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Scandal: Recensione dell’episodio 4.03- Inside the bubble

“Inside the Bubble” (dentro la bolla) è un’espressione che solitamente si usa in riferimento ad un ambiente sicuro. Stare in una bolla vuol dire sentirsi al sicuro, protetto in qualche modo. Solo Scandal poteva prendere quest’espressione e stravolgerla per riferirsi ad una bolla che in realtà è piena di personaggi senza alcun senso della morale e che in realtà è sul punto di scoppiare ogni singola volta. Stare all’interno della bolla, secondo Scandal, vuol dire che abbandonare i buoni propositi ed affacciarsi al lato più oscuro del mondo della politica e non solo.

In questo episodio altri due personaggi entrano a far parte della bolla anche se in modi completamente diversi. Da una parte c’è David Rosen che hascandal-recap-inside-the-bubble-kerry-washington-joe-morton-600x398 definitivamente abbandonato la sua immagine da rispettabile uomo di legge, entrando a far parte del lato oscuro nel più classico dei modi, cioè con il ricatto. Il nuovo Procuratore Generale della presidenza Grant sta riscontrando non pochi problemi nel riportare il potere del controllo delle armi nelle mani del governo e non delle lobby, per cui, in pieno stile Scandal, decide di risolvere il tutto in maniera non proprio ufficiale, ricattando il giudice che avrebbe dovuto prendere la decisione. La sua vittoria, non solo lo mette in ottima luce agli occhi del Presidente Fitz, ma gli assicura anche un posto d’onore nella bolla, che più che bolla definirei buco nero.

Dall’altra parte c’è Abby che, invece, non riesce proprio ad entrare nelle grazie di Fitz. Il suo, però, è un compito molto più difficile, perché sappiamo bene che il Presidente aveva un debole per chi l’ha preceduta. Abby, o Gabby come Fitz continua a chiamarla, però non molla, sopporta e riesce a gestire Mellie meglio di altri, in tutte le sue follie, come succede in questo episodio in cui la First Lady pensa di essere la Signora in Giallo, perdendo, però, del tempo inutile, perché il caso era già risolto; ma è proprio Abby a salvare tutti dall’imbarazzo, guadagnandosi così la stima del Presidente che capisce, che, forse forse dovrebbe iniziare a prestarle più attenzione. Anche per lei c’è il biglietto di ingresso nella bolla, conquistato, però, con duro ed onesto lavoro, per il momento, ma quanto durerà? Soprattutto quando il termine di paragone si chiama Olivia Pope, per quanto tempo ancora Abby scandal-recap-inside-the-bubble-sonya-waglerriuscirà a stare fuori da lato più oscuro della bolla, quando anche il signore degli onesti, Rosen alla fine ha ceduto?

Per quanto riguarda il lato più oscuro della bolla, trovo, francamente poco interessante questa diatriba tra Jake e Papà Pope, che scopriamo aver ucciso non solo il figlio del Presidente, ma anche il povero Harrison (informazione gentilmente offerte da Charlie, protagonista di un incontro decisamente strano e decisamente poco interessante con Quinn). Però mi chiedo come mai sia Jake ad indagare sull’assassinio di Harrison e non Liv. Non era un suo gladiatore? Non erano una famiglia? Avrei capito se avessero lasciato correre la cosa, ma che non sia la OPA ad occuparsi della cosa, ma qualcun’altro, francamente mi sembra decisamente insolito.

Altro cavaliere oscuro della bolla, fino alla scorsa stagione era Cyrus, che si ama alla follia, nonostante il suo più che discutibile senso della morale, ma che quest’anno gli autori hanno trasformato in uno stupido. Uno che trucca delle elezioni presidenziali può mai essere così stupido da andare a letto con un gigolò o prostituto (io francamente preferisco la seconda). Non è da lui, sono azioni che non appartengono al personaggio che ci hanno descritto nelle tre passate stagioni. Cyrus è quello che ha buttato suo marito tra le braccia di un’altro uomo solo per motivi politici, non ha limiti, è intelligente e sa come restare pulito e adesso volete farmi credere che è diventato così stupito da cadere nel tranello di un’uomo, bello per carità, solo per una sveltina di tanto in tanto? No, non ci crederò mai e viscandal-recap-inside-the-bubble-jeff-perry-600x400 prego ridatemi Cyrus. Resta, però, una delle tematiche più interessanti capire dove vuole arrivare Lizzie e per chi lavora.

Passiamo alla migliore storyline di questa stagione. Gli autori sono riusciti a trasformare un personaggio insignificante, in uno dei personaggi più interessanti. Mi riferisco a Mellie. Mellie rappresenta il lutto. E’ la First Lady, ma ha pur sempre perso un figlio, che sarebbe ancora vivo se il marito fosse un semplice avvocato e se vivessero in una semplice villetta in una bella zona residenziale. E’ una donna distrutta dal dolore, che non vuole più la vita che ha ucciso suo figlio. Il modo in cui Scandal sta mostrando il lutto di una madre che ha perso il proprio figlio è ammirevole. Di solito il dolore per la perdita di una persona cara dura giusto il tempo per darne un assaggio, a meno che non si tratti di serie che girano intorno all’argomento. E’ bello vedere che in una serie come Scandal, dove c’è sempre tanto da dire si trovi spazio per il lutto e descrivendo una reazione anche diversa dal solito.

Questa terza stagione ha finora avuto elementi molto positivi, come il personaggio di Mellie ed elementi decisamente negativi che sembrano aver trasformato Scandal in un’altra serie. Il fatto che Olivia abbia avuto poco spazio, il fatto che mi abbiano trasformato Cyrus in un pappamolle, questo protrarsi della diatriba tra Papà Pope e Jake per il B613 sono elementi che francamente non mi convincono molto, però siamo ancora all’inizio e spero vivamente che ci sia un senso per tutto questo e soprattutto RIDATEMI CYRUS!

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