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Scandal: Recensione dell’episodio 4.11- Where’s the Black Lady

Dopo la Mid Season premiere della settimana scorsa che aveva riportato Scandal ai livelli che tanto mi avevano fatto amare questa serie, questo episodio mantiene la giusta strada. La serie raggiunge l’apice quando, nonostante il discutibile poco realismo, non si ferma soltanto al tira e molla tra Olivia e Fitz, ma contorna il tutto con temi importanti. La storyline di Defiance diceva molto di più di quanto potesse sembrare alla prima visione, era una sorta di riflessione sul fallimento e sulle conseguenze che questo può avere sull’uomo. Affrontare tematiche provocanti e interessanti è l’aspetto migliore di Scandal ed è esattamente quello che ha fatto negli ultimi due episodi. Questa volta, però, si parla di patriottismo, di come la guerra sia spesso una manovra politica, vuota di qualsiasi motivazione valida, ma soprattutto si parla del valore della vita: come si può scegliere quale vita abbia più valore?

Dopo il mistero dello scorso episodio, in ‘Where’s the Black Lady’ scopriamo chi è l’artefice del rapimento di Liv e, dopo aver escluso Papa Pope, non ci resta che l’altroscandal-review cattivo di questa stagione, ossia il Vice Presidente, che ha un piano molto più grande ed elaborato di quanto si potesse immaginare. In questo episodio scopriamo che tra i soci non c’è soltanto Elizabeth (lasciata fuori dal rapimento), ma tutti i servizi segreti e gran parte dei dipendenti della Casa Bianca, che danno vita ad un vero e proprio colpo di Stato da dietro le quinte. Fitz agli occhi degli Stati Uniti resta il Presidente, ma in realtà, dimostrandosi più debole di quanto un capo di stato dovrebbe essere, non è altro che una marionetta nelle mani di Andrew. Olivia è la chiave per far fare al Presidente tutto ciò che si vuole, ma si può davvero biasimarlo? Si può generare su questo punto una diatriba senza fine: salvare Olivia (forse) significa dare inizio ad una guerra che potrebbe costare la vita a militari e civili, ed in qualità di Presidente degli Stati Uniti Fitz dovrebbe guardare al grande schema, sacrificare una vita per salvarne tante, ma se quella vita è più importante della tua?

Alla fine, dopo aver titubato, a Fitz è bastata l’approvazione di Mellie per cedere al ricatto del Vice Presidente, ma come era prevedibile, Andrew non ha alcuna intenzione di rilasciare Liv, ma vuole sfruttare il tallone d’Achille di Fitz per manovrarlo per tutto il suo mandato. Quello che non mi è chiaro è il piano che porta il Vice Presidente dal ricatto alla presidenza. Che Grant non sia il miglior Presidente di sempre è evidente, ma ‘riconquistare il partito’ può bastare o bisogna 137850_7699_pre-624x415riconquistare gli elettori? E come può una guerra riconquistare gli elettori? Probabilmente riuscirò a capirlo più avanti, o almeno spero. Di solito questi colpi di Stato si risolvono con un assassinio, non con il rapimento della sua amante, ma in fondo è Scandal e Olivia Pope è la chiave di tutto.

Mentre Fitz dichiara guerra all’Angola dell’Ovest per salvare Liv, Jake, Huck e Quinn cercano di decifrare il video inviato al Presidente per provare che Liv fosse ancora viva e come al solito la donna più potente degli Stati Uniti riesce a fare qualcosa con un semplice bicchiere d’acqua regalando ai suoi salvatori il riflesso del suo rapitore, ma è solo grazie ad un’anziana signora alla ricerca dell’amica, vicina di casa di Olivia, che si presenta alla OPA chiedendo ‘Where’s the black lady?’, che si risale all’appartamento in cui Olivia è stata trascinata. La star dei tre moschettieri però è Huck che ritorna in veste di agente della B613 per ricavare informazioni da Elizabeth. Per quanto macabri possano essere i suoi metodi, sono sempre i più efficaci, perché vederlo sul letto al fianco della figlioletta, spinge Liz a collabora con Mellie.

Per uno strano scherzo del distino, se Jake e compari riescono ad individuare la posizione di Liv e dei rapitori, è solo grazie alla First Lady, che sfrutta la suaSCANDAL-s4e11 ‘relazione’ con Andrew per fregargli i cellulari. Ma che grande personaggio è Mellie? Molti potrebbero pensare ad una donna debole, che resta al fianco del marito nonostante la perpetuata infedeltà. In realtà, però, è l’unica persona di cui Fitz si possa fidare, perché i due non sono più marito e moglie nel senso sentimentale, ma sono partner, si supportano, forse lei supporta lui più di quanto lui faccia con lei, ma questo rende l’idea di quanto Fitz abbia bisogno di tutto il suo team, di quanto, in realtà sia già una sorta di marionetta. E’ un uomo debole, che è riuscito a circondarsi di due donne molto forti.

Liv lo dimostra ogni volta e lo ha dimostrato ancora. In una situazione che la vede in forte pericolo di vita, riesce comunque a trovare una via d’uscita. Ai suoi occhi Ian non è altro che un suo cliente, ‘Cosa vuoi?’ gli chiede, ovviamente come molti, Ian vuole soldi e potere ed è tutto ciò che serve ad Olivia Pope per manipolarlo a suo piacimento. Perché fare il babysitter per qualcun’altro, quando è lui ad avere l’arma per avere in pugno il Presidente degli Stati Uniti? Ed ecco che Liv torna presentabile e pronta alla vendita, chi vincerà l’asta? Cosa è disposto a fare Fitz per salvarla? Senz’altro, però, con questa mossa Liv, ha mandato in bianco l’operazione per salvarla.

In attesa dei prossimi risvolti, posso dire di essere decisamente soddisfatta di questa rigenerazione post vacanze natalizie di Scandal, speriamo solo che duri!

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