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Resurrection: Recensione dell’episodio 1.01 – The Returned

Cosa succederebbe se le vostre certezze venissero a mancare,  se i vostri punti saldi e le vostre convinzioni crollassero improvvisamente di fronte a un evento per certi versi impossibile e sconvolgente? Ansia, incredulità e paura o solo un momento di dubbio prima di comprendere che alcune cose sono al di fuori della conoscenza resurrection 1.01umana e non possiamo far altro che subire inermi le conseguenze di questi inspiegabili eventi? La resurrezione è un tema molto delicato e difficile da “commercializzare” nel piccolo schermo, la paura di cadere nella banalità e in trame frivole mi ha messo più di una volta in allerta prima di avvicinarmi a questo telefilm.

L’approccio a questo tema è stato però leggero e delicato; un bambino di nome Jacob si ritrova, dopo 32 anni dalla sua morte, in una risaia nella Cina dei giorni nostri in una sorta di risveglio naturale in contrasto però con l’ansia e lo smarrimento che lo attanaglia. Jacob viene rimpatriato in America dove ad accoglierlo c’è l’agente Bellamy che lo riporterà ad Arcadia, accollandosi la responsabilità di questo ragazzino che non sembra voler comunicare con nessuno. Mi ha fatto sorridere il modo in cui è stato presentato l’agente Bellamy; Omar Epps, più conosciuto come il Dr. Foreman nella famosa serie televisiva Dr. House, sembra voler emulare il comportamento del suo ex datore di lavoro (Gregory House) che nel tempo libero, rinchiuso nel suo studio, lanciava continuamente una pallina contro il vetro facendosela rimbalzare in mano. Il paragone con il misantropo dottore sfuma molto velocemente quando iniziamo a conoscere meglio Bellamy, che sembra voler 0far parte di questo inspiegabile evento e che seguirà Jacob e le conseguenze del suo ritorno, come uno spettatore coinvolto nel dramma.

La parte più bella del pilot è stata vedere la reazione dei coniugi Langston coinvolti in prima persona nel ritorno del loro bambino annegato 32 anni prima. Molto azzeccata è la scelta di dividere la reazione della coppia: se da una parte Lucille Langston accoglie Jacob come un miracolo divino e un dono dal cielo, dall’altra parte Harold Langston si esilia davanti alla tomba del figlio cercando di dare una risposta a questo ritorno irrazionale. Negli occhi di Harold (interpretato da un magistrale Kurtwood Smith) respiriamo l’angoscia e lo smarrimento che avrebbero preso anche noi in un momento del genere e io spero che il suo personaggio diventerà un mezzo per studiare il tema della perdita e del dolore.

La resurrezione, nella concezione di molte culture, è stata sempre connessa a una dottrina religiosa, a una sorta di passaggio dal tempo finito a qualcosa di spirituale ed eterno. Ecco quindi che non poteva mancare resurrection 5l’avvicinarsi di una figura religiosa in questo telefilm, un prete che si trova improvvisamente destabilizzato dalle promesse che riversa quotidianamente ai suoi fedeli inciampando nella sua fermezza e,  incredulo davanti a questo evento divino, capisce che la conoscenza umana ha dei limiti che fanno vacillare anche il più fermo dei credenti. La figura di Tom, se proiettata a evolversi in modo corretto,  penso diventerà la più affascinante ed enigmatica di tutto il telefilm; mi piace l’idea che un personaggio che deve essere per certi versi solido e stabile, venga improvvisamente investito da tutto quello che predica ma che in cuor suo forse non comprende appieno, capendo che la fede non può bastare in situazioni inspiegabili come un evento tangibile come la resurrezione.

Gli altri personaggi secondari ci sono stati presentati velocemente in una sorta di elenco senza nessun approfondimento; solo Maggie acquisirà con il tempo un ruolo più di spicco visto il suo coinvolgimento indiretto con l’annegamento di Jacob. Con il ritorno del bambino riaffiorano alla superficie anche gli eventi passati e Harold dovrà raccontare la verità a Fred sull’infedeltà della sua defunta moglie. Alla fine della puntata un secondo personaggio ritorna dal mondo dei morti sorprendendo tutti quanti: il padre di Elaine, la migliore amica di Maggie. Sinceramente non mi è piaciuta molto questa seconda apparizione: il fatto di far tornare subito un altro personaggio mi fa temere che il telefilm possa prendere una svolta troppo leggera in maniera drastica. L’approccio con cui Resurrection ci è stato mostrato mi ricorda un po’ “Under the Dome” (scusate la Resurrection-1x01blasfemia) per quello strano orbitare dei personaggi intorno al fulcro della puntata e cioè a Jacob. Investiti da questo strano evento e coinvolti in maniera diretta con il bambino, mi è piaciuto vedere come il tema della resurrezione sia stato interpretato in maniera così sfaccettata da ogni personaggio, quasi a voler racchiudere tutte le probabili reazioni possibili.

Il pilot è stato ben curato nella fotografia e nei colori mai vividi e brillanti ma sempre freddi e spenti, quasi a non voler rovinare la sacralità del momento. Jacob veste una maglia rossa che spicca tra tutto e tra tutti, in una sorta di stonatura cromatica di un paesaggio tranquillo e alla mano come lo era Arcadia prima del suo arrivo. Resurrection si è presentato come un telefilm più profondo del previsto (almeno per il pilot), permeato da uno stato d’angoscia tangibile per i personaggi “vittime” di questi ritorni. Il telefilm fa pensare molto e crea degli stati d’ansia proprio per la sua bravura nel descrivere delle reazioni vicine a quelle che avremmo avuto noi, producendo uno stato di angoscia che dura per tutta la visione del pilot e che ci convince ad andare avanti per scoprire quali altri misteri colpiranno Arcadia e i suoi abitanti.

Stay tuned

Per vedere sempre prima gli episodi di Resurrection seguite la pagina Facebook di Angels & Demons – Italian Subtitles

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