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Recensioni

Scandal: recensione dell’episodio 4.09 – Where the sun don’t shine

E’ arrivato, con un po’ di anticipo, questo Winter finale della quarta stagione di Scandal. Tuttavia sono certa che, se anche fosse stato mandato in onda tra uno o due mesi , tutti voi spettatori (come me del resto) avreste comunque pensato “Di già? Ora fino a quando bisogna aspettare?”. Perché sì sa, le cose appassionanti, interessanti, intriganti, volano via alla velocità della luce.

L’episodio numero 9 che chiude questa prima metà di stagione è certamente uno di quelli da annoverare tra i meglio riusciti. Cosa non facile all’interno di un un telefilm come Scandal: una produzione di cui io stento a ricordare una puntata brutta… ma alcune parti di “Where the sun don’t shine” resteranno sicuramente nella memoria dello spettatore per molto, molto tempo. Attenzione però: non è stato un Winter Finale completamente “standard” con soltanto molta suspance e colpi di scena, quanto piuttosto una costruzione ordita con grande maestria da Shonda, la quale rende questa puntata splendida per tutta una serie di dettagli, di trovate, di particolari da scovare e apprezzare.

Scandal 4x09

A cominciare dal titolo.

Uno dei punti forti di Scandal è certamente l’uso che fa del linguaggio: alcune espressioni sono enigmatiche e possono essere colte a più livelli… è questo che rende il telefilm avvincente e misterioso (e così difficile da commentare), una su tutte “We stand in the sun”. Cosa vuol dire? E’ praticamente il motto di Jake e Liv: vuol dire “noi agiamo alla luce del sole, stiamo agiamo secondo il “bene”.

Ma allora come può questo sole “spegnersi” secondo quanto il titolo denuncia sia avvenuto? Lo scopriamo in questi intensissimi 43 minuti.

L’inizio, assolutamente ex abrupto, ci mostra le reazioni immediate allo shockante colpo di mano messo in atto da Rowan alla fine della puntata precedente (“The last supper”) quando Eli Pope, accortosi del tranello che la figlia gli aveva teso, aveva fatto strage di agenti e poi era fuggito.

Livvie è completamente fuori di sè: questa è stata la sensazione che ho avuto io per tutto l’episodio. L’aver davanti un Olivia, per la prima volta in assoluto, fuori controllo. Certo, nel gestire la questione di Cy ritorna la “se stessa” di sempre, ma per quanto riguarda la vicenda di suo padre Liv è completamente non-in-grado di “handle” la situazione. Mai così spesso l’abbiamo vista piangere in un solo episodio, mai così tante volte l’avevamo vista con gli occhi sbarrati  e sull’orlo della break down psicologico.Scandal 4x09

Infine mai l’avevamo vista con in mano una pistola e determinata ad usarla… contro suo padre. Cosa è successo? Rivelatrice in questo senso è la scena in cui Jake, abbracciandola da dietro, le insegna in breve come usarle la semiautomatica che gli ha procurato: è lui in questo momento a guidarla passo passo nella strada dell’oscurità. Non può farlo Fitz, chiuso com’è nei suoi palazzi del potere, nei suoi ordini e nelle sue crisi internazionali. Non può farlo Beene che è impegnato a gestire le sue tragedie, non possono farlo gli (ex)associates: tutti accanto a lei giorno dopo giorno ma nessuno totalmente consapevole di cosa sta accadendo.

As my father: hunt him, find him, kill him”. Parole terribili che escono come stillettate dalla bocca di Liv, la donna dal “bianco cappello” che ora invece non fa che indossare completi neri. Sono certa che voi spettatori, come e più di me, avrete notato la totale monotonia cromatica dei completi della Pope: Scandal è simbolico anche nei dettagli. Livvie veste di bianco candido o di nero tempesta, indossa il bene o il male… e quando la sua interiorità profondamente onesta non si accorda con il colore del suo completo, allora è il momento del dolore, della tragedia, del destino crudele e ineluttabile.

