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Ricominciare a “Genova”

Arriva nelle sale Italiane, domani 16 Ottobre, Genova, una storia d’amore e di perdono molto toccante, ambientata nel capoluogo Ligure diretto da Michael Winterbottom.

In seguito alla morte della moglie, un professore inglese decide di fare un viaggio in Italia assieme alle due figlie con l’intenzione di lasciarsi alle spalle il terribile lutto che ha colpito la sua famiglia. Scoprirà, però, che anche se ci si trova in un altro paese, non si può sfuggire tanto facilmente ai fantasmi del proprio passato.
Nel cast oltre a Colin Firth, troviamo due vecchie conoscenze per il pubblico seriale, Willa Holland, che ricorderemo in The O.C. nei panni della sorellina di Marissa, e Hope Davis vista in Six Degrees e In Treatment.

Di seguito,notizie sul film,intreviste al cast artistico e tecnico e foto in alta qualità.

 

Il trailer di Genova:

 

SINOSSI BREVE

La città di Genova rappresenta l’inizio di una nuova vita per Joe e le sue giovani figlie; una famiglia che cerca di ricominciare dopo la tragica morte della madre. Mentre Kelly esplora con curiosità i misteri di questo nuovo mondo, Mary, la più piccola, “rivede” la madre aggirarsi per i vicoli.

SINOSSI

In seguito ad un tragico incidente stradale che provoca la morte della madre MARIANNE, KELLY di 16 anni e MARY di 10 lasciano gli Stati Uniti per trascorrere un anno in Italia insieme al padre JOE, che ha ottenuto un lavoro come professore presso l’Università di Genova.

Arrivati a Genova, grazie a BARBARA, una vecchia amica di Joe, trovano un appartamento in affitto e si sistemano in quella che sarà la loro nuova casa. Ognuno cerca di superare il dolore provocato dalla scomparsa di Marianne a suo modo e di ritrovare una normalità nel nuovo ambiente.

Mentre Joe insegna all’università e riempie le figlie di attenzioni, Kelly e Mary iniziano a conoscere Genova andando a lezioni di pianoforte da MAURO, che abita nel centro storico: un labirinto di stretti vicoli, dove è facile perdersi.

Joe intanto si appassiona al suo lavoro e stringe amicizia con ROSA, una sua studentessa. Kelly invece, giovane, bella e ribelle, inizia ad ambientarsi nella nuova città e frequenta un gruppo di ragazzi della sua età. Mary, però, è perseguitata da incubi notturni. La bambina, infatti, si sente responsabile della morte della madre e un giorno, mentre prende lezioni di piano, vede alla finestra dell’appartamento di fronte una figura che ha le sembianze della madre. La bambina rimane profondamente turbata da questa visione.

Durante una gita in riviera, Mary scompare dopo aver raccontato a Barbara delle sue visioni e del suo senso di colpa per la morte della madre. Barbara, nel panico perché non riesce più a trovare la bambina, corre ad avvisare Joe e Kelly, che nel frattempo si erano recati in spiaggia. Le ricerche continuano affannose e alla fine la piccola viene ritrovata dal padre in stazione. Una volta a casa, Barbara esorta Joe ad affrontare i disagi di Mary, ma Joe non accetta i consigli dell’amica.

Kelly si allontana sempre più dal padre e tratta malissimo la sorellina, a cui imputa la responsabilità dell’incidente mortale della madre. Quando, però, per la seconda volta Mary scompare nei dedali e nel traffico di Genova, tutti devono fare i conti con la realtà, riscoprire il profondo legame che li unisce e trovare insieme un nuovo equilibrio.

Qualche tempo dopo, Joe accompagna le ragazze alla nuova scuola. Le guarda mentre si confondono tra gli altri ragazzi e comprende che ormai sono finalmente pronti per ricominciare a vivere.

FESTIVAL

San Sebastian International Film Festival 2008 – Premio Miglior Regia

Tallinn Black Nights Film Festival 2008 – Premio Miglior Regia

Toronto Film Festival 2008

London Film Festival 2008

Varsavia International Film Festival 2008

Dinard Festival du Film 2008

Fiuggi Family Festival 2009

NOTE DI PRODUZIONE

Diretto da Michael Winterbottom (Road to Guantanamo, A Mighty Heart-Un cuore grande), Genova è un toccante racconto d’amore e di perdono ambientato nel capoluogo ligure. Il trasferimento in Italia rappresenta la possibilità di un nuovo inizio per Joe, interpretato da Colin Firth (Mamma Mia), e le sue figlie, dopo la tragica morte della madre. Mentre Kelly, interpretata da Willa Holland (The O.C.), esplora il lato più misterioso e intrigante di questo nuovo ambiente, Mary, interpretata da Perla Haney-Jardine (Spiderman 3, Kill Bill 2), pensa di vedere il fantasma della madre aggirarsi nei vicoli.

Il film è inoltre interpretato da Catherine Keener (Into the Wild) nel ruolo di Barbara, e Hope Davis (A proposito di Schmidt) in quello di Marianne. Il film è stato prodotto da Andrew Eaton per Revolution Films, mentre Laurence Coriat (Wonderland) e Michael Winterbottom hanno scritto la sceneggiatura.

Al film hanno collaborato il direttore della fotografia Marcel Zyskind (A Mighty Heart, The Road to Guantanamo), lo scenografo Mark Digby (A Mighty Heart, The Road to Guantanamo), il montatore Paul Monaghan, la costumista Celia Yau, mentre la colonna sonora è stata composta da Melissa Parmenter anche coproduttrice del film.

Genova è una produzione Revolution Films presentata da Film4 e da UK Film Council, in associazione con Aramid Entertainment e Hanway Films.

Genova è stato girato fra Italia, Svezia, Inghilterra e Stati Uniti. L’ispirazione per il film è venuta a Michael Winterbottom in seguito a una visita della città risalente ad alcuni anni prima.

Winterbottom ed Eaton desideravano girare un film in Europa: “Negli anni passati abbiamo girato diversi film in Medio Oriente, quindi volevamo fare qualcosa più vicino a casa e dare al film un’ambientazione europea”, spiega Eaton. “Quasi tutti i registi preferiti di Michael sono europei: tedeschi, francesi e Italiani; era quindi molto entusiasta di girare in Europa. Ci sono pochissimi film con personaggi americani ambientati nell’Europa dei giorni nostri; speriamo di aver prodotto qualcosa di fresco e originale”.

Winterbottom ha preso ispirazione anche dal romanzo di Marguerite Duras Moderato Cantabile: “Qualcosa di Genova mi ricordava quel romanzo, anch’esso ambientato in una città portuale. L’ho letto molto tempo fa, ma di quella storia mi è rimasto in testa il fatto del genitore che porta il figlio a lezione di pianoforte. Abbiamo preso in prestito quell’idea. Ho due figlie e volevo raccontare la storia di un padre di due ragazze”.

La città ricordava a Winterbottom anche il film di Nicolas Roeg A Venezia… Un dicembre rosso shocking:Genova è in un qualche modo la città gemella di Venezia, l’atmosfera è simile, entrambe hanno stretti vicoli. È una città molto bella, ma anche abbastanza inquietante e mi ha fatto venire in mente il film di Roeg”.

