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Revenge: Recensione dell’episodio 3.09 – Surrender

Devo ammetterlo. Mi era mancato. Sono consapevole che sto parlando di Revenge e non di capolavori della serialità televisiva, ma questa serie, una volta entrati nel mood giusto, intrattiene lo spettatore con uno spirito scanzonato e con la giusta dose di ritmo, colpi di scena improvvisati, tripli carpiati della trama e recitazione spesso sopra le righe così come personaggi maldestramente ridicoli che assicurano sempre e comunque 40 minuti di divertimento.

revenge 309dCome non amare le facce delle persone che la circondano alla notizia della finta gravidanza della nostra Emanda? Daniel che sembra aver inghiottito un sciroppo amaro ogni volta che se ne parla, Victoria che avrebbe reagito con più classe alla notizia del ritrovamento del suo gatto morto, Conrad, che ormai è diventato un fessacchiotto di prima categoria, che già si vede sulla copertina di Times come nonno dell’anno, Charlotte che alla sola frase “sei zia” lancia tutti i suoi piani da sguattera impicciona dalla finestra e si presenta con cinque e dico cinque filippine pronte a rifare unghie delle mani e dei piedi! Che prelibatezza di spettacolo.

Cose indegne come Emily che cade di culo da due, ben due gradini, e Daniel che temendo aborti multipli vuole chiamare dottori su dottori all’urlo di è incinta, per l’ammorrdiddio.

JOSH BOWMAN, EMILY VANCAMPMa il vero comic relief di questo episodio è Lydia. Riapparsa dal regno dei morti alla fine dello scorso episodio (che resterà nella memoria per il maggior numero dei colpi di scena alla Beautiful) con la faccia di una che avrebbe scatenato l’inferno, passa mezzo episodio a snocciolare battute degne di una middle class arricchita degli anni 80, a pretendere Cartier, a lanciare vestiti dal balcone e a tornare a letto con l’uomo che ha fatto saltare l’aereo su cui doveva essere in volo, per poi ritrovare, a botta sicura e in cinque secondi, in mezzo a decine di scatoloni ammassati alla rinfusa, la foto sfuocata della nostra Emanda al Capodanno in cui usava ancora parrucche inguardabili.

L’episodio, però, tutto sommato è stato lineare e lo sviluppo sembrava procedere dritto dritto nella preparazione del gran finale; una sorta di lungo addio di Emily ai luoghi e alle persone. Una vena particolarmente triste ci ha accompagnati nella messa appunto degli ultimi dettagli del gran momento, una sensazione di definitivo, di ora o mai più. revenge 309bE le ultime tessere piano piano si andavano ad infilare al loro posto, gli ultimi ostacoli cadevano, l’inutile Sara, l’interesse della giornalista di una rivista glamour patinata che voleva fare un inchiesta da Pulitzer che finalmente scemava, non tanto per il fatto di essere incompetente per una cosa simile ma grazie all’amore eterno che da due settimane lega lei e Jack. Emily e Aiden agli ultimi pucciosi dettagli, la proposta di matrimonio, che non mi ha detto granché, ma probabilmente perché non li trovo affiatati e reali come coppia, il dettaglio simpatico dei nuovi passaporti a nome Ross (Nolan idolo assoluto).

Tutto bene, tutto perfetto, una sensazione di chiusura, solo parzialmente rovinata dal doppio twist finale della foto ritrovata e dalla “resa” del titolo che è quella di Victoria che alza bandiera bianca e vuole finire una guerra che né lei né gli spettatori hanno idea del perché abbia iniziato, se non perché le faccette di Emily le stanno sulle palle. Complicazioni, certo, ma niente che non si possa risolvere, saranno probabilmente il sale del fall finale, quegli ostacoli classici da ultimo miglio, ma ne abbiamo visti di peggiori.

O almeno lo spero, perché, a mio giudizio, questa serie necessita di un forte cambio di registro. Dopo una prima stagione che, solo nella prima parte un po’ appesantita dai casi di settimana, si era lanciata in un frenetico tourbillon di colpi di scena soapoperistici, di overacting che ci avevano divertito un mondo, lo show nella seconda si era andato a complicare troppo, con cospirazioni su vari livelli che non erano stati in grado di gestire e che giustamente erano scomparsi nel nulla (Initiative? Clarion? Chi se li ricorda? Che fine hanno fatto?).MADELEINE STOWE, HENRY CZERNY Ora si era tornati, forse un po’ tardi, alla trama più concentrata e intima delle liti e vendette nella famiglia allargata, ma si avvertiva un po’ di insofferenza. C’era sempre un problema, sempre un contrattempo o una scelta sbagliata, una complicazione più assurda dell’altra che ci tenevano sempre a pochi passi dal traguardo ma ancora lontani. Ora bisogna finirla, bisogna arrivare ad un punto, buono o cattivo, ma è necessaria per uno spettatore, a volte stanco, una svolta che ci tiri fuori dalle secche.

Ne hanno l’occasione. Speriamo non la sprechino col finale invernale, speriamo non cerchino di allungare il brodo della trama ormai diventato acqua trasparente. Ci serve una nuova portata, ci serve una fine ed un nuovo inizio. Che sia la volta buona.

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