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Cinema

Saving Mr. Banks: la recensione

Per chi è cresciuto con le animazioni Disney non può non essere incuriosito da questo film. A giusta ragione, aggiungo, perché questo è davvero un film che riesce ad emozionare anche chi crede di aver perso il fanciullo che è in lui. saving-mr-banks-film

La signora Travers(Emma Thompson) ideatrice e scrittrice del celeberrimo personaggio di Mary Poppins è in banca rotta. Ormai esausta dalle pluriannali lusinghe del signor Disney (Tom Hanks) inizia a pensare concretamente di concedergli i diritti d’autore. Parte così da Londra alla volta della California. Al suo arrivo è catapultata in un mondo totalmente differente dal grigiore che contraddistingue la sua vita e si ritrova a collaborare con un team, capitanato da Walt, assolutamente in contrasto con l’idea che lei aveva in mente per la realizzazione del personaggio di Mary Poppins. Passano i giorni e la signora Travers si convince sempre più che cooperare con Walt Disney è stato un errore continuando ad essere ferma sul fatto che la sua Mary Poppins non deve essere la protagonista di uno stupido musical ma deve rappresentare l’idea di essere una risoluta educatrice. Ritorna a Londra con lo sconforto provocato dai ricordi che un viaggio così lungo e amaramente introspettivo ha permesso di far riaffiorare e martellarle la mente. Una visita inaspettata, però, cambierà il corso degli eventi.

saving-mr-banks5Delicato e curato mescola i tipici tratti della filosofia di Walt Disney “se puoi sognarlo puoi farlo” ad una prospettiva diversa, più reale che magica. E’ la luce di un faro che illumina e si concentra su un aspetto che prende in considerazione solo in parte il magico mondo che concerne la realizzazione di un capolavoro Disney così come ci appare. Ben curata risulta la psicologia dei personaggi che sono accumunati da uno stesso drammatico passato. Ottima interpretazione di entrambi i protagonisti assolutamente adatti alla realizzazione degli elementi e delle sfumature che caratterizzano la specificità dei personaggi contestualizzati in scelte sceniche e di stile che rendono la trama snella e scorrevole. Punto focale è lo sviluppo del personaggio femminile, più complicato di quanto sembri, che tenta di ricomporre i pezzi della propria vita cercando di esorcizzare la paura di ricordare la sua storia, in un certo senso di sentirsi ancora bambina. E’ proprio questa paura che la renderà un’intransigente e burbera scrittrice. Si stenta, infatti, a credere che sia lei l’ideatrice di Mary Poppins. Quella Mary Poppins che vola, canta supercalifragilistichespiralitoso e rimette in ordine con uno schiocco di dita? No, non può essere! Una storia nella storia all’inizio non particolarmente chiara si srotola in seguito fino a fare chiarezza attraverso la ricomposizione di vari indizi ben evidenti che portano lo spettatore a rimettere in ordine i pezzi del puzzle nonostante sia un lavoro chiaro e preciso sotto ogni punto di vista(narrazione, riprese, ritmo). Particolarmente raffinata la cura dei sentimenti provocati dal ricordo e il confronto col passato che ritorna inesorabile come un monito. La durezza non vince sempre.

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