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Recensioni

Scandal: recensione dell’episodio 4.04 – Like father, like daughter

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo.”

Mi perdonerà Tolstoj se uso lo straordinario incipit di Anna Karenina per partire con il mio commento su questo episodio numero 4.

Devo farlo perché, durante la visione di “Like Father Like Daughter”, questa celeberrima frase continuava a venirmi in mente e così, spontaneamente, mi veniva persino naturale continuarla, questa citazione: certo, come la citazione afferma, la felicità ha tratti inequivocabili e che si mostrano in ogni famiglia serena, mentre la tristezza può assumere centinaia di sfumature diverse… ma è anche vero che la famiglia Grant sta arrivando a racchiudere in sé stessa quasi ogni sfaccettatura della miseria. Crisi coniugali, figli morti, figlie (come vedremo) allo sbando, fantasmi di violenze dal passato, sotterfugi e bugie. Non c’è pace per la famiglia presidenziale.

scandal 4x04Shonda questa settimana ci offre un episodio abbastanza differente dagli altri, che mette in pausa lo svolgersi delle “grandi questioni” (omicidio di Jerry, ritorno di Eli Pope) per tutta la parte centrale dell’episodio… trattandone solo nei primissimi secondi e poi al termine. Di cosa ci parla quindi Shonda per una buona mezz’ora? Di un caso “collaterale” (ma non troppo), che tocca la famiglia Grant nel suo intimo e che era l’unica “crisis” in grado di poter riportare davvero Olivia nello studio ovale: uno scandalo che coinvolge Karen Grant.

Sì, perché nella generale dimenticanza in cui vertono i figli della coppia più triste del millennio (Mellie & Fitz), tutti noi c’eravamo quasi dimenticati che ci fosse un’altra persona alle prese con l’elaborazione del lutto per la morte di Jerry… sua sorella Karen. Una ragazzina lontano dai genitori, in un college, che nello sbando più totale finisce per fare un “sex tape” mentre, ubriaca e drogata, fa una “cosa a tre” con due coetanei sconosciuti. Inutile dire che quando la protagonista femminile di un video del genere è la figlia del presidente degli USA, le minacce e i ricatti circa la diffusione del video arrivino tempo-zero.

Like Father Like Daughter” quindi ci mostra, con sapiente analisi introspettiva, sia come viene risolta questa “emergenza mediatica” sia, più in profondità, come Fitz e Mellie vivano il rendersi conto di aver completamente fallito come genitori. I ritmi sono più lenti, assenti gli inseguimenti e le sparatorie, ma alcuni dialoghi sono a dir poco impagabili, ne seleziono alcuni:

  • 1) Il confronto marito-moglie in cui Fitz apre gli occhi alla first lady sullo stato di deriva psico-fisica (proprio qui è usato il geniale conio-linguistico Smelly Mellie”) a cui essa è arrivata. Un dialogo forte, dove si ha l’impressione di entrare veramente a contatto con la realtà più “intima” di questi protagonisti: sarà che si parla di equilibri familiari (e non di crisi internazionali o  omicidi) ma io, e credo tanti come me, ho avvertito in prima persona il disagio e la sofferenza di questa situazione difficile… ma poi non così impossibile oggi giorno.scandal 4x04
  • 2) La disperata confessione Fitz-Olivia: ok, gli incontri tra questi due hanno sempre un sapore di “ineluttabilità” come se, una volta nella stessa stanza, Livvie e il presidente non potessero far altro che saltarsi addosso. Ebbene anche in questo caso si avverte questa sensazione, ma essa è mitigata, quasi resa “più amara”, dalle parole che Fitz nel contempo pronuncia: “Ho fallito come padre e come marito…” e, dopo che lei gli rivela di aver avuto una relazione con Jake, “…anche come uomo.” No, stavolta non basta una sveltina per far passare tutto.
  • 3) Il “pep talk” di Cyrus a “Red” (alias Abbey): Beene e la sua dirompente capacità oratoria a inizio episodio ci regalano un entusiasmante monologo in cui, il chief of gabinet, rimbrotta Abbey per il suo essere gelosa di Olivia e la invita a guardare come, in realtà, “Actually being Olivia Pope…is not that fun!”. Grandioso

Cyrus Beene. Sì, perché in mezzo a questo enorme (in senso quantitativo e qualitativo) affresco della famiglia Grant si inserisce anche un quadretto sulla situazione di Cy, sempre più intrappolato in una relazione con il Gigolò (traditore!).  La sua è una deriva personale, anzi peggio, una deriva personale inconsapevole: certamente innamorarsi di un Gigolò non è di per se una buona idea, tantomeno se il suddetto è assoldato e stipendiato dalla propria concorrenza politica. Ahia Cy, qui si mette male.

scandal 4x04E Jake? Beh, è proprio lui il protagonista dei primissimi minuti di episodio… o meglio, ne è protagonista la sua macchina, che vediamo saltare in aria. Ma Jake è, e questa è cosa ben più importante, il protagonista dei 10 minuti conclusivi, dove abbiamo uno splendido ed entusiasmante crescendo: con un rapido susseguirsi di eventi vengono scoperti i movimenti sospetti che Tom, l’agente di sicurezza, ha fatto per prendere il vaccino poi iniettato al figlio di Grant, per ordine di Rowan. Tom è d’accordo con Jake: denuncerà l’ex-command, e poi Ballard lo inchioderà con prove inconfutabili. Ecco però che Fitz, inconsapevolmente, forse (anzi molto probabilmente!) accecato dalla gelosia per Jake, pone Rowan a capo delle indagini e Tom, terrorizzato, scarica la colpa dell’omicidio proprio su Ballard.  Le cose si mettono male: come spesso accade nell’universo di Scandal, gli sforzi che i personaggi fanno per cercare la verità finiscono spesso per nasconderla e allontanarla ulteriormente.

Concludendo: un episodio piacevole proprio per questa sua anomalia, per il tempo che dedica all’osservazione di una vita contraddittoria, dove le “grandi responsabilità” (notare come espressioni come “The most powerfull man of earth, the greastest country” ecc. abbondino in questa puntata) comportano anche “grandi tragedie” personali e familiari. Come a dire: non tutto oro è quello che luccica e la strada per uscire da questi drammi parte dall’iniziare a riconoscerli…e chiamarli per nome

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