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Scandal: recensione dell’episodio 4.07 – Baby made a mess

In ogni storia di paura che si rispetti ci sono varie componenti da inserire: il senso di inquietudine, il disagio di percepire le cose volgere in certo modo, lo smarrimento dato da una situazione che non si può controllare… e poi c’è un momento che, certamente, è presente in ogni storia di paura: quello più scontato ma anche indispensabile, il momento del ritorno alla realtà. E’ l’attimo in cui si capisce che no, le cose non sono davvero andate nel modo in cui ci erano state raccontate: il mondo così come noi lo percepivamo esiste ancora e si può continuare a vivere in esso come si faceva prima di questa parentesi oscura.Schermata 2014-11-09 alle 01.42.20

Scandal in questo periodo mi rassomiglia molto ad una storia di paura, in particolare lo sembra la vicenda Livvie-Jake-Fitz. Lei, infatti, finora è stata dominata dalla paura di aver amato un uomo completamente diverso da quello che era veramente, ha sperimentato lo smarrimento di dover vivere in una realtà differente da come la si era prospettata. In questa puntata invece arriva il momento della verità: per fortuna non è come si voleva farle credere…Jake non è l’assassino di Jerry, perciò lei e Ballard possono, se vogliono, continuare la loro vita “normale”.

Questo settimo episodio “Baby made a mess” lo definirei l’episodio della consapevolezza perché durante questi 43 minuti tutte le questioni aperte arrivano ad un punto di svolta e si comprende “come stavano veramente le cose”: Cy capisce che il bel gigolò lo sta incastrando, Olivia scopre la verità sulla morte di Jerry, Quinn capisce qualcosa in più sul caso Olivia-Spiata, il figlio di Huck riesce finalmente a raggiungerlo. Si tratta di una puntata anomala che lo spettatore percepisce più di altre volte come fosse “in medias res”, soprattutto perché la vicenda nuova occupa solo una minima parte di questo episodio.

Schermata 2014-11-09 alle 01.32.42Il “caso” della settimana è la candidatura, appoggiata dal presidente, dell’ex marito di Abby al seggio del Senato per lo stato della Virginia, ma questo problema non viene “endled” da Olivia: esso, per così di dire, si risolve da sé grazie ad aiuti esterni (leggi “Leo Bergen”). Insomma questa parentesi, nel ben più ampio quadro di Baby made a mess, pare funzionale soltanto a inserire il colpo di scena finale: il bacio tra Leo e Abby. Inaspettato, anche se, da quando lo spettatore viene a conoscenza del fatto che è stato Bergen ad architettare il crollo di Chip, il “suggello romantico” si percepisce quasi come “inevitabile”. Ciò non toglie che la mia reazione sia stata una “What???” esclamato attonita davanti allo schermo. Ho deciso, lancerò un hashtag: Abby #staywithRose! Forza, supportiamo David…poverino.

Proseguendo nell’analisi, la definirei una puntata con varie anime: si passa da momenti di comicità quando la Pope cerca di prendere in mano la campagna dell’avversario repubblicano (geniale la trovata di far fare lo spot elettorale alla figlia!) a scene molto commoventi (Abby rannicchiata sotto il tavolo sporca del suo stesso vomito). Inoltre, come ogni episodio di questo splendido telefilm, la narrazione acquista un valore aggiunto nel finale dove si ha un magistrale colpo di scena e l’adrenalina, negli ultimi 5 minuti soprattutto, sale a dismisura.Schermata 2014-11-09 alle 01.34.01

Cyrus capisce che è il suo nuovo amichetto a passare informazioni di soppiatto, Quinn riferisce finalmente a Livvie che era lei l’oggetto dei file segreti e, soprattutto, Livvie riesce a vedere Tom. Sì, perché la Pope, decisa ormai ad usare ogni arma in suo potere per scagionare Ballard, tenta lo scacco matto… cercando forse di estorcere una confessione (vera!) all’ex agente B613? No. Molto meglio. Olivia, certa che Tom non tradirà Command, decide di trattarlo come “suo padre avrebbe fatto” e cioè facendogli credere che Eli sia pronto ad ucciderlo e, solo così, portandolo a confessare il vero, perché libero ormai da qualsiasi senso di “fedeltà” a chi ha appena cercato di ucciderlo. Ma questo è ciò che noi capiamo negli ultimi 30 secondi, infatti per tutto il resto del tempo il sapiente montaggio della Rhimes ci fa credere che Eli abbia veramente mandato un sicario da Tom e che Olivia sia, di nuovo e definitivamente, con le spalle al muro.

“With me, you’re never gonna win”, sentenzia spavaldo papà Pope. Niente di più falso, con te, Livvie ha già vinto.

Ci lasciamo con Fitz, Jake e Olivia tutti in una stessa stanza, pronti per quella che pare essere una vera e propria resa dei conti civile, politica e sentimentale.

Per chiudere, però, ritorniamo alla metafora iniziale: abbiamo detto che Scandal appare oggi come una sorta di “storia di paura”. Abbiamo inoltre detto di essere giunti a quel punto della storia in cui abbiamo capito che “è tutto falso”: il male di cui ci hanno parlato non esiste, o almeno non ha quella sembianza! In altre parole: ohh, Olivia puoi tirare un sospiro di sollievo, Jake non è l’assassino, l’omicida è…..tuo padre! E per di più, tu, Olivia, hai scoperto tutto questo con metodi degni del tuo terribile genitore. Insomma: tu, Olivia, e noi insieme a te, siamo usciti dall’ombra nera del male…

Ma siamo sicuri che la realtà al di fuori faccia meno paura?

Per restare sempre aggiornati su Scandal con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per Scandal Italia: It’s Handled

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