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Revenge: Recensione dell’episodio 4.14 – Kindred

Quando Louise appare come la più tollerabile del gruppo e neanche Gina Torres, in versione malefica, riesce a salvare la giornata, allora la situazione si fa sinceramente preoccupante. Che neanche il trash basti più?

Insomma, lo scorso episodio, per quanto ormai vuoto e inutile (e per quanto io abbia desiderato che morissero tutti), non aveva forse tutte le carte in regola per essere praticamente un finale di stagione? Il big bad gettato in una fornace a brasarsi per bene e gli eroi riuniti e pacificati. Invece con questo Kindred è come se ci ritrovassimo di fronte al finale di questa stagione di Homeland, dove ti aspetti che succeda qualcosa, ma poi non succede proprio nulla. Solo che questo non era un finale di stagione, Revenge non è Homeland e le panzanate introspettive sui personaggi fanno crescere la barba di Davidclarke.

Revenge414-02 No ma perché poi uno si chiede: ma che ci vogliono rifilare ancora visto che non è finita qui? Che il filo conduttore dei prossimi episodi sia l’identità segreta in pericolo di Emanda? Che caschetto di platino, armata di rotocalchi, diventi il big bad del resto della stagione? Che lo diventi il fratello di Louise? Che lo diventi la DIVINA Gina Torres?? Cioè, ma chissene frega! Mancano pochi episodi alla fine (credo definitiva) e ancora ci tocca vederci la faccia da triglia di Jackotto che, dopo aver scalato una duna (metafora della sua esistenza), vede la sua bella che si slinguazza il poliziotto modello. Cioè, basta. Almeno dateci il finale noioso che ci avevate promesso.
E così Revenge ci regala l’episodio della riscoperta interiore, con sta sfilza di personaggi che si guardano dentro e trovano il nulla. Gli undici anni sotto copertura di Emanda diventano così metafora di questo telefilm, che dopo 4 stagioni si guarda dentro e tra il trash non riesce più a capire da dove sia partito, dove sia arrivato e dove cavolo voglia andarsi a schiantare.

Riscoperta interiore numero 1:
Emanda rivanga la sua esistenza bevendo birra dalla bottiglia in bettole dal sapore nostalgico. Indecisa sul suo nome, su chi debba essere il prossimo fidanzato e su come occupare il tempo ora che la vendetta è diventata inutile, considera una carriera da psicologa d’assalto, armata di pugnaletto e di abilità da baraccone del Luna park. Trucchi magici che ha imparato sul monte Fuji.

Riscoperta interiore numero 2:
Con una famiglia ormai decimata, Victoria riscopre le sue radici di regina degli Hamptons e ignorando le più elementari regole di markRevenge414-03eting, apre una fondazione a nome di un figlio violento, quasi omicida e dandosi al business creativo, ricatta incartapecorite amiche apparentemente riemerse dalla tomba giusto per l’occasione. La vedo dura con la crisi che gira.

Riscoperta interiore numero 3:
Santo-Jack dalla barba lunga (la nostra), appeso il distintivo al chiodo per noia (nostra), riscopre il suo intimo cencioso e le sue vocazioni di barman mai sopite. Ci scommettete, che prima della fine, riaprirà lo Stowaway? Daje di crowdfunding.

Riscoperta interiore numero 4:
Louise che scopre di non essere pazza, che scopre di essere assassina, ma solo per cinque secondi, perché scopre che l’assassina in verità è sua madre. Tutto in un episodio e mezzo. Roba che avrebbe riempito una mezza stagione di beautiful. Luise mi sta quasi simpatica ormai (vabbè, è un po’ lagna) e poi riporta Nolan a livelli di adorRevenge414-04ablità preoccupanti, però boh. Chissene? E non parliamo dei rapporti di polizia e dei referti impossibili per provare la premeditazione di una caduta dalle scale… roba da CSI scify.

Ed ecco le altre cose che non sono successe in questo episodio:

Poliziotti modelli nello spogliatoio con gente nuda che passa sullo sfondo. Ormai un must.
Margaux che per il lutto non si stira più i capelli e ci regala una copertina che accoppia Emanda e Davidclarke in una torbida relazione amorosa. Il massimo del trash. (Avete notato che ha un teschio di diamanti sulla scrivania?!)
Victoria che accarezza sognante la sua poltrona/trono perduta #eroticrevenge
Davidclarke che non sa scegliere una cravatta
Gina Torres (della quale non sanno valorizzare né l’altezza né il fisico statuario)

Mi sento di nominare anche la chiamata ricevuta da Victoria su un presunto lutto in famiglia (numero 47) che ha fatto sussultare di speranza i nostri cuori al pensiero di Charlotte morta. Tempismo schifoso e drammaticità pari a 0. Infatti me ne sono ricordata ora per puro caso. Non illudetevi. I vostri sogni più sfrenati non si avvereranno.

Revenge arranca e noi pure.

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