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Roma: una serie che conquista

Roma (Rome) è una serie tv del 2005 ideata da Bruno Heller (lo stesso della serie di successo The Mentalist) per la rete americana HBO in collaborazione con BBC e Rai Fiction.
E’ composta di 2 stagioni rispettivamente da 12 e 10 episodi l’una ed è stata poi interrotta per gli alti costi di produzione, ma – notizia che circola da tempo – potrebbe tornare a rivivere sugli schermi cinematografici.
La serie, che prende atto dalla conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare, narra l’ascesa e la morte del dittatore romano, il passaggio dalla Repubblica all’Impero attraverso le guerre civili e l’imporsi di Ottaviano Augusto come capo di Roma.

Fin qui i fatti propriamente storici risultano piuttosto accurati anche se già dai primi episodi salta all’occhio qualche errore e omissione: citiamo ad esempio la defaillance di Ottavia, giovane sorella di Augusto, che legge alcuni passi dell’Eneide nonostante l’opera verrà scritta solamente anni dopo proprio sotto l’impero di Augusto e proprio su sua commissione a Virgilio oppure i due congiurati Marco Giunio Bruto e Caio Cassio Longino che morirono in battaglia quando invece entrambi si siucidarono una volta capito che per loro non c’era più speranza di vittoria a Filippi oppure ancora il non approfondimento di alcune tappe nella lotta tra Antonio e Augusto. Queste scene che citiamo sono alcune mancanze del telefilm che non aderiscono alla realtà storica oppure argomenti trattati troppo frettolosamente e superficialmente.

In Roma accanto ai fatti e ai personaggi storici vi sono comunque dei personaggi inventati le cui vicende personali si intrecciano con gli eventi più noti.
I due personaggi che danno vita all’aspetto puramente fiction della serie sono due soldati: il centurione Lucio Voreno, romano vero, fervente catoniano, ma che si schiera sempre e comunque con chi comanda, obbedendo ed eseguendo gli ordini nel suo credo più grande, il nome di Roma, e il legionario Tito Pullo, un mezzo delinquente violento, scurrile e grezzo, ma fedele, anche troppo, al suo amico Voreno. I due personaggi non sono interamente frutto di fantasia in quanto i legionari Titus Pullo e Lucius Vorenus erano due centurioni realmente esistiti, facevano parte della Legio XI e vengono anche nominati nel Libro VI, par 44 del De Bello Gallico di Giulio Cesare.

Attraverso le vicende personali dei due soldati viviamo gli eventi che hanno scosso gli ultimi anni della Repubblica Romana fino al nascere dell’Impero e le loro storie si svolgono di pari passo, intrecciandosi con i fatti storici e influenzandone, a volte, anche il loro corso.

L’amicizia tra i due nasce quasi per caso nelle file della Legio XIII, un’amicizia comunque mal digerita all’inizio da Voreno che vede in Pullo un soldato disobbediente che pensa solo a se stesso, ma poi questo loro legame diventa qualcosa di forte, virile e sanguigno come solo due soldati romani sanno essere e continuerà sia nella sciagura che nella fortuna durante il corso degli anni e degli eventi.

I due personaggi rappresentano alla perfezione gli uomini dell’epoca. Devoti agli dei, credono che tutto si svolga secondo il volere divino. Voreno, più di Pullo, crede nella Repubblica e in chi la comanda tanto che riesce a riciclarsi anche come Senatore al fianco di Cesare, lui che all’inizio non approvava il passaggio in armi del Rubicone. In seguito rientrerà nelle fila dei legionari di Marco Antonio rimanendogli accanto fino all’ultimo. Voreno è un uomo che combatte non per gli uomini al comando, ma per l’ideale e per il nome di Roma. Sia Voreno sia Pullo sono uomini passionali, duri, gelosi delle loro compagne fino alla pazzia Sono a mio parere due personaggi che colpiscono e che rimangono impressi, due dei personaggi meglio riusciti e tratteggiati del piccolo schermo.

Hanno un ruolo importante nella serie Roma anche le donne, madri, sorelle, mogli, amanti. Le donne di alto rango che con i loro intrighi di potere manovrano i loro uomini e con questi il destino del popolo e le donne umili, mogli e compagne dei legionari che vivono, accanto ai loro uomini, gli stravolgimenti della Repubblica e i difficili momenti che seguono alle lotte intestine divenendo a loro volta anche vittime innocenti e inconsapevoli di qualcosa più grande di loro.

Figura femminile di spicco è Atia, la madre del giovane Ottaviano e cugina di Cesare. Donna dai facili costumi, intrigante alla quale interessa solo il potere e il suo benestare, che non disdegna di portarsi a letto schiavi (così come generali) e che innesca una lotta parallela a quella degli uomini. Una lotta con Servillia, l’ex amante di Cesare nonché  madre di Bruto e istigatrice ella stessa della congiura contro il dittatore, una rivalità fatta di bassezze, volgarità e crudeltà.

