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Recensioni Serie Tv

Salem: Recensione della prima stagione.

“Voi puritani pensate che tutto sia bianco o nero; non riuscite a capire che la verità spesso è tutta grigia” dice il capitano John Alden in uno degli ultimi episodi della prima serie interamente prodotta dal canale via cavo WGN e conclusa domenica sera con un episodio che riflette in parte i pregi (molti) e i difetti (pochi) dell’intera stagione. Una serie che ha saputo affrontare un tema che poteva sembrare inflazionato quanto quello delle streghe (e per di più non streghe qualunque, ma quelle della abusata Salem) in un modo che, seppure non completamente originale (perché l’inversione dei ruoli tra buoni e cattivi non è la prima volta che viene proposta), è stato comunque ben gestito e diligentemente messo in scena.

Salem1x13johnmaryUna lettura disattenta del plot della serie lascerebbe pensare che il conflitto tra streghe e puritani sia l’argomento principe della stagione a cui si aggiunge la storia dell’amore impossibile tra la più potente di loro e il coraggioso eroe tornato dalla guerra. C’è, in effetti, tutto questo, ma anche di più ed è quel di più a rendere la serie interessante. Mary Sibley e John Alden appaiono inizialmente come i due amanti condannati ad una eterna separazione. L’ipocrisia della società puritana prima e le loro diverse condizioni dopo (quando John è l’eroico patriota tornato a Salem per scoprire che il suo perduto amore è ormai la donna più potente della città grazie ad un matrimonio di comodo) si pongono come ostacoli insormontabili alla loro relazione. Ma Mary e John sono anche e soprattutto altro da quello che ci si aspetterebbe. Perché Mary è la regina delle streghe che sta mettendo in atto un piano malvagio per arrivare a sterminare l’intera popolazione di Salem grazie al crudele sacrificio di vittime innocenti. E perché John è un traditore che non si fa scrupoli a mentire ed uccidere pur di nascondere il suo oscuro passato. Eppure, il loro rapporto, fatto di continui passi in avanti verso una desiderata riconciliazione e fughe verso un presente impossibile, funziona e riesce a convincere gli spettatori a dimenticare che i due amanti non sono gli angelici Giulietta e Romeo e che la loro unione non profuma delle fresche rose di una passione innocente, ma del putrido olezzo di cadaveri ammassati.

Salem1x13matherSe questo compromesso diventa accettabile, buona parte del merito va alla caratterizzazione dei puritani che più di una volta finiscono per prendersi il ruolo dei villain in una serie dove i due opposti poli finiscono per toccarsi più spesso di quanto sarebbe lecito attendersi. L’attenzione rigorosa ai costumi e alle scenografie restituiscono bene la Salem dell’epoca puritana, ma meglio ancora fa la rappresentazione di una società dove una pura fede è degenerata in una ossessiva caccia ad un male visto anche e soprattutto dove non è presente. Sebbene i nomi di molti dei personaggi siano spesso uguali a quelli della vera, i due principali esponenti di quella che dovrebbe essere la giustizia sono dipinti in modo molto diverso da quelli che realmente furono. In particolare, Increase Mather appare il vero cattivo della serie mostrando una intelligenza acuta messa al servizio di una religione distorta che diventa strumento di morte per gli innocenti invece che consolazione degli afflitti (ed è curioso osservare che, nella realtà, Increase Mather fu colui che fermò la caccia alle streghe denunciando l’inutilità e l’ingiustizia dei metodi inquisitori e di quella tortura di cui qui fa largo uso). Il reverendo cacciatore ha anche il merito di innalzare la qualità della serie imprimendo quell’accelerazione agli eventi che interviene al momento giusto quando gli episodi sembravano iniziare a ristagnare pericolosamente. Complice anche il  rapporto contrastato con il figlio Cotton, figura complessa che vive nel perenne tormento dell’essere indegno di cotanto padre, ma anche tormentato dagli opposti insegnamenti di una fede irrazionale e del rigore di una nascente scienza. Forse, troppo spesso Cotton si abbandona all’alcool finendo per annacquare questo conflitto interiore in una serie di scene che finiscono per essere ripetitive e prevedibili. Eppure (e qui sta il grigio di cui si diceva all’inizio) proprio le scelte impopolari di Increase e quelle meno attraenti di Cotton (quando ancora era in grado di farne) sono spesso quelle giuste essendo indirizzate a fermare il piano delle streghe che porterebbe solo morte. Una sovversione dei ruoli che porta lo spettatore a schierarsi più volte da quella che dovrebbe essere la parte sbagliata del campo di battaglia e che rinfresca quindi l’abusato tema del bene contro il male.

Salem1x13annePerché in Salem il male è molto spesso l’unica alternativa possibile per chi è stato scacciato da quello che sarebbe dovuto essere il bene. È il caso di Isaac, marchiato a fuoco solo per aver seguito il cuore e finito a servire con riluttanza proprio quella Mary che non esita ad affidargli compiti malvagi che, sebbene con poca convinzione, Isaac porta a termine per riconoscenza. E del magistrato Hale che appare inizialmente come un convinto servitore delle streghe e un pericoloso stregone egli stesso per poi rivelarsi soltanto una vittima di altri puritani e un padre amorevole che vuole solo proteggere la figlia dal suo stesso destino. Quella Anne che per tutta la serie viene dipinta come una innocente e a volte ingenua ragazza dagli ideali troppo alti per una società corrotta come quella puritana e che infine esplode in una crudeltà catartica tanto feroce quanto inattesa. Ma ci sono, ovviamente, anche streghe convinte del proprio ruolo come la spietata Tituba, la corrotta Rosie o le sfregiate comari del demonio che vessano Mary con le loro minacciose richieste. Se una pecca si può trovare nella rappresentazione della stregoneria, è il volere troppo spesso associare il concetto di male a quello di sessualità con l’indugiare troppo insistito su battute oscene o perquisizioni corporali (su Gloriana prima e Anne poi) che richiamano un distorto senso del pudore. O anche lo scadere in una sovrabbondanza di dettagli macabri (come le scene nei cimiteri o gli inutili spargimenti di sangue) che finiscono per sfiorare un trash involontario.

Salem1x13mercysmallProtagonista spesso di questi dettagli è Mercy Lewis, il personaggio che maggiormente evolve durante la stagione. Prima atrocemente tormentata dalla più classica delle possessioni diaboliche; poi vittima impotente della crudeltà degli inutili quanto brutali metodi inquisitori; quindi curiosamente sorpresa dal fascino perverso che la sua sofferenza le ha donato presso le sue amiche; in seguito allieva prediletta di una Mary che vede in lei la giusta occasione per evitare che altri patiscano quanto ha dovuto subire lei stessa. Ed, infine, futura antagonista proprio di Mary nel ruolo di regina della notte che si attribuisce nel finale di stagione mostrando una capacità oratoria e una tracotante sicurezza che definiscono un personaggio in netta opposizione a quello che ci era stato mostrato nei primi episodi. A volte, questa evoluzione è sembrata troppo rapida, ma la serie ha saputo comunque rendere credibile questo percorso e aggiungere quindi un’altra tacca sul bastone dei suoi successi.

Salem ci saluta sulle note di una sigla perfettamente aderente alle atmosfere della serie (chi meglio di Marylin Manson avrebbe potuto scriverla e interpretarla ?) dandoci appuntamento per una seconda stagione che si annuncia interessante quanto la prima. Perchè la verità potrà anche essere grigia e confusa, ma chiaro è il giudizio sul valore di questa serie.

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