fbpx
Recensioni

Revenge: Recensione dell’episodio 4.06 – Damage

Cari sceneggiatori di Revenge, lasciate che io vi fissi intensamente negli occhi e cerchi di intuire cosa si muova nei vostri cervelli. So che solitamente sarebbe possibile trovarvi solo il caos più completo, ma dopo questo “Damage” so che lì in mezzo, tra Charlotte che cambia idea solo per la centomillesima volta, Daniel che uccide anche il suo ultimo neurone, gente pazza a go go e morti a casaccio, c’è un filo sottile di trama che avanza.
Ecco, ho una confessione sconvolgente da farvi, cari lettori: per la prima volta in questo telefilm mi trovo ad interrogarmi, vagamente interessata, su quale piega prenderà la storia.

Okay, va bene, la mia curiosità è costruita sulle sabbie mobili ed è consapevole della sua completa inutilità. Sa che verrà ripagata con quintalate di trash e accadimenti sRevenge406-03enza senso, perché questi sceneggiatori l’hanno abituata bene. Ma in fondo a cos’altro dovrebbe aspirare?

Ecco il punto: #davidclarkisalive ma nasconde qualcosa oltre agli infiniti al quadrato incisi in ogni dove. Forse la darà a bere a Vittoria con quell’aria da fragile senza tetto con problemi mentali, forse avrà convinto la polizia che Conrad fosse così imbecille da non uccidere un testimone scomodo ma da tenerlo in uno sgabuzzino putrescente per frustarlo quando si sentiva annoiato. Ma sono le gambe appena verniciate di una branda che non possono e non devono passare inosservate. Specialmente quando un cuscino appena uscito dalla lavatrice sta lì appoggiato.
C’è del marcio negli Hamptons e non è il cervello di Daniel.

Che faceva David Clarke a piede libero ben prima di scappare dal suo antro? Perchè dormiva nello scantinato di un polziotto ora morto? Perchè ancora non si fa la barba? A questo potrebbero esserci centinaia di spiegazioni insensate che sicuramente renderebbero le nostre giornate felici, ma il problema è un altro: David Clarke ha fatto piangere Nolan. E poi lo ha fatto piangere una seconda volta rompendolgi il naso con un pugno.
Va bene accoltellare Conrad, se lo meritava. Se ha ucciso il poliziotto con cui era in combutta, ci sta, avrà avuto le sue ragioni. Ma fare piangere Nolan… picchiarlo… è peggio di mangiare capretto a Pasqua. E’ una cosa che semplicemente non si fa. E’ una linea che non si oltrepassa. E’ un punto senza ritorno che esige una sola spiegazione: David Clarke è il male. E qui ritorniamo alla mia curiosità malsana sugli sviluppi di trama. Vogliamo vedere che David Clarke non solo è alive ma è effettivamente il terrorista che tutti credevano? Finto ma vero?
Beccati questa Emanda e vedi se la riesci a mandare giù a colazione.Revenge406-02

Tanto lei ormai è passata dal “Papinooo” al “Le mie budella non sono convinte”. Di cosa non si sa e non ha importanza. Perché quando Emanda indossa abiti neri e felpa con cappuccio, la verità è destinata a saltare fuori e in fretta. E se infinito al quadrato equivale a vendetta al quadrato, come perfetta chiusura potremmo ritorvarci con Emanda che per vendicare se stessa si vendica di David Clarke. Non sarebbe forse un finale perfetto per questa serie?

Come al solito, di contorno anche in questo episodio ne succedono di cotte e di crude. C’è spazio per Charlotte per spezzare il collo ad uno a caso (ma non tanto a caso), facendosi un upgrade da tentato omicidio ad omicidio colposo, per poi chiamare Emanda e permettersi pure di fare la smargiassa e poi decidere di recarsi in riabilitazione in limousine e tacco da dodici. C’è posto per Daniel di fare la figura del pirla almeno un altro paio di volte. Per le stalker psicotiche, i rapitori per caso, la riabilitazione del caschetto di Margaux, i sorrisi da vipera cornuta di Victoria e l’ennessima scena gratuita di spogliarello alla polizia.

Revenge406-04E poi per Nolan e per alcune delle scene più crude che, con tutte le sue panzanate, Revenge sia mai riuscita a mettere in scena. Vedere Nolan impotente, accusato ingiustamente e umiliato e poi picchiato e impaurito è stato il peggio. David Clarke, brucerai all’inferno per questo! E’ proprio vero che Gabriel Mann è uno dei pochi che là dentro sa quello che sta facendo. Vederlo in lacrime è stato un vero colpo al cuore.

Quindi insomma, sarà pur vero che ormai non è più chiaro chi si debba vendicare di chi o di che cosa, ma in questa stagione si sta delineando, per la prima volta dopo tanto tempo, una sorta di piano narrativo. Ed è quasi emozionante. Noi ovviamente non lo vogliamo coerente e logico, lo vogliamo sbragone e caciaro; vogliamo che questa ultima stagione tocchi vette di trash ancora più alte, pinnacoli di assurdità che ci lascino senza fiato. Solo così potremo salutare Revenge con il cuore leggero e con gli onori che merita.

Comments
To Top