperto la strada, vedi ad esempio The OA.

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“Sono soltanto felice che la gente si sia finalmente resa conto che è una cosa che può succedere” ha dichiarato la Clayton riguardo il fatto di raccontare storie sui LGBTQ. “Gli sceneggiatori e altre persone hanno capito che non siamo un gioco e che possiamo esistere, che di fatto esistiamo”. L’attrice è infatti lei stessa una transgender. “Ci sono ancora molti passi che bisogna fare, ma sono entusiasta di far parte del progresso che abbiamo raggiunto finora”.

Le sorelle Wachowski sono anche loro transgender. Come i fan ricorderanno infatti, ai tempi di Matrix, erano note ancora come i “fratelli” Wachowski. Le due sorelle sono anche note per film come Speed Racer e Cloud Atlas e hanno sempre lavorato insieme. Per questa seconda stagione di Sense8 tuttavia, Lilly ha lasciato la serie, affidandola interamente alla sorella Lana.

“È stato abbastanza scoraggiante per tutti, in particolare per Lana” ha detto Hill riguardo l’abbandono di Lilly Wachowski. “Hanno sempre diretto le scene insieme, per tutta la loro carriera come registe. Ma anche da sola, Lana fa quello che fa sempre. Assiste a tutti i preparativi e si prepara lei stessa. Alla fine trova sempre il modo di farcela e come sempre, è stata impeccabile”. Il risultato del suo debutto come regista “solista” è un secondo capitolo che alza le aspettative per i personaggi e per gli spettatori.

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“Lana è molto lungimirante al riguardo” ha detto Daryl Hannah, che interpreta Angelica, la madre del “cluster”. “Questa stagione tratta temi persino più attuali. Il mondo sta più che mai andando verso questa traiettoria negativa e strana, un po’ fascista, un po’ razzista e dobbiamo uscirne fuori presto o tardi. È incredibile quante cose siano cambiate da quando abbiamo cominciato. Tutto quello che vedrete in questa stagione spinge molto verso un messaggio di integrazione, compassione ed empatia. È davvero quello il tema dello show”.

Un esempio dalla premiere di Mercoledì. In una scena Lito e Capheus sono intervistati ai due capi del mondo. Gli viene chiesto di rispondere alla domanda “Chi sono io?”. La risposta coinvolge tutti i Sensates, che intervengono in modo unificante e interconnesso.

“Quella scena è stata scritta un anno prima dell’elezione di Trump” ha detto Silvestre. “Penso davvero che il peggio possa tirare fuori il meglio di un essere umano. In quella scena, è chiaro che quando 8 persone da 8 diverse parti del mondo si mettono insieme, solo il meglio può venire fuori. Il risultato è sempre migliore rispetto a quello che può uscire da una sola cultura”.

La seconda stagione di Sense8 sarà distribuita su Netflix il 5 Maggio. Vitste le premesse, non vediamo l’ora!

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