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Scandal: Recensione dell’Episodio 4.22 – You can’t take Command

Questo finale di stagione di Scandal (bellissimo, permettetemi di sottolinearlo prima di aggiungere qualsiasi altro particolare) può essere considerato una Caduta del Muro di Berlino: non solo in quanto vede crollare la ferrea dittatura che, nelle passate stagioni, ha costituito il terrore ed il perno della vita di Olivia & Co, ma anche in quando caduta di qualsiasi certezza e punto fisso che avevamo imparato a riconoscere nella storia, apprezzando o disprezzando le scelte di Shonda, spesso imprecando fino a non avere più voce. Ma niente regge, in questo finale, niente resta lo stesso e, mentre il mondo cambia, lo fanno anche i nostri protagonisti, nelle loro scelte personali e oggettive, che finiscono con il condizionare quel delicato status quo senza il quale pensavano di non poter sopravvivere.

scandal_4x22_3La prima certezza che avevamo, dal titolo dello stesso episodio, era che nessuno, mai, sarebbe stato il grado di far fuori Command. In un certo senso ne abbiamo la conferma quando un pullman pieno di giurati, gli stessi da poco al corrente della testimonianza di Jake Ballard contro il B613 e di tutte le sue riprovevoli azioni, viene rinvenuto con gli stessi morti stecchiti, uccisi nella peggiore delle maniere, freddati senza ritegno da un assassino che ancora non conoscevamo. Ne abbiamo un’ulteriore conferma quando il capo della CIA, sotto consiglio di Cyrus, imprigiona sia Liv che Jake e minaccia la reclusione fino alla firma sulla confessione che nega l’esistenza di Command, del B613 e di qualsiasi affermazione avessero fatto in precedenza.  Da una parte non possiamo che inchinarci al potere di Rowan, terrorizzati ma non di meno impressionati dal lavoro di questo colosso, di questo mostro senza scrupoli, in grado di sacrificare chiunque, persino la sua stessa famiglia, pur di sopravvivere, pur di non essere distrutto. E fino a poco prima della fine siamo convinti che ce la faccia, che tutto quello che ha sempre fatto, incluso uccidere chiunque fosse ancora a conoscenza della sua identità, possa effettivamente rivelarsi utile ai fini del suo anonimato.

scandal_4x22_2Ma non sarebbe Scandal se tutto finisse proprio come ce lo aspettiamo ed il twist, infatti, arriva poco prima della conclusione dell’episodio. Rowan ha fatto il modo che Rowan fosse intoccabile, che Rowan, Command, non potesse essere distrutto. Nel momento in cui ha smantellato la restante rete degli agenti del B613, di cui ha cancellato le prove dell’esistenza, ha distrutto anche Command e, con lui, la sua corazza a prova di arma nucleare. Il restante Eli Pope, un semplice impiegato del Smithsonian, tuttavia, non è intoccabile ed è di questa frase di vanità che si serve Olivia per disfarsi di lui, una volta per tutte. La scelta di usare il denaro di Huck è brillante, anche se forse un po’ troppo opportuna, se vogliamo essere onesti. Ma tutto è concesso, visto che siamo felici come non mai di vedere finalmente Eli Pope dietro le sbarre e sperare (perché di certezze, ancora, non ne abbiamo) che non sentiremo più parlare di lui.

La seconda certezza che viene meno – e questa è stata molto più scioccante, perfino più scioccante di Rowan – è la rete ‘di protezione’ intorno a Fitz. Fin dall’inizio, quando Shonda (ah, donna masochista!) ci ha indotti a tifare per Liv e Fitz, non potevamo che sperare che scandal_4x22_5prima o poi, in un futuro lontano, lui avrebbe lasciato la moglie per stare con il gladiatore di cui era innamorato. Ma non è stato possibile, fondamentalmente per scelte politiche ma anche perché, con il passare del tempo, abbiamo imparato ad apprezzare Mellie, la sua forza, il suo coraggio, la capacità di resistere a tutto ed a tutti, senza battere ciglio, senza mai arrendersi (fase degli hug e della vestaglia a parte). Lo stesso si può dire per Cyrus, che pensavamo sarebbe rimasto accanto a Fitz fino alla fine, se non per lealtà per la serie di segreti che custodisce per lui, che ha sempre custodito per lui. Ma il Cyrus pre e post James è molto diverso e non sono certa che il ‘post’ sia ancora un Cyrus che siamo in grado di capire o, per quel che vale, perdonare. Perché ha fatto tante, troppe scelte discutibili, non per ultima nascondere molte cose a Fitz e lavorare con Rowan. Il risultato? Ciao ciao Cyrus, ciao ciao Mellie… benvenuta Liv!

scandal_4x22_4La terza certezza, e questa penso fosse ormai scontata, era che mai, mai, avremmo potuto vedere Fitz e Liv insieme, realmente insieme. Perché se c’era una cosa che Shonda ci aveva insegnato è che la sofferenza è vita e, finché fossimo vissuti, avremmo dovuto soffrire nel sapere che quei due avrebbero avuto sempre qualche ostacolo a dividerli. Prima era la politica, poi era Mellie, infine è stato Jake.

Sembra che su quattro stagioni non avessero mai avuto un attimo di pace – tranne nei flashback, ma non sono certa contino davvero – per poter assaporare davvero lo stare l’uno con l’altra, l’essere felici. Con l’addio a Mellie e, forse, anche l’addio a Cyrus tutto questo cambia e, dopo esserci rincorsi per mezza Washington, i due finalmente si ritrovano sulla balconata della Casa Bianca, insieme, dove si sorridono l’un l’altro. E’ un sorriso liberatorio, un sorriso rilassato, felice, in cui non c’entra la politica, non c’entrano mogli e agenti del B613 sotto copertura. E’ un loro momento, è il loro inizio, e non possiamo che sorridere con loro, increduli, alla prospettiva che, forse, anche loro potranno avere un loro meritato happy endiging.

scandal_4x22_1Infine Quinn e Huck, sui quali non mi soffermerò a lungo ma per i quali spenderò almeno una parola. Huck non è mai stato un essere umano normale, ed in parte è colpa di Rowan, ma l’uccisione di tutti quei giurati ha scioccato anche me. Non so come Quinn faccia a puntare così velocemente e facilmente il dito contro di lui (è una veggente) ma ancor peggio è scoprire che ha ragione. La pistola puntata alla testa del suo migliore amico? Dico solo questo: non sparare, Quinn, che senza Huck (e Jake) non andiamo da nessuna parte!

Un finale, come accennavo all’inizio, che rappresenta la caduta delle certezza ma prova, irrimediabilmente, che Scandal è un buon prodotto, fatto di personaggi e situazioni che riescono a tenere lo spettatore con il fiato sospeso. Entrano in gioco tanti fattori, moltissimi per soli quaranta minuti, ma è come se fossero solo la conclusione di storie già raccontate di precedenza e non dell’introduzione di novità, ed è per questo che si riescono ad apprezzare senza tanti problemi. Il filo logico c’è e c’è pure l’happy ending: promosso a pieni voti! Ci rivediamo a ottobre, magari con una First Lady afroamericana… e non sto parlando di Michelle Obama!

Per restare sempre aggiornati su Scandal con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per Scandal Italia: It’s Handled, Mi nutro di serie tv, Thank God is Tursday – SHONDALAND.

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