Dopo aver messo a fuoco gli elementi chiave, Winterbottom si è dedicato al nodo principale del film: “Volevo fare qualcosa che fosse in parte basato sull’osservazione della mia vita familiare.

Mi attraeva l’idea di una famiglia trasferita in un nuovo ambiente, dove la solitudine li porta a rimanere uniti. Per me è un film sull’amore di un padre per le sue figlie e sul rapporto che lega le due sorelle. La morte della madre è solo un punto d’inizio; ero più interessato a come la loro vita continua, ai piccoli riti quotidiani che scandiscano la vita famigliare e che segnano il primo passo per superare il dolore.”

A questo punto Winterbottom ha coinvolto la sceneggiatrice Laurence Coriat, con la quale aveva già collaborato in Wonderland e With or Without You: “E’ un piacere lavorare con Laurence, perché è molto disponibile. Così, una volta abbozzata l’idea del film ci siamo messi a lavorare allo script”.

Nel leggere la sceneggiatura, Eaton si è reso conto di quanto fosse personale: “Nei suoi film, Michael è interessato a storie che parlano di famiglie e persone sradicate ed esamina il loro modo di affrontare le situazioni di disagio e pericolo. Mi ha molto colpito quanto Michael ha messo di se stesso nella sceneggiatura. Anche lui ha due figlie, più o meno della stessa età delle protagoniste della storia; mi sembra, almeno in parte, un ovvio riferimento alla vita di Michael”.

La fase successiva è stata quella del casting. Winterbottom spiega la sua scelta di un attore inglese per il ruolo del padre delle due ragazze, interpretate invece da attrici americane: “Volevo che il padre avesse una nazionalità diversa da quella delle figlie, in parte ai fini della trama – essendo un inglese negli Stati Uniti, sarebbe risultato naturale il suo desiderio di ritornare in Europa dopo la morte della moglie – ma anche perché ai nostri giorni molti genitori hanno nazionalità diverse da quelle dei figli; mi interessava mettere in luce questa differenza culturale. Così abbiamo cercato un attore inglese con il quale ci fosse una certa sintonia e Colin Firth è veramente un grande attore, assolutamente adatto alla parte”.

La storia ha inizio in America. Il padre vive già in una cultura che non gli appartiene, che non è il suo ambiente naturale. Spostarsi dalla Gran Bretagna all’Italia non rappresenta per lui un cambiamento radicale. Ecco perché le figlie sono sottoposte a uno shock culturale più intenso, che non le fa sentire a proprio agio. Era importante per Michael che il padre fosse inglese come lui, ciò gli avrebbe reso più semplice raccontare la storia. L’attore doveva anche avere circa quarant’anni per essere credibile. Colin soddisfa questi requisiti ed è lui stesso padre, quindi in grado di conferire le giuste qualità al personaggio“, spiega Eaton.

Da parte sua, Firth, essendo un ammiratore dei suoi film, era felice di lavorare con Winterbottom: “Penso che gli attori lavorino volentieri con Michael perché i suoi film sono incoraggianti ed entusiasmanti e non ho mai visto in essi performance deludenti. Penso ci sia una certa immediatezza nei suoi film, ne apprezzo l’onestà e il fatto che non cerchi mai l’approccio più ovvio. Il film guarda ad alcuni aspetti della vita che sono difficili da trattare in modo onesto. È difficile raccontare l’affetto che lega i membri di una famiglia, è difficile raccontare la storia di un lutto, è difficile raccontare la storia di persone che cercano di superare il dolore di una perdita improvvisa e apprezzo il fatto che la trama non cerchi scorciatoie. Si crede di seguire un percorso lineare che invece tende a portare in una direzione inaspettata. A volte le persone si avvicinano in modi sorprendenti che scaturiscono dalle difficoltà, ma anche dalle sciocchezze. La serenità riaffiora inaspettatamente, e penso che il film lo dimostri di continuo. Ci mostra infinite alternanze di luci e ombre, simili a quelle della città che non sono mai come te le aspetti.”

Firth è rimasto affascinato anche dal sottotesto della sceneggiatura: “Ha molto a che fare con la ricerca di un personale modo di vivere la famiglia, che è spesso costellata di ostacoli, delusioni ma anche di speranze per i propri figli. Mi sono concentrato più su questo aspetto che non su quello che accade in termini drammatici. Una delle cose che mi ha affascinato di più è stata che tutte le sfumature emotive s’intrecciano nella vita quotidiana dei personaggi. Non si rifiutano necessariamente di parlare della morte della madre, è che la loro vita deve andare avanti. Joe è un padre single con molte cose a cui pensare: non trascura le banalità, si preoccupa degli orari, di preparare da mangiare, come se la vita proseguisse crudamente in modo normale. La mancanza della madre è un fatto costante. Si tratta di capire come si riassesta la vita di una famiglia in seguito ad una perdita del genere. Sia io che Michael abbiamo dei figli e, sebbene le nostre esperienze siano differenti e non riflettano necessariamente quelle di questa famiglia, possiamo attingere molto dal nostro essere genitori”.

Catherine Keener interpreta Barbara. Sia Winterbottom che Eaton desideravano lavorare con lei da tempo. Spiega Winterbottom: “Avevamo incontrato Catherine alcuni anni fa per un altro film che non si è mai fatto. Penso che sia un’attrice fantastica e abbia recitato in film strepitosi. È così brava che si riesce a capire immediatamente cosa passa per la testa del suo personaggio. S’intuisce che Barbara vorrebbe un maggior coinvolgimento nella famiglia, oltre l’aiuto concreto che gli fornisce, ma non è quello che loro desiderano: le figlie non vogliono un’altra madre e Joe non vuole un’altra moglie”.

La Keener ha accettato di partecipare sia per la sceneggiatura sia per la possibilità di lavorare con Winterbottom. “La sceneggiatura è molto bella; ho sempre amato i film di Michael e finalmente è arrivata questa opportunità. Ho trovato la storia stupenda. Mi è parsa molto personale”.

Per la Keener è stata un’esperienza stimolante lavorare con gli altri attori del cast: “Ho sempre ammirato Colin; ha questo aspetto molto romantico… È un attore di spessore e una persona di grande intelletto. Willa è una presenza eterea, una ragazza molto intelligente e piena di talento. Perla diventerà sicuramente una grande attrice, è un talento naturale, non perde mai il filo ed è addirittura un punto di riferimento per gli altri attori”.

Hope Davis è stata scelta per il ruolo di Marianne: “Non c’è stato bisogno di insistere per farle accettare la parte. Le è piaciuta la sceneggiatura e il ruolo della madre-spettro. Funziona bene assieme a Willa e Perla. È stata capace di dare il senso di una famiglia unita“, spiega Winterbottom.

“Le attrici facevano letteralmente la fila per essere in questo film, specialmente quelle con dei figli. Si sentivano vicine al ruolo della madre o, nel caso del personaggio di Barbara, a quello di chi desidera esserlo. Penso che Catherine e Hope siano attrici bravissime e che siamo stati molto fortunati a lavorare con loro. Comunque, il fatto di aver avuto molte attrici interessate al film è una prova della qualità della sceneggiatura”, aggiunge Eaton.

