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Recensioni

Revenge: recensione dell’episodio 4.01 – Renaissance

Il mio cuore ha smesso di battere alle 21 di ieri sera (ora americana) quando -dopo 90 infernali giorni di silenzio passati a rimuginare su cosa ci proporrà la nostra implacabile eroina nella season ’14-’15- l’ABC ha lanciato la bomba ad orologeria della 4×01 di Revenge. La santa trinità degli inesorabili colpi di scena –la scoperta da parte di Victoria della vera identità di Amanda, la morte di Conrad e la resurrezione alla Taylor di Beautiful di David Clarke– sono la ciliegina sulla torta con la quale gli autori ci hanno lasciato nel season finale di maggio scorso. Il fatto che abbiamo desiderato così tanto che almeno una di queste tre cose avvenisse e che, alla fine, siano avvenute contemporaneamente, la dice lunga sul futuro della serie. Se Sunil Nayar ha voluto giocarsi tutti e tre i jolly –pazzia, morte e resurrezione- dimostra che questa quarta serie sarà più decisiva di quanto ci aspettiamo: all-in, per alzare l’audience rigorosamente calato a seguito di troppe morti, entrate ed uscite di futili personaggi e tematiche ormai trite e ritrite.

Eppure, di questo episodio, possiamo dire tutto tranne che abbia estinto la nostra tremenda sete di impietosa vendetta ed agognata rivalsa. Una perfetta incarnazione della “quiete dopo la tempesta”, insomma. 043_595_slogoInnanzitutto, ci aspettavamo una Victoria molto meno calma e più epilettica, come quando l’abbiamo lasciata ad abbaiare “scisamendaclarc, scisamendaclarc” come un disco rotto nella 3×22, ed invece la ritroviamo incarnare la figura della protettrice delle anime impazzite del manicomio, mentre gioca a solitario e dispensa abbracci a destra e manca. Ma i suoi sguardi rivelatori, ah, quelli non mentono mai… qualcosa bolle in pentola, ed infatti il cambio di domicilio non dura oltre la fine della prima puntata quando trionfante scappa dal manicomio rigorosamente in slow motion. Ovviamente, la prima visita che fa da persona libera non poteva non essere ad Emily, di cui ora conosce la vera identità e che, niente popò di meno, abita nella vecchia tenuta dei Grayson. Essì, Emily ormai è incapace di vivere nella sua vecchia casa da quando ci ha trovato morto stecchito come92246c6f3a3bf79e58febcf0c3239ac2 un salmone affumicato l’amore della sua vita, Aiden, eppure riesce a sopportare di rotolarsi tra le lenzuola di seta in cui ha dormito Victoria. Incoerenza? Ma no! L’acquisto di casa Grayson è l’equo compromesso per poter rimanere accanto alla sua sorellastra, Charlotte.

Char, dopo essere stata rapita da Emily ed aver scoperto che nel rapimento era coinvolta l’unica persona di cui si fidasse, Jack, decide di darsi alla droga (di nuovo: una stagione sì ed una no per la tossicodipendenza di Charlotte della serie –stesso posto stessa ora stessa roba). Questa volta, però, a farle da spalla è il fratello di Margaux, Gideon, che è riuscito a battere lo stesso Daniel Grayson al gioco da tavola “loschezza e disonestà”. In possesso di una foto incriminante, costringe e riesce a far sì che Daniel abbandoni il suo posto alla LeMarchal per poter affiancare la sorella nella gestione della compagnia. E mentre Margaux pensa che Daniel si sia licenziato per avere più tempo per colmare la propria libido, è ancora una volta lo zampino di Nolan che apre uno spiraglio di luce nella beata ignoranza che circonda tutti i protagonisti.

Daniel intanto, disoccupato e senzatetto, continua a spendere e spandere, a firmare assegni che pagherà poi con l’aria, e a darci prova del fatto che il suo personaggio continua a vivere esclusivamente per la relazione che l’attore ha nella vita reale con Emily Van Camp, altrimenti sarebbe già stato fatto fuori da secoli.

La vita per Ems, comunque, sembra scorrere tranquilla: con Victoria in manicomio, Conrad sotto terra e uno strascico infinito di danni collaterali, affiancata dal suo insostituibile compagno di vita, Nolan, organizza il party per il Memorial Day. Revenge-4x01-2Ma ben presto questa tranquillità si rivela essere solo apparente: con un piano machiavellico Amanda Jeckyll si trasforma in Emily Hide, e riesce a smascherare durante la festa del Memorial Day l’omicidio del fidanzato di una donna alla quale aveva tamponato volontariamente l’auto come pretesto per invitarla al suo party. E’ attraverso questa donna che anche dopo la confessione dell’assassino del suo fidanzato rinuncia all’odio, che Amanda ammette a se stessa di essere stata così tanto tempo Emily Thorne da non riuscire più a liberarsene (dovrebbero rinchiudere lei in manicomio per bipolarismo, ma vabbè, dettagli). Ma per quanto ancora nulla di epicamente eclatante da mettersi le mani nei capelli sia ancora accaduto, anche quest’anno Revenge regala biglietti in prima fila per l’expo del trash, di cui il caschetto alla Blade Runner di Margaux ne è un clamoroso esempio. E per non smettere mai di credere che tutto l’impossibile possa diventare estremamente plausibile quando si tratta di Revenge, ecco il barista che diventa poliziotto.

Avevamo lasciato Jack incriminato per rapimento e lo ritroviamo a pattugliare le strade della città… quanto piace agli sceneggiatori farci fessi!

Credo di parlare un po’ a nome di tutti dicendo: VOGLIAMO PIU’ AZIONE!

PERSONAGGIO DELL’EPISODIO: Immancabile appuntamento, quando si tratta delle mie recensioni, con il “personaggio dell’episodio”. Grande plauso a David Clarke, il cui ritorno è stato così tanto agognato per quattro stagioni, che giustamente le uniche cose che fa sono stringere una mano, intrufolarsi nella sua vecchia casa e rapire Victoria. Ma una capatina da tua figlia che ha sacrificato tutta la sua vita per vendicare la tua (inesistente, a quanto pare) morte?
Banalità!

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