Ciò che rende questa serie televisiva un ottimo prodotto è l’accurata ricerca dei particolari, sia per quanto riguarda i costumi, sia per le scenografie che, abilmente ricostruite negli studi di Cinecittà a Roma, riportano in vita non solo le vicissitudini di alcuni personaggi storici e famosi, ma anche le disavventure della gente comune. In Roma abbiamo una ricostruzione molto veritiera della città intera, non solo quella fatta di ricche ville patrizie, ma anche di quella fatta di povere casupole di mercanti, di vicoli sudici e maleodoranti e di quartieri angusti. La serie tv non solo spicca per l’ottima ricostruzione di Roma, tra cui le lotte di bande per il potere sui vari colli e nei “collegi”che si erano formati su di essi, ma ricalca la verità anche per quanto riguarda il linguaggio utilizzato, molto colorito e volgare. Per godere appieno la serie occorre vedere la versione integrale e non quella censurata che presenta scene tagliate (anzi edulcorate) girate apposta per l’Italia (la versione per intenderci che Rai2 mandò in onda 4 anni fa nel 2006). La versione integrale è infatti ricca di scene di violenza e di sesso e offre un linguaggio scurrile che, già in fase di doppiaggio italiano, è stato ammorbidito. Ma questa era Roma. Era la vita degli uomini e delle donne romane sia di alto rango che dei ceti più bassi. Il ritratto che ci arriva è quello di una Roma volgare in tutti i livelli della società passionale e violenta dove sesso e violenze appunto la facevano da padrone.

E’ una serie forte, ripeto, con scene cruente e molto spinte, con scene esplicite di sesso (anche tra donne e tra fratello e sorella), ma che riprende con realismo quello che era relamente l’epoca, la vita quotidiana che noi non studiamo sui libri di storia, ma che ci è narrata attaverso altri canali; i disegni e le scritte oscene che Atia fa scrivere sui muri di Roma per umiliare Servilia appena lasciata da Cesare, non ricalcano forse i disegni e le scritte lascive che sono stati ritrovati nelle taverne di Pompei dove esercitavano la loro professione le prostitute? Il linguaggio piccante e scurrile che ascoltiamo nella serie non ricorda forse espressioni che ritroviamo negli epigrammi o nelle satire dei poeti latini che usano una satira pungente per descrivere e attaccare gli usi e costumi della lora società?

Insomma una serie improntata al realismo in tutto e per tutto: nel linguaggio, nelle ricostruzioni scenografiche, nei costumi ecc. Come ho già detto, a parte qualche piccola defaillance, Roma è una serie piuttosto coerente e vicina alla storia come realmente si è svolta nei fatti, un telefilm che ci da veramente l’idea di come fosse la vita, la politica e la quotidianità dell’epoca.

Il prodotto è reso apprezzabile anche dalle interpretazioni, alcune a mio avviso particolarmente azzeccate (almeno per come ho sempre visto io i personaggi storici). Su tutti sono da citare il conquistatore Giulio Cesare, l’ambiguo e astuto Ottaviano che cambia volto dalla 1° alla 2° serie con attori che ne evidenziano il cambiamento e la crescita, il  sanguigno e rozzo Marco Antonio e l’intrigante Atia, ai quali si aggiungono le ottime interpretazioni dei personaggi di Voreno e  Pullo. Trovo molto  mellifluo e meno aderente al reale invece Cicerone, almeno per come vedevo io questo personaggio.

Come accennavo in precedenza, un’altra pecca che si riscontra è forse la fretta con cui si accenna ad alcuni temi alla fine della 2° stagione, ma questo è dovuto al fatto che la serie fu chiusa in fretta e furia – nonostante gli ascolti soddisfacenti – per via dell’alto budget; questa è infatti una delle serie televisive più costose mai realizzate. Secondo l’ideatore Bruno Heller, quei temi dovevano essere affrontati con più ampio respiro nelle successive stagioni, la 3° e la 4°.

Roma è comunque un telefilm che va visto e che ha tutte le carte in regola per essere definito uno dei prodotti maggiormente riusciti degli ultimi anni, a mio avviso migliore di molti film del genere che spesso si basano solo su ricostruzoni ed effetti speciali e che stravolgono i fatti a loro piacimento con trame improbabili e grossolani errori storici.

Se i “rumors” su una sua trasposizione cinematografica dovessero essere confermati, credo che ne uscirebbe un buon prodotto visto che di per sè la serie ha già un ampio taglio cinematografico anche se racchiudere in due-tre ore di film eventi storici che avrebbero dovuto essere narrati nel corso di due stagioni tv, forse ha i suoi “pro” e i suoi “contro”.

In Italia grazie ai cofanetti dvd e al canale Rai 4 – che finalmente ha avuto il coraggio che è mancato ad altre reti di trasmettere la serie per intero – abbiamo avuto la possibilità vedere questo bel telefilm. Se siete appassionati di storia, intrighi di potere e passioni violente, resterete sicuramente conquistati da Roma e dai suoi magnifici personaggi.

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