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Recensioni

Revolution: 1.10 Nobody’s Fault But Mine

Eccoci arrivati al mid-season finale di Revolution. Queste prime dieci puntate le ho trovate abbastanza altalenanti: soprattutto i primi episodi erano poco interessanti, noiosi e davano l’impressioni di deviare verso la deriva Terra (Noia) Nova perché sembrava troppo incentrato sulle questioni familiari, ma poi, piano piano, gli autori si sono concentrati sulla trama orizzontale. Certo ci sono stati episodi in cui quest’ultima era impregnata di casi della settimana che davano l’impressione di essere dei riempitivi, ma in questo episodio ci si è focalizzati solo sul succo della questione. E in questo modo mi intrattiene piacevolmente.

Fino ad ora gli avvenimenti sono stati tanti: alcuni personaggi ci hanno lasciato (ma ci siamo dimenticati in fretta delle loro morti visto che li conoscevamo ancora troppo poco per poterci dispiacere) e i nostri hanno affrontato molte difficoltà, ma alla fine sono riusciti ad arrivare alla meta: Philadelphia. Charlie (un po’ meno odiosa di quanto risultasse all’inizio) non sta ancora bene dopo la ferita alla testa subita nella scorsa puntata, così Miles decide di lasciare lei, Nora e Aaron a casa di Kipling, un ex combattente della milizia e unico amico che ha ancora in città, per andare ad esplorare da solo la città in cerca di Danny. Ma Monroe e Neville, saputo che il gruppo è a Philadelphia da Wheatly (l’uomo della metropolitana che fingeva di essere un ribelle), vanno a colpo sicuro a casa di Kipling proprio perché è l’unico amico di Miles che abita vicino alla metro. Separano Nora e Aaron da Charlie: quest’ultima viene portata in una cella differente e, appena vi entra, sente una voce che la chiama: è sua madre che l’ha riconosciuta all’istante. Trovo molto realistico il modo in cui reagisce la ragazza a questa scoperta: rimane di sasso, è diffidente, non vuole ascoltare le ragioni della donna sul perché ha lasciato la sua famiglia e non corre incontro alla madre abbracciandola anzi, quando Rachel cerca di farlo lei si allontana. Quando Charlie dice che lì con lei c’è anche Miles, la donna risulta molto preoccupata. Cosa avrà fatto di tanto grave in passato oltre a ciò che già sappiamo?

Intanto Miles vede le guardie sotto casa di Kipling e capisce che la milizia ha scoperto il gruppo e che gli sta tendendo una trappola. Quindi va a casa di Neville dove, minacciando di morte sua moglie con una spada puntata al collo, riesce a farsi consegnare dall’uomo Aaron e Nora e a farsi dire dove Sono Charlie e Danny: in un impianto elettrico. Poi, anziché ucciderli, chiude Neville e sua moglie dentro ad un stanza. Arrivati all’impianto, Aaron rimane fuori perché deve occuparsi di far esplodere il cancello est, mentre Miles e Nora entrano all’interno dell’edificio attraverso un condotto di ventilazione. Nel frattempo Rachel e Charlie vengono portate da Danny (così finalmente i due fratelli si riuniscono). Qui Strausser minaccia Rachel di uccidere i suoi figli se lei non completerà correttamente l’amplificatore. E stavolta lei lo fa diligentemente, mentre i due ragazzi vengono riportati nella cella da dove, però, riescono a scappare. Appena fuori di lì incontrano Miles e Nora ed è qui che Charlie dice a Miles che devono salvare sua madre: lei è ancora viva e anche lui non ne sapeva niente (quindi da ciò si deduce che molte cose sono accadute quando Miles non faceva già più parte della milizia). Quindi l’uomo decide di andare a cercare Rachel da solo e manda fuori dall’edificio gli altri tre. Quando la trova lei ha appena ucciso Strausser (grande Rachel! Sei riuscita dove nessuno aveva mai avuto successo!) e, prima di scappare insieme inseguiti dalla milizia, lei gli dà un sonoro schiaffo (ma perché? Che cosa è successo in passato?). Poi Rachel riesce ad uscire dell’impianto mentre Miles ha un faccia a faccia con Monroe. Ed è qui che l’episodio si fa più interessante. Nel corso della puntata abbiamo visto ricordi del passato dei due uomini: amici fin da bambini, legatissimi quando Monroe perse i suoi genitori e le due sorelle e sempre più fratelli durante i primi anni di combattimenti dopo il blackout. Monroe ha sempre chiesto ai suoi uomini di non uccidere Miles, ma di catturarlo vivo e ora scopriamo il perché: lui propone all’amico di tornare ad essere il suo braccio destro perché lo considera un fratello e l’unica famiglia che ha. Mentre dice tutto ciò si vede nel suo sguardo una certa dose di instabilità e pazzia dovuti proprio al suo triste passato: lui nel suo modo contorto vuole davvero bene a Miles, ma quando quest’ultimo rifiuta la sua proposta dicendogli che non è la stessa persona di una volta e che non lo considera la sua famiglia, Monroe si arrabbia tantissimo e due iniziano a combattere finché Miles non riesce a scappare sotto i colpi di arma da fuoco che il capo ha ordinato ai suoi uomin di sparare contro l’ormai ex amico.

Così Charlie, Nora, Danny e Rachel riescono a scappare dal buco nel muro creato dalle bombe fatte esplodere da Aaron (un altro che conosce Rachel (?) e non sapeva fosse ancora viva). Subito dietro arriva Miles accolto con un sorriso e da un sospiro di sollievo tirato da Charlie: mi piace il rapporto che si sta creando tra questi due personaggi, spero che approfondiscano maggiormente la cosa. A questo punto sembra che tutto sia filato liscio, ma, proprio mentre i nostri stanno scappando, da dentro l’impianto elettrico si sente uno strano rumore. Il gruppo guarda verso l’alto e con grande preoccupazione vede un elicottero da guerra alzarsi in volo azionato dall’amplificatore che Rachel ha terminato di costruire.

E’ così che termina il mid-season finale di Revolution e per vederne il seguito dobbiamo attendere ben quattro mesi. Questo telefilm non è a livelli alti di scrittura o approfondimento psicologico, però non è tutto da buttare via e ne viene fuori un intrattenimento piacevole e leggero.

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