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Rocketman: una piatta biografia in una frizzante musica – la recensione del biopic musicale su Elton John con Taron Egerton

Rocketman: la recensione in anteprima

Titolo: Rocketman

Genere: biografico

Anno: 2019

Durata: 2h 01m

Regia: Dexter Fletcher

Sceneggiatura: Lee Hall

Cast principale: Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden, Bryce Dallas Howard

Forma e contenuto. Per fare un buon tema bisogna fare attenzione a bilanciare bene questi due ingredienti. Lo ripetevano sempre i prof di italiano alle superiori quando chi scrive era studente. E lo ripetono ancora oggi quando chi scrive ha una figlia proprio alle superiori. E magari dovrebbero ripeterselo anche Dexter Fletcher e Lee Hall, rispettivamente regista e sceneggiatore di Rocketman, il biopic in musica su Elton John.

Rocketman: la recensione in anteprima

Rocketman: la recensione – Credits: 2th Century Fox

Forma

Già prima di arrivare nelle sale, il film di Dexter Fletcher ha dovuto affrontare un serio problema. Un ostacolo chiamato Bohemian Rhapsody. Il meritato oscar a Rami Malek ha stabilito un pericoloso precedente contro cui Rocketman finisce inevitabilmente con il doversi paragonare. Il caso vuole che sia stato proprio Fletcher a ultimare le riprese del film su Freddie Mercury e i Queen dopo l’abbandono forzato di Bryan Singer. Ben consapevole, quindi, di quale macigno si sarebbe andato a scontrare, Fletcher sceglie astutamente di rifuggire un confronto troppo arduo da vincere.

Bohemian Rhapsody aveva scelto come primo comandamento la mimesi maniacale di Freddie e dei suoi concerti arrivando a scene che si sovrappongono uno a uno con gli originali di repertorio. Al contrario, Rocketman abbandona ogni pretesa di verosimiglianza scegliendo le regole del genere meno realistico possibile. Rocketman è, infatti, il classico musical dove la gente canta invece di parlare e balla in coreografie che stravolgono volutamente ogni realismo.

I primi anni della carriera di Elton John (dagli esordi fino al ricovero in rehab) non sono raccontati, quindi, con lo spirito documentaristico che animava Bohemian Rhapsody. Sono, al contrario, piegati all’esigenza manifesta di seguire il testo di canzoni messe in scena senza rispettare la loro cronologia, ma solo il modo in cui possono servire ad esprimere gli stati d’animo del momento. Si assiste ad una completa fusione tra immagini e parole tenute perfettamente insieme dalla musica travolgente e dalle coreografie coinvolgenti.

La ricchezza dei costumi aggiunge un bonus che innalza ancora di più la qualità della forma di un film che vive anche e soprattutto grazie alla bravura di Taron Egerton. Se Rami Malek era diventato il sosia di Freddie Mercury, l’attore inglese non ha alcun interesse a somigliare ad Elton John. Ma fa molto di più. Cantando in prima persona, arricchisce il testo di un’espressività che dona alle canzoni scelte sia corpo che anima.

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Rocketman: la recensione in anteprima

Rocketman: la recensione – Credits: 2th Century Fox

Contenuto

A tanta spettacolarità nella forma non corrisponde purtroppo altrettanta cura nel contenuto. Rocketman finisce per assomigliare ad un tema scritto magnificamente da uno studente che tuttavia non aveva niente di suo da dire. Non c’è nella sceneggiatura di Lee Hall nulla che non sia ampiamente prevedibile. Al punto che il protagonista avrebbe anche potuto essere non Elton John, ma un qualunque divo del rock fittiziamente inventato per l’occasione.

Quanto questo difetto sia da addebitare a Lee Hall e quanto ad Elton John stesso (che questo progetto ha seguito fin dalle prime battute) non è possibile dirlo. Quello che, tuttavia, si può affermare con certezza è che il lungo racconto in musica di Rocketman segue pedissequamente i cliché del genio incompreso che ascende dalla polvere agli altari per poi ricadervi e risorgere. Una storia tanto classica e abusata che allo spettatore basta vedere entrare in scena un qualunque personaggio per capire già cosa farà nel resto del film.

Che si tratti della madre distratta, della nonna protettiva, del padre incapace di provare affetto per quel figlio non voluto. O del navigato produttore severo e scontroso ma giusto e onesto. Della sua spalla entusiasta e in cerca del colpo della vita. Fino ad arrivare al manager cinico che non esista a sfruttare l’omosessualità di Elton per blandirlo prima e soggiogarlo poi. Tutte figure trite e ritrite a cui l’essere controparti filmiche di persone realmente esistite non riesce ad aggiungere un valore sufficiente a giustificare la loro banalità.

Si salva soltanto il rapporto sincero con il fidato paroliere Bernie Taupin interpretato da Jamie Bell. L’ottima chimica tra Egerton e Bell restituisce con convincente naturalezza quell’amicizia profonda che ha permesso a Elton e Bernie di potersi vantare di non aver mai litigato in tutti questi anni.

Rocketman: la recensione in anteprima

Rocketman: la recensione – Credits: 2th Century Fox

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Rocketman: un totale a somma nulla

La sproporzione avvilente tra la ricchezza della forma e la povertà del contenuto fa di Rocketman un film a cui è difficile dare un voto complessivo. Se nella colonna dei più si possono iscrivere la musica, le coreografie, i costumi, la bravura di Taron Egerton, altrettanto ricca è quella dei meno dove trovano posto la faciloneria della sceneggiatura, la banalità della trama,  i personaggi stereotipati, l’assenza di sussulti. Una somma aritmetica che da un risultato neutro che non permette di bocciare, ma neanche promuovere il film.

Proprio per questo motivo, Rocketman è un prodotto destinato ad essere apprezzato o rinnegato. Piacerà ovviamente ai fan di Elton John essendo un omaggio rispettoso che riesce a non essere agiografico pur non scandagliando in profondità i periodi più bui della sua carriera. E riscontrerà il favore entusiasta di quella parte del pubblico che si lascerà trasportare dall’arcobaleno di note e colori che scorrono frenetici sullo schermo illuminato da tanta vitalità.

Al contrario, Rocketman deluderà molto chi ad un film chiede che mantenga le promesse mirabolanti che la sua confezione luccicante autorizza ad aspettarsi. Proprio quello che manca ad un’opera che nasconde dietro il luccichio delle paillettes e il suono delle voci la preoccupante assenza di idee originali. Difetto che si fa notare subito da chi magari non è un appassionato cultore di un genere oggi poco diffuso come è il musical.

Forma e contenuto in Rocketman non si bilanciano come dovrebbero. Sta alla severità del prof che c’è in ogni spettatore decidere che voto dare a questo tema.

Rocketman - la recensione
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3

Giudizio complessivo

Un film ricco di forma ma povero di contenuto per un totale a somma nulla che accontenterà i fan del musical e scontenterà chi cerca una storia non banale

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