“Non è stata tanto la parte quanto la sceneggiatura nel suo complesso ad affascinarmi”, spiega Hope Davis. “La storia mi ha molto toccato, io stessa sono madre di due bambine e ho pensato che fosse la storia commovente di una famiglia che cerca di affrontare la scomparsa di un genitore, un fatto che terrorizza tutti noi. La sceneggiatura riesce a essere molto delicata e toccante senza ricorrere a nessun tipo di sentimentalismo. Ero semplicemente emozionata dalla storia”.

Trovare due giovani attrici adatte a interpretare le figlie di Joe è stato un po’ più complicato, spiega Winterbottom: “Inizialmente volevamo girare Genova prima di A Mighty Heart, e un paio di anni fa ho visionato un provino di Perla che interpreta la scena iniziale nell’automobile. L’ho trovata molto interessante, ma mi sembrava ancora un po’ troppo giovane. Poi, quando l’ho finalmente incontrata un anno e mezzo dopo, aveva l’età giusta. E’ molto naturale e intelligente. Anche se è già stata in diversi film, non da l’idea di una baby diva; mi è sembrata molto normale e credibile. Avevamo incontrato anche Willa l’anno prima. Era la nostra prima scelta e lo è rimasta. Volevamo una ragazza di quell’età, che sembrasse per alcuni versi cresciuta in fretta ma per altri ancora infantile. Quando l’abbiamo vista per la prima volta aveva 14 anni, ma sembrava molto più matura. Volevo che le due sorelle avessero un’età abbastanza simile ma che quella più grande sentisse già il desiderio di uscire da sola ed essere indipendente così che Mary rimanesse spesso da sola, quasi fosse figlia unica. Il padre vorrebbe occuparsi ancora di Kelly ma sa che è abbastanza grande da esigere spazi di libertà. Così emerge il conflitto tra il bisogno di imporle delle regole e lasciarle i suoi spazi”.

Abbiamo iniziato a cercare le due ragazze prima di tutti gli altri interpreti perché sapevamo che non sarebbe stato facile. Michael voleva che fossero americane poiché sarebbe stato più facile trovare attrici adatte alla parte negli Stati Uniti, dal momento che l’industria cinematografica è molto più estesa. Abbiamo incontrato molte ragazze, ma la scelta è caduta sue due giovani attrici che avevano già una buona esperienza per la loro età. Willa aveva recitato in ‘The O.C.’ e Perla era già apparsa in film come Kill Bill 2 e Spiderman 3; non male per una bambina di 10 anni!”, aggiunge Eaton.

A Willa Holland è piaciuta molto la storia: “E’ difficile trovare buone storie che parlino di rapporti fra padri e figlie; ci sono alcuni film della Disney, ma non sono toccanti quanto questo. E’ una sceneggiatura molto diversa dalle altre che ho letto; è commovente e colpisce al cuore”.

Michael Winterbottom ha iniziato a girare documentari alla fine degli anni 80, per poi passare alla fiction alcuni anni dopo. Con il film Welcome to Sarajevo del 1997 ha cominciato ad affrontare storie drammatiche con un marcato stile documentaristico. Per rendere più pronunciato il senso di realtà utilizzava troupe ridotte, il meno invadenti possibile, e incoraggiava gli attori ad improvvisare. Sia per il docu-dramma politico The Road to Guantanamo che il provocatorio 24 Hour Party People ha utilizzato questo tipo di approccio.

Le riprese di Genova si sono svolte nel tipico stile di Winterbottom: il direttore della fotografia Marcel Zyskind, che ha collaborato col regista in molti film, ha girato con la camera a mano. Non sono state effettuate prove; tutto è stato ripreso in modo molto diretto. Spesso le inquadrature seguono la scena per tutta la sua durata e le scene sono girate in successione. Winterbottom non avvertiva dell’inizio dell’azione e tendeva a non indicare la posizione esatta in cui la macchina da presa si sarebbe trovata. Era tutto deciso sul momento, con Winterbottom che in alcune occasioni afferrava fisicamente Zyskind per dirigerlo nella direzione voluta. La luce naturale è stata usata ogniqualvolta fosse stato possibile, per permettere agli attori e alla macchina da presa di muoversi liberamente. Winterbottom crea un ambiente che somiglia il meno possibile ad un set. “Lavorare con una piccola troupe è più rilassante e piacevole. Il metodo di lavoro che abbiamo adottato in questo film, e quello che prediligo in generale, è basato sulla camera a mano e su un uso minimo delle luci che permetta agli attori di improvvisare sulla sceneggiatura anche se, in questo caso, non abbiamo fatto ricorso a quel tipo di improvvisazione. In generale, questo approccio consente agli attori di avere con la macchina da presa un rapporto più libero. Dal momento che il nostro scopo era catturare l’atmosfera di Genova, abbiamo usato le location che erano lì a nostra disposizione. Lavorare con un numero ridotto di persone libera dagli aspetti più sfibranti del girare un film e mette tutti a proprio agio“, spiega il regista.

Girare in città è stato piuttosto semplice: “Genova non ha una vera e propria industria cinematografica, ma tutti quelli che hanno collaborato sono stati molto disponibili ed entusiasti. Questo ha semplificato molto le cose”, spiega Winterbottom. “Ci siamo divertiti molto; è stato quasi come essere in vacanza”.

Il modo di lavorare di Winterbottom si è rivelato molto diverso da quello a cui era abituato Colin Firth: “la ridotta dimensione della troupe ha creato un’atmosfera di intimità. Nelle grandi produzioni l’ambiente di lavoro può essere molto impersonale e meccanico: pieno di macchinari e gente che li manovra, centinaia di persone impegnate in diverse mansioni, un’incredibile quantità di attori e comparse. A volte sono necessarie ore per girare un solo piccolo frammento di storia. Il ritmo è scandito da questo ingombrante meccanismo e inevitabilmente non si gira in successione, perciò la concentrazione che si richiede per questo tipo di lavoro è difficile da gestire, perché bisogna arginare i ritardi, e questo spesso è snervante. Un film come questo, con attrezzature leggere, niente luci, pochi ambienti e una piccola troupe, è tutta un’altra cosa. Vuol dire avere la possibilità di lasciarsi andare allo slancio del momento, essere parte del processo produttivo e vederlo procedere e prendere forma. Lavorare con dei ragazzi, inoltre, è un grande vantaggio perché è più facile raggiungere la sospensione dell’incredulità. Michael non dice ‘azione’ o ‘stop’, le cose prendono il via semplicemente. La mia interazione con le ragazze sembra molto naturale; è scaturita spontaneamente dal rapporto instauratosi tra di noi. Ti trovi a lavorare con persone che non conoscevi fino a pochi giorni prima, ma con le quali devi fingere di avere tutta una storia affettiva alle spalle. Questo metodo di lavoro è stato assolutamente adatto allo scopo e non ho mai trovato particolari difficoltà”. Per rompere il ghiaccio prima delle riprese, Winterbottom ha mandato Firth in giro per negozi con Willa e Perla. Firth spiega com’è andata: “Michael ha fatto le presentazioni e poi ci ha subito spedito a fare la spesa per il pranzo. É stato come uno di quegli esercizi di aggregazione dei quali sei consapevole e quindi tendi ad opporre una certa resistenza, ma ha funzionato.” Dopo due ore di shopping ci conoscevamo molto meglio di quanto sarebbe stato possibile in due ore di prove o di cordiale conversazione. Michael cerca di rendere le cose molto immediate e, avendo poco tempo a disposizione, ha cercato di creare velocemente una situazione naturale in cui si può semplicemente cominciare a girare. Siamo anche andati a comprare un po’ di suppellettili per l’appartamento e abbiamo avuto una discussione su cosa acquistare con il nostro budget limitato: Willa voleva dei vestiti per il suo personaggio mentre io volevo prendere cose per la cucina; si è creata una dinamica assolutamente reale”.

