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Scandal: Recensione dell’episodio 2.08 – Happy Birthday, Mr. President

In quanti abbiamo aspettato questo nuovo episodio mangiandoci le unghie e macerandoci nell’ansia!? Quella malefica di Shonda ci aveva piantato in asso proprio mentre il nostro presidente_dell’amore (come lo chiamiamo noi donne qui in casa) si accasciava a terra colpito da uno o forse più colpi di fucile. Inutile dire che questo episodio prometteva pathos a fiumi e struggimenti infiniti da parte di tutti i personaggi e specialmente della nostra Olivia.

Non credo ci fossero dubbi sulla sopravvivenza del capo del mondo libero. Senza Fitz la serie potrebbe chiudere baracca e burattini e noi potremmo spegnere i nostri televisori e indurire i nostri poveri cuori. Però fin dai primi momenti la situazione appare critica. Il presidente è stato colpito più volte e ha riportato una grave ferita alla testa. E se noi spettatori siamo preoccupati per lui immaginatevi Olivia!
Al pronto soccorso, tra l’isteria generale, lei è lì che fissa la sala emergenza vuota, le garze insanguinate sul pavimento tra le quali spicca la spilletta della bandiera degli Stati Uniti che lei gli aveva regalato all’inizio della presidenza. Fitz viene portato in sala operatoria e Olivia può solo tenersi in disparte, soffrire in silenzio,  mentre l’amore della sua vita è in bilico fra la vita e la morte. Ma la nostra Olivia, come sappiamo, preferisce l’azione alla disperazione. Si toglie il vestito da sera, infila un tailleur da combattimento e  torna temporaneamente alla casa Bianca per aiutare Cyrus e l’amministrazione ad affrontare l’emergenza.

Come nel più classico degli schemi telefilmistici, i protagonisti privi di conoscenza sono sintomo di flashback prolungati. Scandal_208-02E infatti Shonda ci porta indietro nel tempo, a quando Fitz ha appena vinto le elezioni e si prepara ad assumere la carica di presidente dedicandosi alla composizione del discorso sullo stato dell’Unione e nei ritagli di tempo… a ben altro. Il compito di questi flashback non è tanto rivelarci quello che ancora non sappiamo (infatti non c’è ancora modo di capire come Olivia si sia infilata in questa faccenda delle elezioni truccate!!) ma quanto di mettere ordine in quello che sappiamo o che abbiamo intuito e di delineare meglio gli eventi che hanno portato i nostri personaggi al punto di partenza della serie.

La relazione tra Fitz e Olivia procede a gonfie vele. I due fanno tali scintille che rischiano di dare fuoco al tappeto dello studio ovale e pure alla sacra costituzione! Loro due sono splendidi… che ve lo dico a fare? Lo sapete benissimo! L’affiatamento tra i due attori sfiora la perfezione e gli sceneggiatori ci regalano una scena più bella dell’altra che ci strappano mitragliate di sospironi. Eppure le nuvole sono destinate ad addensarsi: ora che Fitz è il presidente il tutto si complica e si fa più confuso; il ruolo di amante del presidente degli Stati Uniti non è certo dei più facili. La scena più bella è probabilmente quella nel giardino delle rose in cui i due arrivano al confronto e allo scontro e inevitabilmente a rivelare la profondità dei loro sentimenti. Povero il mio cuore! Insomma, è dura rimanere indifferenti davanti a una tale tempesta di sentimenti. Shonda ce la mette tutta a mostrarci che il loro è il VERO amore, quello con la A maiuscola. Qualcosa che è più grande di tutto e anche di Olivia e Fitz e che li tiene indissolubilmente legati. In quasi tutti i telefilm siamo abituati a coppie che scoppiano, relazioni che si susseguono e alternano, sentimenti che mutano ma qui si ha l’impressione che nulla potrebbe cambiare il legame che li unisce. E’ una piacevole certezza e probabilmente l’elemento che rende questa serie così amata.

Sul fronte politico Fitz è appena stato eletto e già sorgono i primi problemi. Il segreto delle elezioni truccate è già a rischio ed è proprio Hollis Doyle a prendersi la responsabilità di rimediare… sfortunatamente. Come sappiamo bene la sua soluzione è drastica e porta alla morte ben 7 persone. Ormai chi ha voluto Fitzgerald Grant a tutti i costi Presidente degli Stati Uniti ha le mani sporche di sangue. Tutti hanno il loro tornaconto: chi diventa giudice della corta suprema, chi Scandal_208-03First Lady, chi è capo dello staff nella West Wing… ma nessuno sembra veramente impressionato da una simile strage e della sorte di Lindsay Dwyer alla quale è stata addossata tutta la colpa dell’attentato. Solo Olivia ne rimane sconvolta e proprio questo alla fine la porta a consegnare le dimissioni e ad impegnarsi, a modo suo, per fare ammenda nel modo che poi abbiamo visto.

Intanto il presente non è di certo meno incasinato. Con il presidente tra la vita e la morte, quella vecchiaccia della vicepresidentessa salta sul primo elicottero disponibile e si paracaduta direttamente nello studio ovale per assumere il comando. A nulla servono il deciso intervento di Cyrus e Olivia e l’accorato discorso alla nazione della first lady. All’uscita della sala operatoria le condizioni di Fitz sono stabili ma non c’è certezza su se e quando riprenderà conoscenza e se il danno celebrale sarà irreparabile. La nazione non può restare senza una guida e quindi la Langston è “costretta” ad accettare il compito di dirigere la nazione. Gah!

Ma nel caso non ne avessimo già passate abbastanza, gli ultimi secondi dell’episodio ci rifilano la mazzata definitiva. Tornando al momento dell’attentato vediamo il cecchino con la felpa rossa riporre il fucile nella custodia e mostrarci finalmente il suo volto… e apriti cielo!! E’ Huck! Come, dove, perchè?! Il tutto apre un nuovo sventaglio di domande, la prima delle quali è chi sia il vero mandante dell’omicidio. Io sinceramente non ho assolutamente idea verso chi puntare il dito. Lo so che Hollis è alla radice di tutti i mali, ma che vantaggi gli avrebbe portato tutto questo? Che siano solo maneggi della vecchiaccia? Sarebbe capace di tanto?!

Io dico solo: ridateci Fitz tutto intero!

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