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Recensioni

Resurrection: recensione dell’episodio 1.04 – Us Against the World

Noi contro il mondo. Ma noi chi? È questa, più di altre, la domanda che gira intorno ad una serie che fa del mistero, del detto/non detto la sua parte più integrante. I colpi di scena vengono a galla pian piano, senza provocare troppi scossoni. Non tutto però funziona per il verso giusto. Il quarto episodio è quello che finora mi ha convinto di meno. Nella recensione del secondo espressi già alcune mie perplessità riguardo Resurrection legandole, per le troppe affinità, a Les Revenants. Non voglio ripetermi nuovamente ma soltanto sottolineare come in Us Against the World i dialoghi troppo sdolcinati, al limite del diabetico, possono seriamente influire sul risultato finale. Resurrection-Us-Against-the-World-header

Sì, perché di buono in questo episodio c’è una trovata ben costruita a livello di sceneggiatura: quella del parallelo tra la rapina al portavalori perpetrata da Caleb tredici anni prima e quella fatta da resuscitato nel presente. Solo quando Elaine, la figlia di Caleb, esce dalla banca si capisce che le rapine appartengono a due piani temporali diversi. Bene, bravi, bis. Tornando alla trama, Elaine ha per la prima volta una qualche sorta di titubanza sulla vera identità del padre, proprio per questa vicenda della rapina. Una svolta che darà maggior interesse ai rapporti tra i due.

Le indagini di Bellamy e Maggie sui resuscitati (chiamiamoli in questo modo e non ci pensiamo più) continuano e la figlia dello sceriffo scopre, con un po’ di colpevole ritardo, che tra di loro c’è un legame che li unisce. Un legame non meglio identificato, ancora misterioso e di livello mentale. Maggie lo scopre quando passa con Jacob vicino ad una fabbrica dove Caleb si è nascosto dopo la rapina e il piccolo sente la sua presenza nelle vicinanze. Ai prossimi episodi il compito di svelare tale legame. C’è dell’altro, però, che accomuna i resuscitati: l’eccessiva fame che hanno e il poco sonno.

Non c’è due senza tre e il terzo resuscitato è una donna, precisamente la ex compagna di Padre Tom, suicidatasi qualche anno prima gettandosi con la macchina nel fiume. Ecco, il fiume di Arcadia che ritorna come elemento fondamentale nei momenti finali della vita dei resuscitati: Jacob che ci annega, le ceneri di Caleb sparse nell’acqua e, come appena detto, il suicido di Rachel conclusosi nel fiume. Già nello scorso episodio Maggie buttò lì l’ipotesi che il fiume che percorre Arcadia abbia qualche potere di guarigione. Un’ ipotesi che poteva lasciare il tempo che trovava, ma che in questo episodio, complice la fine fatta da Rachel prima della resurrezione, torna prepotentemente di scena. BN-CD504_res_E_20140330205924

Ma c’è qualcuno che sta arrivando in città. Lo dice Caleb a conclusione dell’episodio. Altri resuscitati sono pronti ad invadere Arcadia? Cos’ ha di speciale questa cittadina? Di domande ce ne sono tante, di risposte ancora poche. Noi aspettiamo fiduciosi, con l’augurio di meno momenti morti e più cura degli sceneggiatori nei dialoghi. Sì, si può fare decisamente di meglio.

Per vedere sempre prima gli episodi di Resurrection seguite la pagina Facebook di Angels & Demons – Italian Subtitles

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