Per Catherine Keener, il modo di lavorare di Winterbottom era abbastanza familiare: “Quando ho ricevuto la lista dei componenti della troupe, ho voltato la pagina per vedere se ci fossero altri nomi, ma era tutto lì, circa dieci persone. Ho lavorato con Spike Jonze che adotta un metodo simile: non puoi mai sapere bene cosa stai facendo. Mi ha dimostrato che non c’è bisogno di molti preparativi per fare un film, ciò che importa sono la storia, il regista, alcuni attori, qualcuno che manovri la macchina da presa e registri il suono. Non serve molto altro. Serve invece molto lavoro, preparazione, sensibilità e un pizzico di fortuna. Michael approfitta sempre dei colpi di fortuna ed è allora che accadono cose meravigliose nei suoi film”.

Anche Hope Davis si è sentita a suo agio con il metodo di lavoro di Winterbottom. “Non ha niente a che fare con tutto quello che di solito un film implica, come ad esempio le ore e ore passate in attesa che tutti i macchinari siano a posto. Mi pare che Michael riesca a catturare qualcosa che sembra molto reale e che sia poco interessato agli elementi più artificiosi della regia. Per gli attori è una cosa molto positiva, poiché gli aspetti più artificiali del cinema sono generalmente i meno interessanti per noi”.

Per Willa Holland il modo di lavorare di Winterbottom ha invece dei vantaggi molto pratici. “E’ una benedizione. É molto bello girare con una piccola troupe, riesci a ricordare i nomi di tutti e costruire rapporti con le persone con cui lavori e che diventano come una famiglia”.

LOCATION ITALIANE

GENOVA

Centro Storico:

Appartamento famiglia – Via Canneto il Lungo

Appartamento amici – Salita Santa Brigida

Università di Genova – Via Balbi

Palazzo Rosso – Via Garibaldi – Festa del Governatore

Esterni – Piazza Cavour, Piazza Matteotti, Piazza De Ferrari, Via Garibaldi, Piazza San Donato

Chiesa SS. Annunziata – Piazza dell’Annunziata

Chiesa SS Cosma e Damiano – Piazza San Cosimo

Genova Quinto:

Serata calcetto – Bar “A due passi dal mare”

Spiaggia dello scalo di Quinto

Genova Sestri Ponente:

Aeroporto di Genova

SORI

Sillo Bar – Margherita e Joe sulla spiaggia – Scena del bacio

CAMOGLI/SAN FRUTTUOSO DI CAMOGLI/PARCO DI PORTOFINO:

Porticciolo Camogli – Stazione ferry boat

San Fruttuoso di Camogli – In spiaggia Joe, Mary, Kelly

Parco di Portofino – Fuga di Mary

Stazione FF.SS. di Camogli – Joe ritrova Mary

MONEGLIA

Bagni LETIZIA – Pomeriggio in spiaggia

SESTRI LEVANTE

Esterni scene motorino

PARTNER

Sostengono la campagna di lancio del film, l’Assessorato al Turismo della Regione Liguria, Genova Liguria Film Commission e l’Agenzia regionale di promozione turistica “in Liguria”. «Abbiamo appoggiato il lancio del film in Italia e all’estero – afferma Margherita Bozzano, assessore regionale al turismo – orgogliosi del fatto che Genova e la Liguria abbiano ottenuto una così prestigiosa vetrina internazionale e convinti della straordinaria efficacia di un film di qualità come “Genova” quale strumento di promozione turistica». Piace, affascina ed entusiasma l’immagine di Genova che trapela dalle scene del film, città misteriosa di “carruggi” e di vite multi culturali, e la solarità della Riviera di Levante – scenari perfetti del film di Winterbottom.

CAST

COLIN FIRTH – Joe

Dopo un inizio di carriera in ambito teatrale, Firth debutta sul grande schermo nel 1984 con l’adattamento cinematografico di Another Country, accanto a Rupert Everett. Nel 1986 recita accanto a Laurence Olivier nella produzione televisiva Lost Empires, mentre nel 1987 appare con Kenneth Branagh nella versione cinematografica del romanzo A Month in the Country. Nel 1989 è invece protagonista del film Valmont. Dopo questi primi ruoli, nel 1995 ottiene una parte nella produzione della BBC Orgoglio e Pregiudizio tratta dal celebre romanzo di Jane Austen, che gli procura una certa notorietà col ruolo del rubacuori Fitz William Darcy.

Nel 1996 Firth recita accanto a Kristin Scott Thomas e Ralph Fiennes ne Il paziente inglese vincitore di numerosi premi Oscar. Da quel momento Firth recita in molti film di successo come il pluripremiato Shakespeare in Love (1998) di John Madden, nel quale è Lord Wessex, il malvagio consorte di Viola interpretata da Gwyneth Paltrow. Nel 2001 è la volta del film tratto dal best seller di Helen Fielding Il diario di Bridget Jones dove recita nel ruolo di Mark Darcy, uno degli spasimanti di Bridget Jones, accanto a Renee Zellweger e Hugh Grant. Nel 2003, Firth appare nella commedia Love Actually – L’amore davvero. Il film, che riscuote un enorme successo in Gran Bretagna, si avvale di un cast d’eccezione che comprende Hugh Grant, Emma Thompson, Liam Neeson, Laura Linney e Keira Knightley. Nel 2004 Firth interpreta il pittore Johannes Vermeer nell’acclamato film La ragazza dall’orecchino di perla con Scarlett Johansson. Per questo ruolo, Firth ottiene una nomination agli European Film Award. Nello stesso anno torna a vestire i panni di Marc Darcy in Che pasticcio, Bridget Jones!, secondo film dedicato alla strampalata giornalista interpretata da Renee Zellweger. Nel 2005 appare nel controverso film di Atom Egoyan False verità, accanto a Kevin Bacon. Del 2007 sono invece il film storico L’ultima legione e il drammatico When Did You Last See Your Father?. Nel 2008 Firth è protagonista insieme a Meryl Streep, Pierce Brosnan e Stellan Skarsgard di Mamma Mia!, adattamento cinematografico del musical degli ABBA e di Un matrimonio all’inglese, acclamato dal pubblico alla Festa del Cinema di Roma.

