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Sense8: Brian J. Smith pubblica una lettera ai fan ma Netflix conferma la cancellazione

Sense8

Netflix risponde alla mobilitazione dei fan su Internet, confermando la cancellazione di Sense8 mentre Brian J. Smith pubblica una lettera ai fan.

Netflix continua ad aggiungere cattive notizie per i fan che speravano ancora di poter salvare Sense8. Dopo la cancellazione dello show, erano nate diverse petizioni online in sostegno della serie. La richiesta comune era la stessa, sotto l’hashtag #RenewSense8: rinnovare la serie per una terza stagione. Nonostante Netflix abbia preso atto di queste richieste, ne ha tuttavia confermato la cancellazione. La compagnia ha pubblicato un comunicato su Facebook in cui si rivolge direttamente ai fan.

 “Alla nostra famiglia di Sense8” dice il messaggio “abbiamo visto le petizioni. Abbiamo letto i messaggi. Sappiamo che volete #RenewSense8. Vorremmo poter riportare indietro Sense8 per voi [con l’hashtag #BringBackSense8]. La ragione per cui ci abbiamo messo così tanto a rispondervi è perché abbiamo pensato a lungo qui da Netflix a come farlo funzionare, ma purtroppo non possiamo.”

Il  messaggio terminava con “Grazie per aver visto lo show e speriamo che rimaniate vicini al vostro cluster in giro per il mondo.” E in ultimo, con l’hashtag #SensatesForever.

Anche l’attore Brian J. Smith ha cercato di consolare i fan. Smith, che in Sense8 interpretava il poliziotto Will Gorski, era stato il primo a incoraggiare i fan a mobilitarsi sul web. Forse qualche voce sulla cancellazione cominciava già a circolare in casa Netflix, e l’attore aveva dichiarato che era il momento giusto per fare rumore. Dopo la cancellazione quindi, Smith ha pubblicato una lunga lettera ai fan, per aiutarli ad accettare la decisione della compagnia.

Sense8

 

Qui sotto potete leggere il messaggio integrale di Smith ai fan:

Volevo prendermi un momento per ringraziare personalmente tutti voi per l’amore e il supporto che avete dimostrato, e per la lotta che avete combattuto in quest’ultima settimana. Viste le brutte notizie, è stato rincuorante scoprire quanto Sense8 significasse per così tante persone.

Dal momento che vi siete dimostrati così appassionati, penso che sia giusto che otteniate qualcosa di più che parole al vento o un semplice tweet da parte mia.

Ragazzi, non ci sono segreti qui. Mi hanno dato le stesse ragioni che hanno dato a voi per giustificare la cancellazione: ascolti. Da quello che so, non c’è nessun oscuro intrigo dietro la decisione di Netflix. So che un gran numero di persone molto intelligenti hanno dovuto raggiungere un consenso per mettere la parola fine ad una serie su cui avevano investito un capitale importante. Anche se significava che la storia non avrebbe avuto la sua conclusione. Penso che la parte più triste del chiudere uno show in questo modo sia sapere che in futuro gli spettatori non sceglieranno mai di iniziare una storia che non ha conclusione. Sembra un tale spreco.

Tuttavia …

Vi ricordate il mio tweet del 30 Maggio? Per rispondere alle paure dei fan che lo show potesse essere cancellato, vi avevo suggerito di “fare un po’ di rumore”. Già allora avevo un’idea abbastanza chiara di quello che Netflix aveva in mente di fare. Sapevo anche per esperienza che una volta che uno show è cancellato non si può tornare indietro. È una scelta definitiva, e i fan rimangono senza speranza e arrabbiati. Mi sono esposto in prima linea e ho giocato d’anticipo rispetto all’annuncio ufficiale perché pensavo che tutti voi, il nostro cluster, meritasse di essere ascoltato. E voi avete risposto ruggendo al mio appello in modi che non mi sarei mai aspettato. È stato molto più che fantastico. Ve lo garantisco, siete stati visti, siete stati ascoltati.

Sappiate che la lotta che avete combattuto nel tentativo di salvare qualcosa che amate sarà per sempre la “stagione finale” di Sense8. Siete stati VOI a dare allo show la fine che meritava. Anche se la battaglia non ha avuto un lieto fine, ha significato qualcosa. Non lo dimenticate mai.

I produttori dello show, Peter, Cindy e Tara sono stati fan dello show dal primo giorno. Hanno fatto festa con noi, ci hanno incoraggiato e sostenuto incondizionatamente. Non invidio la loro posizione adesso. Netflix è una compagnia relativamente giovane e questo tipo di scelte dolorose sono davvero una rottura. Vi chiedo però di ricordare che sono stati loro a rendere possibile lo show dall’inizio. Avrebbero continuato se solo gli ascolti avessero giustificato l’investimento necessario per portarlo avanti. Non sembrerà giusto in luce della reazione appassionata dei fan, ma alla fine è SEMPRE una questione di numeri.

