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Recensioni

Salem: Recensione degli episodi 2.02 – Blood Kiss e 2.03 – From Within

Per il rospo di John Sibley, per la stregoneria di sua moglie

Che Salem torni quella di un tempo, prima che caschino le foglie

Per i muscoli di John Alden, per i capelli (bruciati) di Mercy

Che Anne e Cotton facciano un figlioletto di nome Percy

Per il bosco di cadaveri, per la luce lunare

Che la Contessa arrivi presto e si dia da fare!

Quando un prodotto funziona, è vero, non si ha necessariamente bisogno di abbellirlo con inutili fronzoli o colpi di scena eccessivamente spettacolari. Ma d’altra parte è anche vero che non bisogna adagiarsi sugli allori e, se qualcosa ‘funziona’ l’impegno per continuare a farlo funzionare va investito. Salem pare dimenticarsi – e lo dico nella piena consapevolezza di aver visto un terzo della seconda stagione, o quasi – di questo dettaglio, rifilandoci due episodi decisamente sotto tono, che chiariscono poco o niente e sembrano gridare: ‘il meglio deve ancora arrivare’! Ah si, e quando?

salem_203_6Mary Sibley forse è l’unica che si salva in questa pigrizia generale, e non so se sia in parte merito di Janet Montgomery o della (presumo conseguente) decisione di affidarle una trama decisamente più interessante di quelle degli altri. La donna, infatti, finalmente riunita con il figlio che pensava perduto, deve fare i conti con quelli che finalmente iniziano a capire (e dopo tutta una stagione qualcuno doveva pur arrivarci, suvvia!) quanto poco in realtà sia presente John Sibley nelle decisioni di sua moglie, ascoltata e venerata dal popolo di Salem. E’ proprio questa faida tra lei e il Magistrato neo-eletto che aggiunge pepe ad una Salem già profondamente segnata e sofferente. Mentre Mary continua a vivere nella sua bolla di presunzione e orgoglio, ritenendosi invincibile, con quella caparbietà e superbia che sono in grado di elevarla quasi altrettanto velocemente di quanto potrebbero distruggerla, i magistrati vedono in lei un ostacolo da eliminare. Ma, diciamoci la verità, chi mai potrebbe essere in grado di eliminare Mary Sibley da Salem? Nemmeno Tituba pare più provare a distruggerla – non so se dipenda da una rinnovata fiducia nella sua leadership o, al contrario, della mancanza dell’appoggio degli anziani, bruciati in piazza da una sempre più pazza Mercy.

salem_203_5Ecco, Mercy continua a costituire un punto interrogativo. L’incipit sembrava promettente, lo confesso, con una ragazza potente e con una grande sete di vendetta contro la donna che le ha distrutto la vita. Sembrano lontani i giorni in cui maneggiava uccelli vicino a poveri uomini (questa, forse, avrei potuto dirla diversamente) e squadrava con cattiveria la sua rivale. Ora che il suo volto è sfigurato non sembra essere più nessuno e l’unica rimasta a contendere il trono dell’Ape Regina è la temibile contessa, il cui arrivo aspettiamo con ansia. Il personaggio di Lucy Lawless, benché appaia per non più di qualche istante nel terzo episodio, mostra fin da subito e con temibile chiarezza il potere del suo personaggio. Mary viene colta tanto alla sprovvista da temere seriamente per la propria incolumità, come vediamo nei suoi occhi, quando è sul punto di affondare nella vasca. La contessa è pericolosa, dentro o fuori Salem che si trovi, soprattutto ora che crede di avere un’alleata in Anne.

salem_203_4Anne, che continua a gestire la realtà dell’essere strega fin troppo alla leggera, per i miei gusti. Insomma, per qualcuno che ha scoperto di essere tutto quello che ha sempre disprezzato, la vive con poca sofferenza. Nel giro di pochi giorni si teletrasporta a Boston, subisce un’invasione mentale da una sconosciuta e… uccide un uomo con la forza del pensiero. Non so lei ma io sentirei un grandissimo bisogno di urlare, o almeno confidarmi con qualcuno: so che può sembrare difficile poter trovare qualcuno di cui fidarsi ma è l’unica cosa da fare. In generale, ritengo che il modo in cui venga presentato il personaggio di Anne sia tutt’altro che apprezzabile. E’ un bel personaggio, che ha ancora tanto da dire, e invece lei e Cotton passato tutta la puntata… in carrozza. Se va di questo passo faranno i viaggi infiniti in pieno stile ‘Targaryen’, e la cosa non ci piacerebbe affatto.

Anche John, mi duole dirlo, sta girando in tondo come un cavallo al palo. Aspettiamo più di due episodi per vederlo finalmente fare qualcosa di concreto. Non negherò che il suo andarsene in giro per la città stile Casper sia inquietante ma, per uno che ha promesso di fermare le streghe, la calma sembra avere la meglio. Non sempre è consigliabile dare più spazio alla spada che al cervello ma, in un contesto del genere, SAL_203_393.cr2soprattutto conoscendo John Alden, direi che la spada manca e la sua mancanza si sente eccome. Apprezziamo ovviamente il poveraccio torturato, se non altro perché finalmente fa qualcosa che non sia lanciare occhiate di fuoco – che rivaleggiano persino con quelle di Klaus Mikaelson, in quanto a intensità e cattiveria – e quindi incrociamo le dita nella speranza che i suoi momenti di azione, da qui a fine stagione, siano di più e, magari, più notevoli (eh si, il confronto con Mary sarà davvero qualcosa di ‘notevole’). Senza considerare che manca ancora la scoperta dell’esistenza di suo figlio della cui presenza, dato che ha passato gran parte delle sue giornate alle costole di Mary, è strano che non sia ancora venuto a conoscenza.

Insomma, due episodi che risultano poco interessanti e perfino noiosetti, al di là di piccoli sprizzi di curiosità, come il bacio improvvisato di Mary con lo scienziato o perfino John Alden sulla balconata della chiesa. Credo che molte cose funzionassero di Salem, lo scorso anno, e che parecchie di queste dipendessero dallo scorrere veloce dei fatti, per una serie che non si fossilizzava e tentava di evolvere sempre con un certo ritmo, una sorta di processione. Se non torna questo stesso ritmo anche nella seconda stagione… non ne vedremo una terza, mi sa.

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