Recentemente è stato impegnato nelle riprese di A Christmas Carol di Robert Zemeckis e Gambit dei fratelli Coen.

Firth è un attivo sostenitore di Oxfam International, un’organizzazione che combatte povertà e ingiustizia in tutto il mondo. È anche condirettore di Oxfam’s Café Progreso, una catena di caffetterie che propone prodotti equosolidali provenienti dalle cooperative di produttori di caffè di Etiopia, Honduras e Indonesia.

Nel 2009 riceve la Coppa Volpi come Migliore Attore per l’interpretazione nel film “A single man” di Tom Ford, in concorso alla 66° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

FILMOGRAFIA

2009 – A single man

2009 – A Christmas Carol

2009 – Dorian Gray

2008 – Genova

2008 – Un matrimonio all’inglese

2008 – The Meat Trade

2008 – Matrimoni e catastrofi

2008 – Mamma Mia!

2007 – And When Did You Last See Your Father?

2007 – L’ultima legione

2007 – Quando tutto cambia

2007 – St. Trinian’s

2005 – Nanny McPhee – Tata Matilda

2005 – False verità

2004 – Che pasticcio, Bridget Jones!

2003 – Una ragazza e il suo sogno

2003 – Love Actually – L’amore davvero

2003 – La ragazza con l’orecchino di perla

2003 – Hope Springs

2002 – L’importanza di chiamarsi Ernest

2001 – Il diario di Bridget Jones

2001 – Fourplay

2000 – La fidanzata ideale

1998 – Shakespeare in Love

1997 – Febbre a 90°

1997 – Segreti

1996 – Il paziente inglese

1996 – Nostromo

1995 – Amiche

1990 – Le ali del successo

1989 – Valmont

1988 – Apartment Zero

1987 – Un mese in campagna

1984 – Another Country – La scelta

CATHERINE KEENER – Barbara

Catherine Keener è un’attrice-simbolo del cinema indipendente statunitense. Una grande professionista che grazie alla sua innata capacità di trasmettere forza pur rimanendo una presenza sobria, ha interpretato nella sua carriera ruoli molto diversi, con una bravura che le ha fatto sfiorare per due volte l’Oscar.

Esordisce sul grande schermo nel 1986 con i film The Education of Allison (inedito in Italia), Tate di Paul Leder e Ore contate di Dennis Hopper. Nel 1991 interpreta una piccola parte in Nei panni di una bionda di Blake Edwards. Ma è il regista indipendente italo-americano Tom DiCillo a renderla una piccola star: la Keener interpreta per lui pellicole come Jonnhy Suede accanto a Brad Pitt, Si gira a Manhattan, Box of Moon Light e Una bionda naturale. Diviene una delle attrici più ricercate del cinema off-Hollywood. Lavora per Nicole Holofcener in Parlando e sparlando, per Neil LaBute in Amici & vicini e infine per Steven Soderbergh, prima in Out of Sight e poi in Full Frontal. Dopo 8MM – Delitto a luci rosse di Joel Schumacher, arriva la consacrazione con Essere John Malkovich (2000) di Spike Jonze, in cui interpreta la seduttrice Maxine. Per questo ruolo la Keener viene candidata all’Oscar e al Golden Globe come Miglior Attrice Non Protagonista. Dopo una parentesi teatrale torna al cinema nel 2005 col thriller politico The Interpreter di Sydney Pollack, con Nicole Kidman e Sean Penn. Ma è solo quando Bennett Miller la sceglie per interpretare il ruolo della scrittrice Harper Lee in Capote – A sangue freddo che Catherine Keener sfiora per la seconda volta l’Oscar, sempre nella categoria Miglior Attrice Non Protagonista. Sempre del 2005 sono la divertente commedia 40 anni vergine e La storia di Jack e Rose, con Daniel Day Lewis. Nel 2006 viene diretta nuovamente da Nicole Holofcener nel film Friends With Money, accanto a Jennifer Aniston, Frances McDormand e Joan Cusack, mentre l’anno successivo recita nell’acclamato film di Sean Penn Into The Wild. Catherine Keener ha recentemente lavorato con Charlie Kaufman nel film Synecdoche, New York e ha da poco terminato le riprese del film Nel paese delle creature selvagge, scritto e diretto da Spike Jonze.

FILMOGRAFIA

2009 – Nel paese delle creature selvagge

2009 – Nailed

2009 – The Soloist

2008 – Genova

2008 – Synecdoche, New York

2008 – Hamlet 2

2008 – Disastro a Hollywood

2007 – Into the Wild – Nelle terre selvagge

2006 – Friends With Money

2005 – The Interpreter

2005 – The Ballad of Jack and Rose

2005 – 40 anni vergine

2005 – Truman Capote: a sangue freddo

2002 – Eliminate Smoochy

2002 – Full Frontal

2002 – S1mOne

1999 – Inganni pericolosi

1999 – Essere John Malkovich

1998 – Bionda naturale

1998 – Amici & vicini

1996 – Parlando e sparlando

1995 – Si gira a Manhattan

1991 – Johnny Suede

1991 – Nei panni di una bionda

 

HOPE DAVIS – Marianne

Hope Davis proviene da un background artistico alquanto invidiabile. Teenager ambiziosa, inizia prestissimo a studiare danza e recitazione. Muove i primi passi in ambito teatrale. Lavora con John Cusack nella produzione teatrale “Alagazam… After the Dog Wars” e recita, guidata da Joel Schumacher, sui palcoscenici di Chicago nel satirico “Speed-the-Plow”. Sempre a Chicago, calca le scene del prestigioso Goodman Theatre con i maggiori drammi shakespeariani. Nel 1990, fa il suo ingresso ad Hollywood nelle vesti della sfortunata fidanzata di William Baldwin in Linea Mortale ma anche in quelle della signorina francese addetta alle informazioni del terminal in Mamma, ho perso l’aereo. Nove anni più tardi la Davis recita accanto a Jeff Bridges e Tim Robbins nel thriller politico Arlington Road – l’Inganno. Nel 2001 è con Anthony Hopkins in Cuori in Atlantide, mentre nel 2002 è diretta da Alexander Payne in A proposito di Schmidt, in cui interpreta la figlia di Jack Nicholson. Cominciano ad arrivare i riconoscimenti. Nel 2003 si guadagna una nomination ai Golden Globe grazie al ruolo dell’arguta moglie di Paul Giamatti nel biografico American Splendor, vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival e del premio Un Certain Regard a Cannes. Nel 2005 Hope Davis figura in numerosi titoli: recita accanto a Gwyneth Paltrow nel dramma Proof – La prova di John Madden, affianca Richard Gere ne L’Imbroglio – The Hoax, di Lasse Hallström e Nicolas Cage in The Weatherman di Gore Verbinski. Nel 2006 è la volta del film di Douglas McGrath Infamous – Una pessima reputazione, basato sulla storia di Truman Capote. Nel 2007 l’attrice si trova impegnata in tre ruoli differenti nell’originale pellicola The Nines con Robert Downey Jr.

