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Scandal: Recensione dell’episodio 3.06 – Icarus

Se siete un minimo conoscitori della mitologia greca, saprete bene che c’è una cosa in particolare in grado di mandare su tutte le furie gli dei dell’Olimpo, la ubris. Cosa si indica con questa parola tanto strana? Semplicemente la sfrontatezza, la tracotanza, il voler superare i propri limiti e sfidare chi è superiore. E’ proprio questa superbia che porta Icaro ad avvicinarsi eccessivamente al sole fino a veder sciogliere le sue ali e precipitare rovinosamente in mare trovandovi la morte.

Schermata 2013-11-10 a 03.13.49Icarus” è il titolo di questa sesta puntata di Scandal: mai titolo è stato più azzeccato in quanto tutti i personaggi che gravitano nell’universo presidenziale ritratto in questo “drama” paiono aver perso il senso della ragione, agiscono tutti quanti aldilà delle convenzioni, dei limiti, delle regole, della moralità. (le “amanti alate che volano troppo vicino al sole” cit. del mio amato Cyrus Beene-Jeff Perry). Ma tutto questo resta iscritto nei limiti del plausibile, ed anzi va a costituire la trama ricchissima e incalzante della serie, la quale si fa episodio dopo episodio sempre più avvincente. Quello che amo di Scandal è che non si sbilancia mai troppo su di un genere: un episodio viene incentrato su inseguimenti e sparatorie? Quello dopo probabilmente sarà diverso, introspettivo forse.

I 40 minuti di questa settimana ad esempio sono un mix perfetto di suspense, analisi introspettiva e scene al cardiopalma. C’eravamo lasciati una settimana fa con il dubbio atroce che il presidente avesse causato, come pilota d’aereo militare, la morte di quasi 400 persone, tra cui la stessa madre di Liv e ad inizio puntata vediamo Olivia (e la sua inseparabile bottiglia di rosso) che cercano di processare la situazione… potrà essere questa un’occasione per capire il comportamento della Pope: un personaggio la cui freddezza è direttamente proporzionale a sui slanci passionali? Forse. Intanto non posso fare a meno di puntualizzare come questo rivolgimento della trama è uno dei (pochissimi) elementi negativi della serie. Se non proprio negativo, un po’ forzato. E’ qualcosa di troppo gratuitamente tragico. Nel senso: lui non ha abbattuto quell’aereo di proposito, ma se ciò è vero, si creerà inevitabilmente un divario incolmabile tra lui e Olivia, che andrà ad alimentare la tiritera del “vorremmo-stare-insieme-ma-il-destino-ce-lo-impedisce”. Accanto a questa “pecca” voglio sottolineare una new entry che arricchisce il già ottimo partére di attori: Paul Aldestein nel ruolo del curatore della campagna (da indipendente) dell’ ex VP Sally Langstone. Da notare come continui la migrazione di attori da una serie all’altra all’interno di “Shondaland”.

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La trama è fittissima, quasi non si riesce a stare dietro allo svolgersi degli eventi: operazioni militari segrete e quindi “inesistenti”, ex-amanti depresse e sull’orlo dell’alcolismo, assassini navigati a piede libero, una campagna all’ultimo sangue per le primarie in corso di svolgimento. Il materiale non manca e viene tutto sfruttato alla perfezione, anzi, la narrazione è arricchita da un’accurata caratterizzazione dei personaggi. Prendiamo ad esempio la first lady: un personaggio che potrebbe benissimo essere piatto così come di fatto lo è istituzionalmente, invece Mellie ci viene presentata subdola e spietata, una lady Macbeth shakespeariana pronta a tutto pur di ottenere successo e potere… Certo che il suo “welcome home!” ad Olivia mentre entra nell’Oval Office mi fa scappare una mezza risata isterica. Una cosa è certa: guardando Scandal non ci si annoia mai, e ci sono (dis)avventure per tutti i gusti.

Trovo ad esempio sempre estremamente interessante come le series americane (già dai tempi di “Brothers and sisters”) mostrando i retroscena della politica, portano una sorta di aspetto di “costume e società” nelle trame. Ovviamente tutti questi meccanismi allo studio “Pope and associates” vengono affrontati a velocità quadruplicata e devono sempre conquistarsi il ruolo di “main theme” della giornata con barbari fatti di sangue. Inoltre, siccome la carne al fuoco non era abbastanza, ecco che spuntano dal nulla nuove questioni, ad esempio: chi è Adnan Salif? E perché vuole morto Harrison? Oppure, ancora, come cercheranno Cyrus e Mellie di sfruttare il marito “farfallone” di Sally per ostacolarne la corsa alla presidenza? E ultimo, ma non in ordine di importanza: che programmi hanno Eli Pope e l’altro ex membro del progetto B613 per Robin?Schermata 2013-11-10 a 03.15.32

A questi interrogativi aggiungo quello che secondo me è quello fondamentale, il principale e al tempo stesso il più sottinteso: su lungo periodo, alla fine dei conti, Olivia nelle sue scelte di vita farà prevalere le ragioni del suo “white hat” o quelle del suo cuore? Lo scopriremo con il tempo, al momento ci accontentiamo di realizzare (vedendola sconsolata, depressa, e spesso sola e semi-sbronza sul divano) che talvolta non si può dire affatto con distaccata sicurezza… “it’s handled!”.

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