Si è spento il sole, e chi l’ha spento sei tu” cantava Adriano Celentano. Il sole, pare dirci Liv, ha smesso di splendere quando perseguendo la verità e la giustizia ci si è addentrati nei meandri della vendetta che porta altra vendetta, del sangue che porta altro sangue. Fino al ritrovarsi con una pistola puntata al petto del proprio padre.

Scandal 4x09Ecco: la scena Livvie – suo Padre nella casa Pope dovrebbe rimanere negli annali della televisione. E’ da brivido. Una scena trascinante, assolutamente da crepacuore, in cui dopo un incalzare di parole Livvie preme il grilletto. Poi l’urlo di Eli. No, non è morto. E’ un urlo penetrante: io lo definirei non tanto l’urlo della paura (Eli sa benissimo che la pistola è scarica) quanto l’urlo della delusione… l’urlo del (immaginando) “Ahh Olivia, hai passato  il confine dello specchio e sei venuta a sederti qui accanto a me, dalla parte del buio. Te l’ho detto che io e te eravamo la stessa cosa. E tu che spari al tuo stesso padre ne è la riprova”.

Passando al resto della storyline: puntata fatta di dettagli, s’è detto. Ed è così. Olivia riesce a salvare Cy, travolto dallo scandalo delle foto di lui con il gigolò, facendogli (dopo varie resistenze) accettare un matrimonio salva-apparenze. Tutto in nome della straordinaria massima “America forgets everything for love”.Intanto Quinn e Huck cercano di scoprire qualcosa di più in merito al caso Kubiak-Vice president-Elizabeth North e compagnia: dopo varie e complicate ricerche finalmente si scopre cosa lega tutti questi personaggi… sono tutti, per motivi diversi, interessati a che si faccia guerra in West Angola. Pronti, poter ottenere ciò, ad uccidere ragazzine che hanno capito troppo, a manipolare first lady e a a inscenare attentati al Vicepresidente.Scandal 4x09

Ma Livvie? Perché avevano le sue foto? Cosa vogliono da lei? Quinn e Huck sono gli unici che potrebbero salvarla da un pericolo imminente ma non riescono a capire in tempo quale sia la minaccia che incombe su di lei. Quinn è impegnata in un ritorno di fiamma con Charlie che si trova là per ucciderla e invece ci finisce a letto e quasi le fa una dichiarazione (dolcissimo lo scambio di battute sulla nonna morta). Huck, dal canto suo, è preso dalla sua missione disperata: far capire alla madre di suo figlio che è, veramente, una superspia… forse questa volta riuscirà a farcela e ci sarà davvero un po’ di pace anche per lui.

Chi appare veramente sottotono in questo mid-season finale è Fitz: lui e la sua famiglia, per 3 stagioni e un po’ al centro della scena, ora risultano un po’ “in balia” degli eventi e degli altri attori della scena politica e telefilmica. Credo che i più accaniti fan di Olivia e Fitz concorderanno con me che Fitz, senza di lei, è un personaggio che vale molto meno… quindi non mi stupisce che quando loro due sono costretti (dalla sorte o da chissà cos’altro) a separarsi, Fitz resti un po’ in disparte.

Olivia infatti pare ormai fuori dal tempo e dallo spazio, dai quelli che un tempo erano “suoi” spazi: emblematica è la scena di Cy-Fitz-Red che festeggiano il ritorno di Beene come “chief of staff”. Un successo di Liv, ma che ella non si sente nemmeno più di celebrare, come se ormai il suo posto fosse altrove, nell’ombra…

Olivia vuole convincere se stessa e noi che le parole di sua madre non la toccano, mentre invece le cambiano la vita… Olivia ora infatti ha deciso ancora una volta di essere “solo Olivia”, di ballare (soluzione molto “da Shonda”, da confrontare mutatis mutandis con Meredith e Cristina che si scatenano a ritmo di musica), Olivia vuole amare senza pensare troppo.

Ancora una volta però, è il suo destino a trovare lei, e di tutta quella “normalità” a cui voleva appellarsi non resta nient’altro che una macchia di vino sul divano.

Come a dire: ricordati, Liv, che la tua vita è altrove.

Arrivederci a gennaio!

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