I titoli più recenti di Hope Davis sono la commedia Synecdoche, New York (2008) di Charlie Kaufman, con Philip Seymour Hoffman, Michelle Williams e Catherine Keener e il drammatico The Lodger accanto ad Alfred Molina.

 

FILMOGRAFIA

2009 – The Lodger

2008 – Genova

2008 – Synecdoche, New York

2007 – Charlie Bartlett

2007 – The Nines

2006 – Infamous – Una pessima reputazione

2006 – L’imbroglio – The Hoax

2006 – Six Degrees

2005 – Duma

2005 – Proof – La prova

2005 – The Weather Man – L’uomo delle previsioni

2005 – The Matador

2003 – American Splendor

2002 – A proposito di Schmidt

2001 – Cuori in Atlantide

1999 – Arlington Road – L’inganno

1999 – Mumford

1998 – Prossima fermata Wonderland

1996 – L’amante in città

1996 – Guy

1990 – Linea mortale

1990 – Mamma, ho perso l’aereo

WILLA HOLLAND – Kelly

Willa è molto conosciuta per aver interpretato Katlin Cooper (sorella di Mischa Barton) in “The OC”, la popolare serie TV americana. La giovane attrice è recentemente apparsa nel film di John Stockwell The Middle of Nowhere con Susan Sarandon, Anton Yelchin e Justin Chatwin. Willa ha inoltre posato come modella per le campagne Gap, Ralph Lauren, Guess e Abercrombie & Fitch. Di recente è apparsa in un episodio della nuova serie del creatore di “The O.C.”: “Gossip Girl”. E’ stata avviata alla carriera di attrice dal patrigno Brian De Palma.

PERLA HANEY-JARDINE – Mary

Perla ha debuttato nel cinema con il film di Quentin Tarantino Kill Bill: Vol. 2. Ha recitato inoltre, nel 2005, nel film di Walter Salles Dark Water con Jennifer Connelly. Nel 2007 è apparsa in Spiderman 3 di Sam Raimi.

EDIZIONE ITALIANA

a cura di STUDIO ASCI

Dialoghi italiani e Direzione del doppiaggio MONICA PARIANTE

Assistente al doppiaggio MELISSA D’ANGELO

Fonico di doppiaggio ROBERTO CAPPO

Mixage SERGIO DELL’OLIO

 

LE VOCI ITALIANE

Joe – MASSIMILIANO LOTTI

Mary – CECILIA FANFANI

Kelly – VALENTINA FAVAZZA

Barbara – MONICA PARIANTE

Marianna – DONATELLA FANFANI

 

 

Un ringraziamento particolare ai Fine Before You Came per aver gentilmente concesso

l’utilizzo del brano “Lista” in alcune versioni del trailer del film.

www.myspace.com/finebeforeyoucamerock

www.finebeforeyoucame.com

CAST TECNICO

MICHAEL WINTERBOTTOM – Regista e Sceneggiatore (con Laurence Coriat)

In soli dodici anni di carriera Michael Winterbottom ha dimostrato di essere uno dei più impegnati e risoluti filmmaker contemporanei. Il regista ha realizzato i suoi film viaggiando in tutto il mondo e producendo 14 opere incredibilmente differenti.

Winterbottom ha iniziato la sua carriera come regista televisivo, lavorando in produzioni quali la mini serie della BBC “Family” scritta dal romanziere Roddy Doyle. Nel 1994 ha diretto il suo primo film, l’insolito poliziesco Butterfly Kiss e in seguito Go Now per la BBC.

Nel 1995 realizza Jude, con Christopher Eccleston e Kate Winslet, tratto dal suo romanzo preferito di Thomas Hardy “Jude l’Oscuro”. Il film è stato presentato al Festival di Cannes e ha vinto il premio Michael Powell come Miglior Film al Festival del Cinema di Edimburgo. Nel 1996, Winterbottom ha concorso a Cannes con Welcome to Sarajevo, un dramma ambientato nella capitale bosniaca durante l’assedio e basato sulla vera storia del giornalista inglese Michael Henderson. Rachel Weisz e Alessandro Nivola hanno interpretato il successivo I Want You, in concorso al Festival del Cinema di Berlino nel 1998. Ha poi diretto la commedia sexy With or Without You nel 1999. Il suo film successivo, il dramma realista Wonderland, ha segnato una svolta nello stile e nella tecnica del regista. In concorso al Festival del Cinema di Cannes e a quello di Edimburgo, Wonderland ha vinto il premio come Miglior Film ai British Independent Film Awards e ha ottenuto una nomination come Miglior Film ai BAFTA del 2002.

Il film del 2000 Le bianche tracce della vita è anch’esso tratto da un romanzo di Hardy, “Il sindaco di Casterbridge”, ma trasposto in California durante la corsa all’oro. In concorso ai Festival di Berlino e Parigi, ha fra i suoi interpreti Mila Jovovich, Peter Mullan, Wes Bentley, Natassja Kinski e Sarah Polley. Per il film fantascientifico Codice 46, interpretato da Tim Robbins e Jessica Morton, ha girato a Shangai, Dubai, in Rajastan e India. Codice 46 è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia. L’anno successivo ha girato 9 Songs. ll film racconta le fasi di una relazione di una coppia attraverso i loro rapporti sessuali e i concerti rock ai quali assistono.

Nel 2002 Winterbottom ha realizzato Cose di questo mondo, ovvero la storia di due afgani che mettono il loro destino nelle mani di trafficanti di uomini, per alimentare il dibattito sulla questione dei rifugiati. Girato tra Pakistan e Afganistan, il film ha vinto l’Orso d’Oro, Il Premio della Giuria e il Premio per la Pace alla Berlinale del 2003. Sempre grazie a questo film, Winterbottom ha ottenuto un premio BAFTA per il Miglior film non in lingua inglese e ha ricevuto un riconoscimento per i traguardi raggiunti in ambito cinematografico dall’Ordine dei registi britannici.

Del 2002 è 24 Hour Party People, un ironico e appassionato omaggio alla scena musicale di Manchester negli anni 80, con Steve Coogan nei panni del fondatore della Factory Records, Tony Wilson. Il film è stato in concorso a Cannes nel 2002 e ha vinto il premio Best Achievement in Production ai British Independent Film Awards.

Nel 2006 il pubblico ha potuto apprezzare due titoli molto diversi fra loro: The Road to Guantanamo e Tristram Shandy: A Cock and Bull Story.

Il coraggioso docu-dramma The Road to Guantanamo racconta la storia dei “Tipton Three”, tre giovani rinchiusi per due anni senza condanna nel tristemente noto carcere cubano. Nel film si alternano le interviste ai veri protagonisti e le ricostruzioni del loro viaggio infernale, che inizia quando uno di loro va in Pakistan e finisce quando sono finalmente rilasciati dopo due anni, ancora senza condanna, dalla prigione di Guantanamo. Il film ha ottenuto l’Orso d’Argento per la miglior regia al Festival del Cinema di Berlino, ed è stato candidato come miglior documentario agli Independent Spirit Awards.

