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Salem: Recensione dell’episodio 2.10 – Till death do us part

Finché morte non ci separi. È interessante come la stessa frase, estrapolata dal suo contesto usuale, possa caricarsi di significati totalmente opposti. Così la formula che tutti conoscono come promessa di amore eterno può diventare una inquietante minaccia quando al bianco candido dell’abito nuziale e alla luce calda di una navata infiorata si sostituiscono i colori scuri di una notte sinistramente illuminata solo da una scia pallida e il nero cupo di occhi inquietanti. E, d’altra parte, “Salem” parla di streghe innamorate di Satana e anche un satanista inesperto sa che al suo signore piace giocare a invertire i riti di Santa Romana Chiesa facendosi beffe irridenti della sua sacralità liturgica.

Salem2x10JohnJr“Till do us part” ci mostra, infatti, come il restare inseparabili è una gioia solo quando ciò a cui si è indissolubilmente legati è una serena fonte di inesausto piacere. Ma è anche un qualcosa di non scontato per il quale bisogna lottare ed essere disposti a sacrificare persino sé stessi spezzando il legame che solo la signora con la falce può recidere se questo significa salvare il proprio amato. Perché anche le streghe sanno amare e, soprattutto, sanno essere madri. Come Mary che, travolta dalla rivelazione che il Gran Rito da lei iniziato può concludersi solo con l’atroce sacrificio del suo amatissimo figlio, decide di tentare il tutto per tutto lasciandosi catturare in una missione rischiosa il cui successo poteva essere garantito solo dalla sua personale sconfitta.

Rinunciando anche al perdono di John, Mary riesce infine a liberare il piccolo John non solo grazie alla acquisita capacità di una ubiquità apparente che le consente di rubare indisturbata la mummia della von Marburg, ma soprattutto perché accetta di gettare via una facile vittoria (perché sarebbe stato immediato bruciare la mummia sulla nave causando la morte della ultracentenaria contessa) pur di essere sicura che John Alden salvi il figlio indemoniato sottraendolo alla sicura furia di Sebastian. Una scelta che potrebbe sembrare in controtendenza con quello che ci si aspetterebbe da una strega, ma coerente con il personaggio di Mary. Come didatticamente spiegato nell’episodio scorso, Mary non ha appreso le arti oscure per desiderio di potere, ma solo per provare a cambiare la società puritana che l’ha costretta prima a separarsi da John e poi a cedere il figlio ancora non nato alle Anziane del bosco.

Si potrebbe certamente discutere sulla ragionevolezza di questa idea e su quanto ingenua possa essere stata a credere che un patto col maligno possa far germogliare una società tutta rosa e fiori. Ma è un obiezione che si sarebbe dovuta fare prima di accettare l’idea stessa di questa serie che vuole cancellare l’equivalenza tra stregoneria e malvagità. Ha quindi senso che Mary sia ora vittima della intelligente vendetta dei von Marburg che, sfruttando il corrotto magistrato Hathorne e un’accusa di adulterio veritiera, la richiudono in una cella per tenerla lontana dalle loro prossime mosse.

Salem2x10MarburgsPerché la contessa è, a suo modo, una sposa nostalgica del suo perduto amore e poco importa che questo amore sia per il demonio. Proprio come una sposa, la von Marburg ricorda quel “finchè morte con ci separi” e, dopo essere riuscita a cancellare la morte (pur con abbondanti bagni di sangue innocente per evitare la putrefazione), anela ora a rivedere il suo adorato sposo. Dovesse questo anche significare battezzare nella pece infernale un bambino altrui (vittima anche di un quasi annegamento con successivo bacio appassionato che non farà a meno di scandalizzare qualcuno non abituato agli eccessi della serie).

È interessante osservare come la contessa non nasconda una certa ammirazione per Mary riconoscendone le abilità e non mancando mai di sottolinearne i progressi. Ma soprattutto questo vedere nell’avversaria una potenziale alleata che non ancora si rende conto di quali sono i veri obiettivi da perseguire è il motivo che la spinge a giustificarsi spesso con lei ricordando gli innegabili crimini di quella che dovrebbe essere la parte dei buoni (e certo non si può dire che i roghi, le torture, le guerre sante che compongono la veemente arringa della von Marburg siano sue invenzioni infondate). In questo distorto quadretto familiare, Sebastian fa la figura del figlio messo in secondo piano dalla madre e che vorrebbe dimostrarle il proprio valore autonomo senza però riuscire in realtà a fare nulla di concreto.

SAL_210_1977.cr2Molto più concreto è invece (e finalmente diremmo) John Alden che deve aver improvvisamente ricordato la promessa di amore eterno che all’inizio della prima stagione aveva fatto a Mary. Immediatamente convinto di essere un padre, John corre ovviamente in soccorso sia di John jr, ma anche sorprendentemente di Cotton salvandolo quando il piano di Hathorne sembrava vittorioso. Una sorpresa che acquisisce subito una sua logica quando John chiede al pastore di fare un esorcismo per liberare il piccolo dalla possessione demoniaca che emerge in tutto il suo potere nel finale dell’episodio (con il ritrito trucco della testa che ruota di 180 gradi, ma anche con l’efficacia battuta sul giocare con le budella dei due sorpresi adulti).

Meno coerente è stato tutto il percorso del fu capitano Alden partito tra riti indiani, tatuaggi mistici, lame incantate e spiriti avidi invocati per sterminare le streghe in una sanguinaria caccia e conclusosi in un amen senza che poi John ne abbia ucciso alcuna dopo tanti sguardi infuocati. La rapidissima rinuncia ai propositi tanto sbandierati all’inizio può essere comprensibile di fronte all’amore paterno, ma si è avuta quasi l’impressione che il girovagare precedente di John sia stato un parcheggiarlo in bella vista nell’attesa di questo momento in cui torna a essere utile.

SAL_210_1555.cr2In sosta è anche Anne che appare solo per dare il senso solito a quel “finchè morte non ci separi” del titolo sposando Cotton in una cerimonia molto new age che poco si sposa con l’essere il marito un pastore puritano. Probabile che Anne svolga un ruolo non trascurabile nei prossimi episodi aiutando una Mary che non a caso le ha fatto visita prima di scontarsi con la von Marburg. Ma resta comunque un senso di incompiuto per la storyline della rossa figlia del defunto magistrato Hale dal momento che un potenzialmente interessante percorso da candida avversaria delle streghe a potente strega è stato limitato a qualche scena imbarazzata e trasformato in uno scadente romanzetto rosa. Come sprecata è apparsa anche Mercy che qui non compare proprio e che potrebbe persino finire vittima del redivivo Isaac perdendo così tutta quell’aura di potenza che le era stata cucita addosso nel finale della prima stagione.

“Salem” sembra aver trovato finalmente la strada giusta da percorrere indovinando anche il ritmo giusto, ma trascinandosi ancora l’antipatico fardello di una prima parte di stagione che aveva fatto credere che l’ampio credito guadagnato con la prima serie fosse stato mal riposto. Non resta da sperare che Braga e Simon sappiano convincerci che la scommessa era giusta. Altrimenti possiamo sempre giocare con le loro budella con John jr.

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