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Recensioni

Scandal – 2.01 White Hat’s Off

Attendevo con ansia l’inizio della seconda stagione di Scandal. Ho scoperto questa serie ad aprile quando, su un volo Virgin San Francisco-Chicago ho deciso di dargli una chance (era in offerta gratuita 😛 ).

Devo dire che partivo prevenuta per colpa di Shonda Rimes. Io la adoro ma mi ha rovinato Grey’s Anatomy e Private Practice è caruccio ma niente di che… quindi ho iniziato la visione con poche aspettative e, diciamocelo, soprattutto perché non volevo pagare nulla.

Inutile dirvi che invece Scandal mi ha rapita e ho recuperato tutta la prima serie mettendomi ben presto in pari con la programmazione americana. Visto il colpo di scena finale ero curiosissima di scoprire chi fosse realmente Quinn. La domande che tutti ci facevamo è infatti “Who is Quinn Perkins?

Ed è proprio questo il centro del pilot della seconda stagione. Quinn, pardon Lindsey Dwyer o, se preferite, Molotov Mistress, è accusata di aver spedito un pacco bomba ad un suo ex e di aver ucciso sette persone. Ovviamente Quinn (perdonatemi ma continuerò a chiamarla così ancora per un po’) si dichiara innocente.

Il vero problema è che non ricorda come sia arrivata a Washington D.C. e chi l’abbia aiutata a scappare e le abbia procurato una nuova identità, quella di Queen Perkins, per l’appunto. E forse anche voi qui avete iniziato a storcere il naso. Aggiungiamoci il fatto che sia Olivia sia Huck si schierano apertamente e ripetutamente in difesa di Quinn senza spiegare quale sia il fattore alla base di tale certezza… insomma dai, era abbastanza chiaro dopo pochi minuti che Olivia, tramite Huck, aveva procurato a Quinn la sua nuova identità.

Ma la vera domanda è “perché?”. Cosa ha spinto Olivia ad aiutare l’allora Lindsey Dwyer? Le due chiaramente non si conoscevano in precedenza quindi probabilmente Olivia stava lavorando per una terza persona coinvolta nella faccenda. Si aggiunge quindi anche la domanda “chi?” all’elenco. Quando l’attentato è avvenuto, teoricamente, Olivia lavorava per la Casa Bianca o comunque per l’allora Senatore Fitz… la situazione si complica ulteriormente e la mia “attesa” per il prossimo episodio aumenta.

Nel frattempo la sempre più pazza First Lady, ormai palesemente incinta, subisce gravi influenze ormonali che peggiorano ulteriormente la situazione. Nemmeno l’attesa del primogenito ha attutito infatti la sua smania di successo. Come dimostra chiaramente durante questo episodio, ma come ci aveva già indotto a pensare nella scorsa stagione, Mellie Grant è disposta a tutto pur di mantenere il suo status. Questo bambino non è “suo”, non solo suo quanto meno. È il figlio dell’America, “America’s baby”. E proprio grazie al suo status Millie si azzarda anche a prendere decisioni al posto del marito, in diretta televisiva. Ma Fitz non ci sta e, forse finalmente, ha deciso di tirare fuori le palle e rigirare la situazione a suo vantaggio.

Insomma una risposta e tante altre domande nuove, come sempre. Ma il bello di Scandal è proprio questo, secondo me 🙂

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