In A Cock and Bull Story, tratto dall’autobiografia immaginaria di Laurence Sterne “The Life and Opinions of Tristram Shandy”, Winterbottom mostra il suo lato più ironico. Il protagonista del film è ancora una volta Steve Coogan, uno degli attori con i quali collabora maggiormente Winterbottom. Presentato al Toronto Film Festival, il film è stato poi candidato al premio BAFTA come Miglior Film Britannico e in cinque categorie ai British Independent Film Awards.

Uno dei suoi ultimi film è A Mighty Heart – Un cuore grande, tratto dal libro scritto da Mariane Pearl sul rapimento e l’uccisione del marito Daniel Pearl, giornalista del Wall Street Journal. Il film è interpretato da Angelina Jolie.

Winterbottom è nato a Blackburn, Inghilterra nel 1961. Dopo la collaborazione per il film “Family”, ha fondato con Andrew Eaton una casa di produzione, la Revolution Film nel 1994.

FILMOGRAFIA

2009 – The Shock Doctrine

2008 – Genova

2007 – A Mighty Heart – Un cuore grande

2006 – The Road to Guantanamo

2005 – A Cock and Bull Story

2004 – 9 Songs

2003 – Codice 46

2002 – Cose di questo mondo

2002 – 24 Hour Party People

2000 – Le bianche tracce della vita

1999 – With or Without You

1998 – I Want You

1997 – Welcome to Sarajevo

1996 – Jude

1995 – Butterfly Kiss – Il bacio della farfalla

ANDREW EATON – Produttore

Andrew Eaton è stato eletto produttore dell’anno ai British Independent Film Awards nel 2000 e ha ricevuto nel 2005 una candidatura al premio come Miglior Produttore Britannico dalla London Film Critics Association. Nel 1994 ha fondato insieme a Michael Winterbottom la Revolution Films, dopo la loro collaborazione per la premiata produzione BBC “Family”. Da quel momento, i due hanno prodotto una lunga serie di film insieme, a cominciare dall’acclamato Go Now. Il film successivo è stato Jude, con Kate Winslet, Christopher Eccleston e Rachel Griffiths, vincitore del Premio Michael Powell Award al Festival del Cinema di Edimburgo. In seguito, Eaton ha prodotto The James Gang diretto da Mike Barker e Resurrection di Marc Evans. Ha collaborato nuovamente con Winterbottom per I Want You ispirato a una canzone di Elvis Costello, con Rachel Weisz e Alessandro Nivola. Il film si è aggiudicato il Premio Speciale per la Fotografia al Festival del Cinema di Berlino nel 1998. Eaton e Winterbottom hanno poi girato With Or Without You e Wonderland in stretta collaborazione. Wonderland è stato in concorso a Cannes ed Edimburgo, ed è stato giudicato Miglior Film ai British Independent Film Awards, ricevendo anche una nomination come Miglior Film Britannico ai BAFTA nel 2000. Le bianche tracce della vita, con Wes Bentley, Milla Jovovich, Nastassja Kinski, Peter Mullan e Sarah Polley, è stato selezionato ai festival di Berlino e Parigi nel 2001. L’originale 24 Hour Party People, con Steve Coogan nei panni del fondatore della Factory Records, Tony Wilson, è stato in concorso a Cannes nel 2002. Il film racconta la nascita delle influenti band di Manchester negli anni ’80, come Joy Division, Happy Mondays e New Order. Fra i riconoscimenti ricevuti dal film figura il premio Best Achievement in Production ottenuto ai British Independent Film Awards. Con il controverso road movie Cose di questo mondo, Eaton e Winterbottom cambiano decisamente tono raccontando la struggente storia di due rifugiati afgani. Girato in digitale in lingua Urdu, il film ha vinto l’Orso d’Oro, il Premio della Giuria e il Premio per la Pace alla Berlinale del 2003 e il Premio BAFTA come Miglior Film Non in Lingua Inglese. Ha inoltre ricevuto le nomination come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Fotografia agli European Film Awards. Il film successivo del duo è stato Codice 46, una storia d’amore ambientata nel futuro scritta da Frank Cottrell-Boyce. Il film, interpretato da Tim Robbins e Samantha Morton, è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia.

La collaborazione successiva ha portato alla realizzazione del controverso 9 Songs, con Kieran O’Brien e Margo Stilley nei panni di una giovane coppia la cui storia viene raccontata attraverso i rapporti sessuali e i concerti a cui assistono. Eaton e Winterbottom tornano a ispirarsi alla letteratura con il film del 2006 Tristram Shandy: A Cock & Bull Story. Tratto da un romanzo di Laurence Sterne, ha fra i suoi interpreti Steve Coogan, Rob Brydon, Gillian Anderson, Kelly MacDonald, Jeremy Northam e altri comici di talento in ruoli minori. Dopo il debutto al Festival di Toronto, il film ha ricevuto una nomination BAFTA e cinque candidature ai British Independent Film Awards, incluse quella per Miglior Film Britannico e Miglior Regia. Dello stesso anno è l’acclamato docu-drama The Road To Guantanamo, presentato al Festival del Cinema di Berlino dove ha vinto l’Orso d’Argento per la regia. Il film racconta la storia di due cittadini britannici catturati in Afganistan e detenuti a Guantanamo per due anni. Il 2007 vede invece l’uscita di A Mighty Heart – Un cuore grande con Angelina Jolie.

Eaton ha ricoperto il ruolo di produttore esecutivo in molti film, inclusi: Heartlands di Damien O’Donnell, Bright Young Things di Stephen Fry, Top Spot di Tracey Emin e Snow Cake di Marc Evans.

Eaton ha iniziato la sua carriera nella pubblicità prima di entrare alla BBC come ricercatore. Ha diretto e prodotto documentari per i programmi d’arte Omnibus e Arena dell’emittente BBC. Ha studiato Lettere e Legge a Cambridge.

MARCEL ZYSKIND – Direttore della fotografia

Nato in Danimarca nel 1979, Marcel Zyskind viene considerato, soprattutto in Gran Bretagna, come uno dei talenti emergenti nel ruolo di direttore della fotografia. Dagli inizi della sua carriera ha lavorato con Winterbottom. Il suo primo lavoro è stato Cose di questo mondo seguito dal controverso 9 Songs, con il quale ha ottenuto il Premio per la Miglior Fotografia al San Sebastian Film Festival del 2004. E’ stato inoltre candidato, con Alwin Kuchler, all’European Film Academy per il film Codice 46.

Zyskind ha lavorato anche nel film Tristram Shandy: A Cock & Bull Story, sempre di Winterbottom (mai distribuito in Italia), presentato in anteprima mondiale al Toronto Film Festival, e nei seguenti The Road to Guantanamo e A Mighty Heart – Un cuore grande.

Zyskind è stato direttore della fotografia in Bullet Boy di Saul Dibb e in Mister Lonely di Harmony Korine.

Come operatore di macchina da presa e di steadycam ha collaborato con Lars von Trier in Dancer in the Dark e Millenium Project, con Danny Boyle in 28 giorni dopo, e con Michael Winterbottom in 24 Hour Party People.

Vive attualmente a Copenhagen.

