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Revolution: Recensione dell’episodio 1.17 – The Longest Day

Non c’è mai un attimo di tranquillità per il povero Miles. Ora che si stava godendo sani momenti di piacere insieme a Nora viene richiamato in azione da un attacco di droni da parte della Milizia. Non capacitandosi di come Monroe abbia potuto scoprire il loro nascondiglio, arriva ad intuire che tra di loro ci potrebbe essere una talpa, un doppiogiochista. Verrebbe subito da pensare a Tom Neville ma sappiamo bene anche noi che così non è. Ma per Miles non c’è tempo per star lì a pensare. La priorità è salvare Charlie, rimasta sotto le macerie dopo che un missile lanciato da un drone ha fatto crollare la torre di vedetta nel quale si trovava insieme a Jason, rimasto gravemente ferito e portato in un ospedale della Repubblica della Georgia.

Revolution1X17-2Non sono mancate neanche in questo episodio le classiche scene d’azione colme d’esplosioni e sparatorie, che riescono quasi sempre ad alzare il ritmo di ciascun episodio anche se non sono mai dirette come si deve. Ma The Longest Day, per fortuna, non si limita soltanto a queste scene fracassone. Riesce, come Revolution ha fatto pochissime altre volte, ad approfondire in maniera non superficiale i rapporti che intercorrono tra le coppie della serie: Miles-Nora, Charlie-Jason e Tom-Jason. In particolar modo quest’ultima ha raggiunto il suo climax nel corso di questo episodio. Si dirà che è tutto merito della sempre impeccabile interpretazione di Giancarlo Esposito e può anche essere così. Ma il lavoro di scrittura degli autori di Revolution questa volta è da premiare. Certo, i dialoghi non sono quasi mai all’altezza della situazione ma per la serie è comunque un piccolo passo avanti in vista di una già confermata seconda stagione.

Non si può dire la stessa delle continue venature soappistiche che la serie ha deciso di inserire ad ogni episodio da quando è tornata in onda con la seconda parte di stagione. I flashback ci portano a sette anni dopo il blackout e a quando Rachel si “consegna” a Miles, a quel tempo uno dei capi della Milizia. Non accade molto nel corso di questi flashback ma nell’ultimo la conversazione tra i due cognati ci fa intuire quello che proprio non volevamo sentire: Charlie potrebbe essere figlia di Miles.

E’ un peccato che dalla serie se ne vada uno dei gli attori più convincenti di Revolution, Mark Pellegrino. Jeremy Baker, il braccio destro di Monroe, viene accusato dal capo della Milizia di averlo esposto ad agguato con il preciso scopo di ucciderlo. Jeremy si dice estraneo a tutto questo ma Monroe non ci pensa su due volte e lo fa ammazzare. Poco importa se Jeremy era davvero innocente (l’attentatore è una spia georgiana) e se Monroe, adesso, è rimasto completamente solo. Ma ora che i suoi uomini gli hanno portato una pedina di scambio di nome Nora è ancora una volta lui ad avere in mano la situazione. Revolution1X17-3

C’è stato anche un momento sci-fi durante l’episodio, inedito per Revolution, quando Rachel, per curarsi la brutta ferita rimediata alla gamba, con la collaborazione di Aaron si infila nella gamba la capsula che aveva prelevato dal cadavere del figlio. Per Rachel è un rischio: la capsula, nel peggiore dei casi, può provocare addirittura un’esplosione o riuscire nel suo intento. Così accade e la ferita di Rachel si ricucisce sotto gli occhi increduli di Miles e di un cacciatore che vorrebbe sfruttare la stessa tecnologia per curare il figlio malato.

In questo episodio Revolution ha fatto un buon lavoro. E’ tornato a concentrarsi anche sulle conseguenze che la tecnologia può causare se gli esseri umani la usano per scopi poco pacifici. O chi, come nel caso di Rachel, anche se la tecnologia ha come fine ultimo il “bene”, la usa soltanto per scopi personali. Mancano solo tre episodi alla fine della prima stagione. Con The Longest Day, Revolution pare essersi un po’ risvegliato dal lungo torpore cominciato dall’undicesimo episodio. La speranza è che la luce continui a restare accesa almeno fino al season finale.

Daniele Marseglia

Il cinema e le serie tv occupano gran parte della mia giornata. Nel tempo libero, vivo.

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