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Recensioni

Scandal: Recensione dell’episodio 3.17 – Flesh and Blood

“Bring my baby home”

Tra la minaccia di un attentato terroristico, una crisi politica, un test di paternità e un omicidio da insabbiare è bello vedere che i protagonisti di Scandal abbiano ancora il tempo di dichiararsi amore a vicenda, confessare i propri sentimenti e sfogare lo stress con sveltine con ex-torturatori.

Mancano 6 giorni alle elezioni e la Casa Bianca non può che essere attaccata su più fronti.

Da un lato, scopriamo le ripercussioni dell’attacco dei Gladiatori al B613, con il Presidente, Cyrus e Jake che una volta tanto dimostrano un po’ di p***e e rimproverano Olivia per essere stata così impulsiva.

scandal_317 (1)Senza il B613 come farà il governo a sventare l’attacco terroristico organizzato da Adnan Salif e Maya Pope? Sappiamo bene che l’unica persona in grado di sistemare questo casino – ripetiamo, a 6 giorni dalle elezioni – è Eli Pope che viene richiamato al servizio del Presidente. Una volta che sei stato Comando, lo sei per sempre, lo ammette anche Jake.

Eli accetta di aiutarli solo per la possibilità di fare i conti con Dominic Bell, creatore della bomba e amante e partner in crime di Maya. E’ l’unico uomo che sua moglie abbia mai amato e la tentazione di vendicarsi è troppo forte, così per farlo parlare trasforma gli uffici della Pope e Associati in un improvvisato B613, regole comprese.

Il target dell’attentato è senza dubbio il Presidente, che però è atteso ad una convention in Ohio e al funerale di un senatore. A nulla valgono le preghiere di Olivia di restare nella Casa Bianca: Fitz non vuole rischiare di perdere proprio in Ohio, Stato importantissimo per le elezioni e per lui, visto che è lì che si trova la Defiance che gli ha regalato la vittoria 4 anni prima. Senza considerare che, guarda caso, tutto ciò accade nel giorno dell’anniversario della morte del padre, e sappiamo bene quanto le azioni di Fitz siano determinate dalle aspre critiche di Big Jerry.

scandal_317 (1)Naturalmente, il rischio di un attentato terroristico non basta a Shonda per tenerci col fiato sospeso nell’episodio che precede il season finale. Ci si mette di mezzo anche Leo Bergen che pensa di aver vinto un terno al lotto quando scopre che ci sono dubbi sulla paternità di Jerry. E con Mellie costantemente ubriaca è impossibile riuscire a tenere ancora per molto il grande segreto, persino con Olivia.

Finalmente Mellie ha capito che deve smetterla di distruggersi per Fitz e cominciare a pensare a sé stessa. Soprattutto, mi sembra giusto utilizzare il suo talento per mettere completamente a repentaglio ciò a cui lei per prima ha lavorato duramente. Sì, giustissimo.

Basta una mazzetta per far arrivare il test a Leo e Sally contraffatto, ma cosa dicono davvero i risultati letti dalla First Lady? Siamo stati portati a capire che il test di paternità di Fitz è negativo, ma la situazione è stata proposta in maniera poco chiara, quindi chissà.

Sally è in vantaggio di 5 punti e Fitz non rinuncia a recarsi in Ohio, quindi si reca a Defiance sfoderando tutto il suo x-factor, seguito da Olivia che pensa che la sua presenza basti a fermare Maya.

Intanto a Washington, assistiamo ad un ritorno di fiamma tra i nostri psicopatici preferiti, mentre Jake cerca di rendersi utile e non farsi mettere in ombra dal suo predecessore. E soprattutto, Maya Pope va a fare una visita al marito, confessando che la bomba sta per scoppiare al convegno per poi colpire Eli. Parliamo della stessa donna che ha sentito uccidere in diretta l’uomo che ama senza battere ciglio, apparendo assolutamente non in grado di amare o di provare preoccupazione per qualcuno.

scandal_317-02Una volta sgombrata la convention, Olivia torna a casa a trova il padre in fin di vita. Ma questo non basta, no. Perché la vera bomba si trova al funerale del senatore, ucciso proprio da Maya Pope per costringere il Presidente a recarsi in un luogo poco sicuro. La regina del bluff attiva quindi la bomba a distanza, mettendo in pericolo la vita di Andrew, Leo Bergen e Sally.

Cyrus, informato dal Jake del pericolo, anche lui come Maya, non batte ciglio, decidendo senza rimorso di non fare nulla per salvare le tre persone che minacciano la rielezione del Presidente. Cyrus mi inquieta sempre di più. Qualcuno dovrà tenerlo a bada o finirà per fare qualcosa sempre di peggio. Lo vediamo camminare tra i corridoi della Casa Bianca, con una “smiling face” – perfetta la scelta della canzone – e la convinzione che si troverà lì anche per i prossimi 4 anni.

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