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Revenge: recensione dell’episodio 2.17 – Victory

Wow. Sono sempre stato un fan di Revenge, anche se per molti è un guilty pleasure. Ma penso che in pochi possano usare parole di disprezzo verso questo diciassettesimo episodio di una seconda stagione che sorprende. Grazie a un ritmo sostenuto, una grande quantità di colpi di scena, molta azione e tanta carne al fuoco, si posiziona sicuramente tra i migliori episodi della stagione. Victory è il titolo dell’episodio.

revenge-217-04Ma chi è che vince in questa puntata? Non è certo Nolan, che perde Padma. E nemmeno Aiden, che doveva mettere a segno una vittoria contro l’Initiative, fallendo. E la relazione tra Padma e Nolan è sicuramente un forte catalizzatore di attenzione per lo spettatore. In un bellissimo e intenso dialogo, quando i due personaggi si dicono addio, troviamo tutto il senso drammatico di cosa sta provando Nolan e già si anticipa una risoluzione negativa. Sotto questo punto di vista, ha vinto l’Initiative.

Non è Jack, che è sempre più preso dalla comprensibile ossessione di scoprire la verità di quanto accaduto nella fatidica notte in cui Amanda è morta. Non sono né Conrad, né Victoria, né Daniel, che sono più che mai immersi in un tira e molla di situazioni certamente non chiare ma che altrettanto certamente non permette a nessuno di loro di sentirsi fuori dalle cattive acque.

revenge-217-03Beh, sarà scontato, ma in effetti stavolta l’unica a vincere davvero è Emily. Non solo grazie ad Eli trova vendetta nei confronti della donna che abusò di lei e i suoi compagni in orfanotrofio, ma alla fine dell’episodio è più forte che mai, più determinata che mai. E scoprendo, dalle parole di Mason in prigione, che Victoria ha un altro figlio, illegittimo, che ha dato in adozione, la vediamo talmente felice da ridere allegramente, come quasi mai la vediamo fare, se non quando finge. Scoppia di allegria vendicativa.

revenge-217-02C’è poco da fare. Revenge parla di vendetta ed è buona pratica degli autori riuscire a tenere questo tema al centro della narrazione. Posso dire senza ombra di dubbio che mai come in questo episodio la vendetta è stata al centro della narrazione di tutti. Emily è sempre alla ricerca della sua revenge. Ma qui abbiamo anche Eli, che complotta e realizza, in un episodio, il suo schema. E poi abbiamo Jack, che non fidandosi più di nessuno, si lancia in una personale campagna di vendetta verso i Grayson, cominciando a mentire e far buon viso a cattivo gioco, indossando la maschera del compiacente verso Conrad, complottando in segreto per distruggerli.

In realtà non c’è molto altro da dire. La catena degli eventi della puntata è molto lineare e piuttosto “straight forward”, con un significato molto chiaro e diretto, senza necessità di particolari dietrologie. Forse in un certo senso è ancora un guilty pleasure… ma se lo è, è un guilty pleasure ben fatto!

Non c’è che dire, questa serie non ti lascia certo ad annoiarti. Superato il periodo dei problemi personali di Aiden (parabola non particolarmente esaltante), tornati sul “pezzo”, le cose si fanno nuovamente emozionanti. Mi è piaciuto come hanno usato Eli, che non si è rivelato l’ennesimo ostacolo esterno verso la fine dei Grayson. E anzi, con il nuovo materiale in suo possesso, Emily è pronta e combattiva più che mai. Inoltre c’è questa lotta informatica tra Nolan e Fa1c0n, “l’hacker più fico che ci sia”, che sicuramente nasconde molte altre sorprese. Pollice in su per un episodio davvero emozionante e tra i migliori della stagione.

Alessandro

Pianoforte a 9 anni, canto a 14, danza a 16 anni. Poi recitazione. Poi la scuola professionale di Regia Cinematografica. Poi l'Accademia di teatro di prosa. Anche grafica, comunicazione, eventi di spettacolo. Ma qui soprattutto un amore sconfinato per le serie tv americane e inglesi, con la loro capacità di essere le vere depositarie moderne della scrittura teatrale antica anglosassone.

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