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Santa Clarita Diet: Recensione dell’episodio 1.01 – Quindi un pipistrello o una scimmia

santa clarita diet
Erica Parise / Netflix

La vita dei serial addicted non è per niente semplice. Arriva per tutti il momento fatidico in cui la lista delle serie da seguire, completare e iniziare diventa così lunga e variegata che nella propria testa regna sovrana una certa confusione. I personaggi si accavallano (anche perché gli attori dediti alla carriera televisiva non sono restii dal saltare da uno show all’altro) e le trame iniziano a confondersi. Capita quindi, sempre più spesso, di ricordare un determinato passaggio avvenuto in una serie ma in realtà riguarda un’altra. E così Tom Hardy finisce per essere un vichingo (almeno avrebbe un buon motivo per non lavarsi), Milo Ventimiglia corre vestito da supereroe nelle strade di Fargo, Olivia Colman è un’abitudinaria delle tavole calde notturne giapponesi, Drew Barrimore è una zombie che vive a Wisteria Lane. O forse è davvero così?

La nuova serie di Netflix Santa Clarita Diet fa oggi il suo debutto dopo un lungo periodo di promozione in cui il servizio di streaming on demand ci aveva chiaramente fatto comprendere chi o cosa fosse Sheila, il personaggio interpretato dall’attrice americana divenuta famosa a soli sei anni per la sua commovente partecipazione in ET, film cult di Steven Spielberg. Il sito Santa Clarita Diet proponeva ai più coraggiosi un’innovativa dieta a base di carne umana e tanto esercizio fisico per diventare più veloci dalla propria preda.

La proposta alimentare “alternativa” prende il nome da Santa Clarita, il tranquillo paesino della California in cui Sheila vive con il marito Joel (Timothy Olyphant) e la figlia Abby (Liv Hewson, protagonista della deliziosa e semi sconosciuta mini serie Drama World). I due coniugi sono due agenti immobiliari, come Joel ripeterà spesso a se stesso nell’incredulità che lo accompagnerà nella scoperta di alcuni terrificanti avvenimenti che riguardano la sua amata consorte.

Intriso di bizzarra ironia, questo primo episodio di Santa Clarita Diet mostra già tutte le potenzialità di un prodotto che ha le carte in tavola per diventare un altro piccolo gioiellino di Netflix ma, soprattutto, per regalare al tanto battuto filone narrativo zombesco una nuova – e divertente – interpretazione. Se fino ad ora i non umani sono stati per lo più protagonisti di ruoli drammatici, conditi a volte da un pizzico di comicità, qui in Santa Clarita Diet il mondo patinato delle case a schiera americane à la Desperate Housewives incontra e si scontra con la stramberia e lo splatter di un mondo cannibale e feroce.

Il risultato è divertente e fuori dagli schemi, seppur supportato da quella “normalità” che si addice a qualsiasi comedy familiare americana. Drew Barrimore veste i panni di una goffa e tenera signora di provincia che non riesce a controllare i suoi istinti vitali, Timothy Olyphant è il classico maritino “moscio” e indeciso, che fuma erba di nascosto in macchina prima di andare al lavoro e spende delle ore nel negozio di elettrodomestici. Meno a fuoco è invece Abby, della quale conosciamo solo la sua disperata voglia di avere una macchina e ci aspettiamo quindi di esplorare più a fondo.

Anche i personaggi secondari ricalcano tipi già visti: gli Hammond vivono accanto a due famiglie in conflitto, capitanate da un poliziotto e da uno sceriffo (interpretato da Ricardo Chavira, Carlos Solis in DH), e lavorano in un’agenzia immobiliare guidata da un burbero proprietario. In generale, l’umanità che gravita intorno alla coppia è stramba e a tratti grottesca. Ed è alquanto prevedibile, viste le prime battute, che il risveglio di questa insaziabile fame renderà la vita difficile a tutti.

Santa Clarita Diet conferma la qualità della produzione in casa Netflix, attenta a proporre al suo pubblico serie tv e film curati e originali. Che per noi significa poter godere ancora una volta di una storia da ricordare.

In attesa del prossimo episodio e delle prossime recensioni ricordatevi di mettere link alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su TV e cinema.

Quindi un pipistrello o una scimmia
  • Sono arrivati gli zombie a Wisteria Lane
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