Non c’è rabbia né amarezza nel mio cuore. Questo ragazzo del Texas ha potuto vedere il mondo, ha lavorato con le Wachowski e un cast fantastico. Molti di loro saranno degli amici che dureranno una vita. Ho incontrato così tanti di voi. Posso dirvi che sono cresciuto molto come attore tra la prima e la seconda stagione. È tutto quello che potevo chiedere da questa esperienza. Il resto è stato un bonus.

Vorrei che sapeste che anche se lo show non continuerà, voi tutti avete fatto la differenza. Avete messo insieme una battaglia STREPITOSA. Vedrò sempre Sense8 come una sorta di Sinfonia Incompleta, per ricordare che non dovremmo mai dare per scontate le cose che amiamo. Mi mancherà molto questo show e mi mancherà Gorski. Ma devo andare avanti e non sarò mai più lo stesso.

Grazie a tutti dal profondo del mio cuore.

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La cancellazione di Sense8 è arrivata a pochi giorni di distanza da quella di The Get Down. Le due serie erano tra le più costose per la compagnia. La prima costava intorno ai 12 milioni di dollari a episodio. Mentre Sense8 ne costava circa 9. Tuttavia non possiamo avere certezze riguardo al numero degli spettatori, dal momento che Netflix non rende noti i dati d’ascolto. Reed Hastings, CEO di Neflix ha inoltre dichiarato che la compagnia correrà più rischi in futuro e comincerà a cancellare show più spesso. Hastings ha citato 13 Reasons Why come esempio di un contenuto di successo.

Certo, Sense8 era una serie molto ambiziosa dal punto di vista dei contenuti. Creata dalle sorelle Wachowski e da J. Michael Straczynski, aveva un costo non indifferente, considerato anche che le riprese si svolgevano intorno al mondo. Il messaggio trasmesso era quello di inclusione e tolleranza, nei confronti del diverso e dell’essere umano a tutto tondo.

La nuova linea di condotta anticipata dal CEO della compagnia sembra essere confermata anche dal responsabile dei contenuti in casa Netflix, Ted Sarandos.

“In base a quanto ci abbiamo speso, la gente lo guarda? E abbastanza naturale” ha detto Sarandos. “Uno show molto costoso che ha un grande numero di spettatori va bene. Uno show altrettanto costoso che però ha un audience più modesto è difficile da portare avanti. Anche se avevamo in mente un progetto più lungo.”

Sarandos ha lodato i produttori sia di Sense8 che di The Get Down, sottolineando come abbiano dato “un incredibile contributo alla nostra cultura con quei show.” Ha confermato la linea d’azione di Hastings, notando che finora Netflix aveva cancellato pochissimi show. Questo cambierà in futuro.

“È una di quelle situazioni in cui sai che stai spingendo oltre i limiti se ogni tanto cadi. Così torni indietro e ricominci daccapo. Ma se ricevi un colpo dopo l’altro, cominci a farti delle domande. Ci stai provando abbastanza? Sei troppo convenzionale?”

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Sarandos ha anche discusso la controversia legata all’esperienza della compagnia a Cannes, dove sono stati presentati i film Okja e The Meyerowitz Stories. Questo fatto ha portato il festival a cambiare alcune regole in modo da prevenire in futuro la presentazione di film che non sono stati distribuiti nelle sale cinematografiche.

“Un festival cinematografico dovrebbe celebrare l’arte di fare un film” ha detto Sarandos. “Molte delle produzione che si vedono ad un festival di questo tipo non hanno affatto applicabilità commerciale. È proprio questo il ruolo del festival.” Riguardo il cambio del regolamento, ha aggiunto “Non è nemmeno un processo indipendente se si basano su quella regola”. Infine, riguardo il festival, ha commentato “Se smette di essere una celebrazione del cinema e dell’arte di fare film, non penso potrà continuare ad essere così rilevante nel panorama cinematografico.”

Sembra quindi che la compagnia si stia dimostrando fedele alla dichiarazione di Hastings. L’unico problema è che, piuttosto che sulla qualità intrinseca dello show stesso, la scelta della cancellazione si basi più sui guadagni che lo show porta in azienda. Certo, è un approccio perfettamente comprensibile per una compagnia, ma lascia i fan amareggiati quando ad andarci di mezzo sono degli show di qualità come quelli cancellati.

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