MELISSA PARMENTER – Autrice delle musiche / Line Producer

Nel 2004 Melissa Parmenter ha prodotto il suo primo film, Top Spot, diretto dalla celebre artista inglese Tracey Emin. Il film, finanziato dalla BBC, è stato presentato al Festival del Cinema di Berlino. Nel 2005 Melissa è stata produttrice associata del film di Michael Winterbottom 9 Songs e, in seguito, ha coprodotto The Road To Guantanamo con Andrew Eaton. Il film ha vinto l’Orso d’Argento alla Berlinale del 2007 e ha ricevuto due nomination agli European Film Awards. Melissa ha composto ed eseguito brani di pianoforte in colonne sonore di diversi film come Top Spot, 9 Songs, A Mighty Heart – Un cuore grande. Genova è la prima colonna sonora interamente curata da lei.

MARK DIGBY – Scenografo

Mark Digby è di origine indiana ma fin da piccolo ha vissuto a Londra con la famiglia. Grazie al lavoro sui set di A Mighty Heart e Codice 46, entrambi diretti da Michael Winterbottom, ha potuto fare ritorno per lunghi periodi nella sua terra d’origine. Prima di dedicarsi al cinema, Digby ha studiato ingegneria, ma vista la sua scarsa abilità con calcolatrici, conti e computer, ha deciso di cambiare strada. Ha iniziato a lavorare per alcune serie televisive prima di dedicarsi definitivamente al cinema. Come scenografo ha lavorato con Danny Boyle nei film 28 giorni dopo e Millions, e con il regista Roger Michel nel film The Mother, con Daniel Craig. Mark Digby è stato direttore artistico in tre film di Winterbottom: 24 Hour Party People, Cose di questo mondo, e Codice 46. Mentre ha ricoperto il ruolo di scenografo in The Road to Guantanamo e Genova.

PAUL MONAGHAN – Montatore

Paul Monaghan è stato aiuto regista e assistente di produzione nei film 24 Hour Party People e Cose di questo mondo. Ha lavorato inoltre come assistente di montaggio nel film I fratelli Grimm di Terry Gilliam nel 2003 e successivamente nei film Ghosts di Nick Broomfield e Closing The Ring di Richard Attenborough. Più recentemente ha lavorato in A Mighty Heart e Genova di Winterbottom.

CELIA YAU – Costumista

Nata a Lincolnshire, Celia ha studiato Theatre Design alla University of Central England di Birmingham. Durante il periodo di studi ha ottenuto il premio Sir Vincent Barry Jackson per la sezione Cinema Design.

Agli inizi della sua carriera ha lavorato come assistente costumista nella produzione di vari film, e successivamente ha collaborato alla realizzazione di 4 spot e 2 cortometraggi per la BBC.

Genova è il suo primo lungometraggio come costumista.

NOTE DI DOPPIAGGIO

Lavorare a “Genova” è stata per me un’esperienza professionalmente molto interessante, avendo a che fare con un problema di multilinguismo che ho risolto in scrittura con la collaborazione di Mattia Della Puppa e in piena armonia con l’idea di Michael Winterbottom di trasmettere una difficoltà di comunicazione e integrazione dei personaggi a vari livelli, che celava un disagio ben più profondo. Dal punto di vista umano il film mi ha particolarmente toccata essendo una storia asciutta e molto realistica, ma ricca di sentimenti ed emozioni. La recitazione minimalista del cast di straordinaria bravura e naturalezza mi ha portata a scegliere attori-doppiatori di forte spessore e sensibilità, tra i quali voglio citare i bravissimi Massimiliano Lotti (Colin Firth) e Valentina Favazza (Willa Holland) e la dodicenne Cecilia Fanfani, straordinaria nel prestare la voce a Perla Haney Jardine in un ruolo estremamente difficile e delicato. Monica Pariante

IL DISTRIBUTORE

Officine UBU è l’evoluzione di UBU Film, casa di produzione fondata nel 2001 a Milano da Franco Zuliani. Da sempre attenta alla promozione di nuovi talenti ed alla realizzazione di opere innovative e di qualità ha realizzato tra il 2002 e il 2003 i lungometraggi: La spettatrice, opera prima del regista Paolo Franchi, con Barbora Bobulova, Andrea Renzi e Brigitte Catillon; Fame chimica, opera prima dei registi Paolo Vari e Antonio Bocola, con Valeria Solarino e Marco Foschi.

Per la produzione di questi film Franco Zuliani ha ricevuto nel 2004 il Premio F.I.C.E. (Federazione Italiana Cinema d’Essai) come miglior produttore di film di qualità.

Tra le ultime produzioni: La bottega italiana di Terry Gilliam, un documentario su Terry Gilliam ed i suoi collaboratori Italiani; Via San Dionigi 93, storia di un campo rom, un documentario di Tonino Curagi e Anna Gorio, prodotto in collaborazione con la Provincia di Milano.

Nel 2006 Officine UBU ha esordito nella Distribuzione in Sala e in Home Video, mantenendo sempre lo stesso filo conduttore: la continua ricerca dell’originalità, della qualità e dell’innovazione.

Tra i film distribuiti:

2006 Terkel in trouble film d’animazione di Stefan Fjeldmar, Kresten Vestbjerg Andersen, Thorbjørn Christoffersen adattato e doppiato dagli Elio e le storie tese, Lella Costa, Claudio Bisio.

2006 RIZE – Alzati e balla, regia di David LaChapelle.

2007 Finché nozze non ci separino, regia di Julie Lipinski, con Hélène De Fougerolles,

Jonathan Zaccaï e Marisa Berenson.

2007 Tideland – Il mondo capovolto, regia di Terry Gilliam, con Jeff Bridges, Jodelle Ferland.

2008 Mars – Dove nascono i sogni, regia di Anna Melikian.

2008 Solo un bacio per favore, regia di Emmanuel Mouret con Virginie Ledoyen, Stefano Accorsi

e Emmanuel Mouret.

Tra gli ultimi titoli distribuiti in digitale e in Home Video: The Big empty di Steve Anderson, con Daryl Hannah e Sean Bean; Delirious – Tutto è possibile di Tom DiCillo, con Steve Buscemi e Michael Pitt; I love movies (Watching the detectives) di Paul Soter con Lucy Liu e Cillian Murphy, Wristcutters – Una storia d’amore (Wristcutters – A love story) di Goran Dukic, con Patrick Fugit e Tom Waits; 24 Hour Party People di Michael Winterbottom, con Steve Coogan, Andy Serkis e Shirley Henderson.

Prossime uscite Cinema: 16 ottobre 2009: Genova di Michael Winterbottom, con Colin Firth e Catherine Keener; 6 novembre 2009: Berlin Calling di Hannes Stöhr, con Paul Kalkbrenner, Rita Lengyel, Corinna Harfouch, Araba Walton, Peter Schneider; 4 dicembre 2009: Non é ancora domani (La Pivellina) di Tizza Covi e Rainer Frimmel, con Patrizia Gerardi, Asia Crippa e Tairo Caroli.

 

Nel 2008 Officine UBU ha lanciato, in fase sperimentale, la propria webTV:

 

 

 

 

 

 

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