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Revolution – 1.07 The Children’s Crusade

Siamo soltanto al settimo episodio ma le risposte cominciano già ad arrivare. In The Children’s Crusade è stato fatto un grande passo in avanti riguardo il mistero principale che circonda la serie: cos’ha causato il blackout globale? Ancora non è chiaro per filo e per segno l’iter che ha portato allo spegnimento dell’energia elettrica in tutto il mondo ma sappiamo, tramite tre flashback interessanti, che all’origine del tutto c’è Ben, il padre di Charlie ucciso dalla Milizia nel corso del pilot.

I flashback ci mostrano Ben nel suo laboratorio intento a spiegare ad un rappresentate del Dipartimento della Difesa Americana come l’invenzione di un marchingegno creato per produrre energia pulita e rinnovabile sia fallito. Non solo questo dispositivo non produce energia rinnovabile ma addirittura la inibisce, arrivando a farla cessare del tutto. L’ufficiale della Difesa sembra più interessato a questo sviluppo qua rispetto a quello per cui il dispositivo è stato costruito e avanza così una proposta d’acquisto che Ben, nonostante il parere contrario di Rachel, in attesa del secondo figlio, non può rifiutare perché quei soldi sarebbero molto importanti per loro. Lo sono ancor di più dal momento che Rachel rischia seriamente di perdere il figlio che porta in grembo e solo l’aiuto di questo personaggio può salvargli la vita a Danny. Ed è così che Rachel, per amore del figlio, accetta la proposta.

Quasi 20 anni dopo, a Philadelphia, nella base della Repubblica di Monroe, madre e figlio si ritrovano insieme. Danny non apprezza il comportamento della madre. In effetti mangiava con una certa nonchalance che neanche a casa sua avrebbe fatto così. Un comportamento da schiaffi. Ha vissuto una prigionia privilegiata, non in cella come tutti gli altri ma con una mega stanza tutta per sé. Qua però molte cose devono ancora essere approfondite. Non sappiamo come si è evoluta la sua prigionia dal momento che ci siamo a fermati a quando lei, abbandonando l’allegra famiglia, si consegna spontaneamente (?) alla Repubblica di Monroe.

In tutto questo la parte meno rilevante dell’episodio è stata quella del gruppo di Charlie e Miles che, nel continuo peregrinare per andare a liberare Danny, si imbattono in un gruppo di bambini armati fino ai denti che sembrano usciti dal romanzo francese La Guerra dei Bottoni. Il loro rifugio è un edificio abbandonato (che ormai è diventato superfluo dirlo dal momento che molte abitazioni lo sono dopo il blackout) e i loro genitori, nell’intento di proteggerli, sono stati fatti fuori dalla Milizia. Milizia che ha preso prigioniero uno di loro, Peter, il commander in chief da quando i genitori non ci sono più. Per spirito di solidarietà nei suoi confronti, Charlie, sempre più carina ma sempre più cagna, si offre di dare una mano per salvare Peter. Per farlo dovrà entrare a far parte delle giovani reclute che la Milizia addestra su una nave, per formare l’esercito della Repubblica di Monroe. Sembra quasi scontato dire che finirà tutto per il meglio, con Miles, coadiuvato questa volta da Nora, che torna a mettere in mostra le sue doti da Chuck Norris.

Quello che alla fine mi sembra importante segnalare è il dispositivo che permette di riaccendere l’elettricità entra di nuovo in funzione mentre Aaron, colui che lo detiene, si trova nascosto dentro ad un faro, riattivandone il segnale luminoso. A questo punto Miles, ignaro di tutto, vuole delle spiegazioni. E vuole avere anche il possesso del dispositivo. Ma non c’è tempo per stare a litigare perché l’ultima scena ci fa rivedere dopo diversi episodi Grace, la donna a cui secondo Ben doveva essere consegnato il dispositivo prima che qualcuno la rapisse. E la persona che la tiene in ostaggio (stupore) è l’ufficiale della Difesa Americana, Randall.

Se da una parte ci vengono rivelate le prime, timide risposte, dall’altra il mistero continua ad infittirsi senza però ingarbugliarsi e senza nessuna forzatura del caso. Come ci ricorda il promo del prossimo episodio restano soltanto 3 episodi a Revolution prima della pausa monstre della durata di quattro mesi e siamo sicuri che altre risposte, prima del break, arriveranno.

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