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Scandal: Recensione dell’episodio 4.13 – No more blood

Due cose sono chiare: Fitz è pronto a fare la guerra per Liv e Scandal è la serie delle donne.

Scandal ha sempre avuto dell’assurdo, come ogni volta in cui Fitz fa qualcosa che non sarebbe concesso a nessun presidente o come vedere Cyrus usare il marito come un gigolò, o Huck che la passa liscia nonostante il suo hobby sia quello di torturare persone, per finire con Papa Pope che di per sé è un personaggio assurdo. O quanto meno lo spero, altrimenti bisogna aver paura di questo mondo più di quanto si crede. Ciò che tiene le persone incollate al televisore è Olivia Pope.

Olivia Pope che è probabilmente la donna più potente degli Stati Uniti, che riesce a tirarsi fuori da qualsiasi situazione difficile, compreso un rapimento. Nello scorso episodio la avevamo lasciata sul punto di finire nelle mani dell’Iran, ma Liv riesce ancora una volta a salvarsi con un colpo di astuzia, sfoggiando le sue conoscenzeKATIE LOWES, KERRY WASHINGTON, SCOTT FOLEY linguistiche. Convinta di non potersi salvare dai russi, scopre di essere stata salvata comunque e l’artefice di ciò è un’altra donna: Abby. Anche Mellie, intanto, sta dimostrando di essere una donna fortissima, liberandosi di Andrew in pieno stile Cyrus Beene.

‘No More Blood’ mette fine al rapimento di Olivia, come abbiamo detto, storyline che è iniziata e finita in maniera molto intensa e trovo che la scelta di non protrarre questa sottotrama per altri episodi sua una scelta vincente. Gli autori sono riusciti a chiudere la cosa prima che diventasse impossibile un recupero credibile, hanno dato alla storia il giusto tempo che ci ha permesso di concentrarci anche su altri personaggi. Non sappiamo in che direzione andrà la serie adesso, ma spero vivamente che non si ricominci il circolo di Papa Pope interpellato da Jake, perché sarebbe come fare un passo indietro.

Una delle cose che più mi è piaciuta di questo episodio è stata il ritorno di Cyrus. Già negli episodi precedenti sembrava essere tornato in sé, ma è solo quando sembra disposto ad uccidere una delle persone a lui più care che si può davvero dire che sia tornato l’uomo che abbiamo imparato a conoscere. Lo sfogo immaginario nei KERRY WASHINGTON, TONY GOLDWYNconfronti di Fitz avrebbe dovuto essere reale, perché nonostante l’amore, è assurdo che un presidente pur di salvare la propria amante decida di dare inizio ad una guerra. Per il momento bisogna accontentarsi di un ‘tradimento alle spalle’. Salvare una persona lasciando morire migliaia di persone?

Mellie, episodio dopo episodio, sta diventando uno dei miei personaggi preferiti ed in questa puntata si è presa una bella vendetta, dopo aver imparato dal migliore (Cyrus). Abbiamo capito che non è una donna che accetta passivamente, ma allo stesso tempo non vuole sporcarsi le mani, interpellando così Liz che a sua volta coinvolge  Huck che, dopo aver promesso a Quinn do non uccidere più nessuno, di non versare più sangue, trova una via di fuga alla sua promessa. Evidentemente con Huck si deve essere più precisi, perché in assenza si sangue si possono sempre generano ictus.

Olivia ha stupito tutti rifiutando Fitz e non solo. Fitz, a differenza di Abby, non ha saputo fare altro che scendere a compromessi, dimostrando di non essere un bravo presidente, anzi. Ed è proprio questo che Olivia puntualizza: tutti i sacrifici delle persone intorno a lui non sono serviti a nulla. Per Olivia scatenare una guerra non è un gesto d’amore, è da inetti. Finalmente Olivia sfoga la sua rabbia e la sua delusione su Fitz e finalmente è capace di distaccarsi sul serio, almeno per ora.

Ed è proprio questa Olivia Pope così forte che sta rendendo questa stagione superiore alla precedente. E’ un gladiatore che ha a cuore il suo Paese ed i suoi abitanti.

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