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Ripper Street: Recensione dell’episodio 2.06 – A Stronger Loving World

If you love him, my Bella, save him.
Shame on you, inglesi. Shame on you. Come si fa a cancellare una serie così bella? Ma vi rendete conto che certi Paesi devono accontentarsi di Elisa di Rivombrosa e del Commissario Montalbano?
E dopo una puntata del genere, così emozionante, è proprio difficile pensare che l’anno prossimo dovremo far a meno delle avventure degli eroi di Whitechapel.
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Fin da subito intuiamo che l’episodio di questa settimana girerà intorno all’amore, per poi scoprire che questo tema sarà associato a quello della fede. La connessione avviene tramite due personaggi femminili, Rose e Bella, entrambi molto cari al sergente Drake.
Vedere Drake arrivare a casa e non trovare sua moglie, poco dopo aver perso tempo con colei che aveva spezzato il suo cuore, è straziante. Il dubbio che la ragazza sia tornata alla sua vecchia vita si insinua sempre di più, anche a causa dei commenti poco diplomatici dell’ispettore Reid. Se arrivi al punto che addirittura Jackson ti fa notare che hai detto qualcosa di sconveniente, allora è proprio il caso di stare zitto.
Scopriamo che, in effetti, il passato di Bella è venuto a bussare alla sua porta. Colui che viene presentato come uno zio (non ci abbiamo creduto nemmeno per un secondo) è in realtà il leader di una setta nata all’interno dell’Ordine dell’alba dorata. Bella faceva parte di questa setta e Gabriel Cain è il padre della figlia, Lily, ora morta. La ragazza pensava di essere riuscita a scappare da quell’uomo che aveva ingannato lei e molti altri, ma lui non si era mai arreso.
Come se la trama non fosse abbastanza già complicata, entra in gioco anche Rose che si ritrova nella setta attratta da un posto letto gratis. La ragazza, che è un po’ più sveglia, capisce quasi subito che qualcosa non va e cerca di avvertire Drake del rapporto tra Bella e Gabriel, beccandosi un ceffone per nulla meritato.
Come si intrecciano le disavventure della famiglia Drake con il caso della settimana?
L’ispettore Reid e il capitano Jackson iniziano ad indagare sull’incendio di una chiesa (bellissima scena, a proposito). ripper_street-206 (3)I primi sospetti ricadono sulla comunità ebraica, considerata la scritta in ebraico lasciata sul muro. Dopo un po’ anche una sinagoga viene vandalizzata e, naturalmente, i sospetti ricadono sulla comunità cattolica. Iniziano a girare volantini che incitano entrambe le fazioni alla violenza e sembra che l’astio tra cattolici ed ebrei stia per sfociare in una guerra religiosa. Per fortuna i nostri poliziotti del distretto H scoprono che faceva tutto parte dei progetti della setta di Cain.
L’episodio va avanti creando sempre più suspence, con Drake che viene catturato da Cain per farlo ricongiungere con Rose, affinché lui possa riprendersi Bella. Il suo piano finale prevede un suicidio di massa, per poi giungere in un posto migliore.
Reid & Co riescono per fortuna a salvare la situazione, ma resta un ultimo colpo di scena da affrontare: Bella non riesce a sopportare il senso di colpa e si uccide, lasciando a Drake una seconda occasione col suo primo amore, Rose.
L’amore e la sofferenza di Drake sono commoventi, ed è soprattutto merito di Jerome Flynn, che ci ha regalato un’interpretazione magistrale in tutto l’episodio, fino alla scena finale del funerale di Bella.
L’unica pecca di questo episodio è forse l’aver voluto raccontare troppe cose tutte insieme e mettere al centro della narrazione un personaggio, che è quello di Bella, a cui non ci siamo molto affezionati, visto che è comparsa sempre solo per pochi minuti.
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