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Salem: Recensione dell’episodio 2.01 – Cry Havoc

Non si perde in giri di parole questa prima puntata della nuova stagione delle streghe di Salem e, se possibile, prova a sconvolgerci ancor di più di quanto non avesse fatto con la sua precedente stagione. Perché se un equilibrio, seppur precario, esisteva a Salem prima, ormai è il caos a dominare, non solo nella vita degli uomini ma anche delle streghe. La stabilità dettata dal potere sussiste solo fintanto che un unico potere detiene lo scettro: quando questo potere si sdoppia, lo scettro giace per terra, ruotando come una bottiglia in qualche gioco di spiaggia, pronto a puntare il prossimo destinato ad perdere… il gioco del potere e la vita.

salem_201_3Buona parte della prima stagione era stata dedicata al personaggio di Mary Sibley e alla sua malsana, tossica relazione con John Alden. Quello che c’era tra di loro evapora – ironia della sorte! – proprio quando il figlio che pensavano morto torna nelle loro vite. John questo non lo sa mica, ed è per questo che prega gli indiani, che gli offrono rifugio, di sviare l’incantesimo che Mary usa per rintracciarlo: fa credere di essere morto e sappiamo bene perché. Tutto quello che quell’uomo ha fatto, quello che ha sopportato nel corso della sua vita e, più in piccolo, da quando è tornato a Salem, tutto è da attribuirsi ai perversi giochetti di Mary e delle streghe.

Per quanto liberale e non immune alle colpe che gli possano gravare come macigni sulle spalle, anche John Alden ha dei limiti e amare una strega è tra quelli. Nel suo cuore, ora come ora, non c’è posto che per la vendetta. La penserà allo stesso modo, scoprendo che il figlio è ancora in vita? Probabilmente no, non ci aspetteremmo di certo che lo facesse, ma siamo pronti a goderci ogni singolo attimo in cui andrà in giro per Salem – immune, grazie all’insetto che gli viene inserito nella spina dorsale, nemmeno fossimo in un libro di Stephenie Meyer (The Host, non Twilight) – a uccidere streghe e salem_201_2stregoni. Ha molte qualità quell’uomo, per essere così bello e anche così pieno di colpe e misteri, ma direi che possiamo perdonargli quasi tutto, se ci sforziamo – e che sforzo deve essere, su!

Sono molto curiosa, in particolare, di scoprire come si incroceranno le strade di John Alden e di Anne. L’incontro con Mary saprà di già visto, ormai la loro guerra su Salem promette scintille e interesse molto più di quanto potrebbe essere una loro riappacificazione, ma con Anne è diverso. La ragazza che, in uno sprizzo di energia primordiale, ha ucciso i propri genitori – scoprendo così di essere quello che temeva e rifiutava categoricamente come la propria natura – odia essere una strega. Dove la porterà quest’odio? La necessità la farà convergere verso la calamita che è Mary o, invece, prenderà le parti di John e quindi lo aiuterà nella sua purga contro le streghe di Salem? La seconda suona come l’opzione più plausibile ma non scartiamo la possibilità di una evil-Anne che, dato le doti dimostrate dalla Merchant, potrebbe essere altrettanto interessante.

salem_201_5Ma torniamo per un secondo a Mary. La donna che ha sacrificato se stessa e la sua vita per proteggere il proprio amore per un uomo che ora vuole ucciderla, scopre che il frutto del loro amore non è morto bensì vivo e vegeto. Poco importa se il bambino sembra autistico – non voglio sapere come l’hanno cresciuto, se solo senza storie o anche a vermi e acqua di stagno – perché è il figlio che lei credeva di aver perso e che, invece, è vivo e sta bene e può stare con lei. Per piccoli periodi di tempo, dato che gli Anziani e la loro tirapiedi (Tituba, non ci stavi simpatica prima e non ci stai simpatica adesso) le permettono di trascorrere con lui solo poco tempo. Una parte dell’odio che Mary prova è dettata anche da questa limitazione verso il figlio, che le viene sottratto a piacimento da persone che dovrebbero essere suoi pari.

Un po’ come Mercy. Ecco, la fanciulla in questione è il tipico esempio di ‘esperimento andato storto’. Mary aveva usato la ragazza salem_201_4inizialmente come un piccolo strumento, una miccia per riuscire ad incendiare le opinioni della conservatrice Salem e quindi farla rivoltare contro le streghe. Una volta che suo padre era morto (ucciso?!), Mercy era divenuta una sorta di apprendista, l’allieva che Mary era stata per Tituba, un modo per distaccarsi dall’amica che ora non lo era più. C’è un detto che dice di tenersi stretti gli amici ma ancor più stretti i nemici e, probabilmente, la signora Sibley avrà presto il detto fin troppo alla lettera, dato che ben presto l’indifesa figlia di nessuno si è trasformata in una potente avversaria, interessata alla magia in quanto tale, non in quanto mezzo per un fine. Forse il fine c’era anche, ma dato che era per un bene superiore quale l’emancipazione femminile lo lasciamo correre. Ora, alla sua terza fase di evoluzione, Mercy non è né una ragazzina né un’apprendista bensì un’avversaria che a ragione pretende la stessa importanza di Mary, che pretende di governare con lei, come pari. Ovviamente non è una cosa che si possa concedere alla leggera, figurarsi per Mary poi, dunque la guerra – come recitano le parole di fuoco sul terreno di paglia, mentre gli Anziani bruciano sulla forca, è cominciata e: vinca la migliore (noi tifiamo Mercy).

salem_201_6Il tono che si percepisce nell’aria di questa premiere è molto dark. L’oscurità è stata una prerogativa della serie fin dall’inizio ma adesso si tratta di un livello diverso, un gradino più alto. Salem è in preda alla piaga che colpisce tutti meno quelli in possesso di doti magiche o sangue di strega – che sono la stessa cosa. Con il povero Cotton relegato a Boston, incapace di tornare a Salem, e John ancora con gli indiani, nulla vieta ad altri di prendere il controllo della città. Vediamo per pochi istanti la bella contessa Marburg ma già immaginiamo che porterà scompiglio – se non altro perché la bravissima Lucy Lawless ci farà amare il suo personaggio, non importa cosa faccia. Brutale l’evirazione del povero ingenuo nel bosco, che probabilmente ha un qualche significato demoniaco o rituale che io purtroppo non ho colto, ma resta una scena di fortissimo impatto.

Mentre si sente leggermente la mancanza del cameratismo tra John e Cotton (chissà se si rivedranno mai!) e dell’ormai defunto Magistrato Hale, la seconda stagione di Salem parte a tutta birra, ingranando subito la marcia e schiacciando l’acceleratore in salita. Allacciatevi le cinture, si preannuncia un viaggio lungo tredici episodi e bello movimentato!

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