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Cinema

Remember – la recensione, Venezia 72

Titolo: Remember (originale: Remember) 
Anno: 2015 – Durata: 95 minuti
Regia: Atom Eogyan
Cast pricipale: Christopher Plummer, Henry Czerny, Dean Norris, Martin Landau, Bruno Ganz

A pochi giorni dalla fine della mostra, viene proposto sul grande schermo Remember, pellicola che porta la firma di un regista dalle interessanti origini, Atom Egoyan, nato a Il Cairo da genitori armeni, ma emigrato in tenera età con la famiglia in Canada, la quale cambiò persino il cognome da Yeghoyan ad Egoyan. Il cambio di continente nonché di nome è presente anche in questo suo ultimo lavoro, che gravita attorno al delicatissimo e terribile tema dell’olocausto. Egoyan ne dà una sua lettura, creando una pellicola che (finalmente!) riesce a tenere il suo pubblico con il fiato sospeso.19540-Remember_1

Il protagonista è un anziano uomo di nome Zev (Christopher Plummer) ricoverato in un accogliente ospizio e affetto da demenza senile, che lo porta a dimenticare in continuazione ciò che gli accade e che gli è accaduto ogni volta che si addormenta. Sembra una sciocchezza, finché c’è qualcuno a soccorrerlo, ma non è una faccenda da sottovalutare, in particolare in un’avventura solitaria come quella in cui si ritrova di proposito. Molti dei vecchietti presenti sono ebrei come lui, ed una sera si riuniscono tutti insieme per celebrare la veglia per la morte della moglie di Zev, fatto che puntualmente cancella dalla sua memoria ogni volta che cade in un sonno profondo. In tale occasione, l’amico Max (Martin Landau) gli prepara una lettera che gli fungerà sia da promemoria, sia da guida. Scopo: rintracciare ed uccidere il nazista responsabile della strage delle 19556-Remember_2loro famiglie, trasferitosi in America sotto falsa identità, come molti altri spietati carnefici nazisti che cercarono di farla franca. In una parola: vendetta. Max organizza un dettagliato iter per l’amico e compagno di disgrazie, fornendogli gli indirizzi degli uomini che portano quel falso nome, pagandogli gli hotel e invitandolo a munirsi di una pistola…

Unico problema e cuore del film: la memoria. Zev ha bisogno di ricorrere ogni volta alla lettera che porta sempre appresso per ricordarsi ogni cosa, dal dove si trova, alla recente morte dell’amata moglie Ruth, all’entità della missione che ha promesso di portare a termine, è il suo bastone d’appoggio, senza cui è completamente sperso ed in difficoltà. Ma Egoyan si riferisce anche alla memoria di fatti storici atroci. Come Zev stesso ricorda, non ci sono scuse per ciò che è successo, non si può chiedere scusa, né si può dimenticare l’onta più nera che la storia porta con sé, fatta di atrocità pura.

Il regista ricorda l’olocausto guardandolo da lontano, attraverso i vecchi e stanchi occhi di due anziani uomini, che tante ne hanno passate nella loro vita: uno ormai è costretto su una carrozzina, l’altro si lancia in un’avventura semi on the road che ricorda molto quella di Cheyenne di This Must Be the Place. La spossatezza dei due personaggi è simile, ma la veneranda età di Zev giustifica le sue frequentissime e manifeste defaillances, per le quali molti personaggi incontrati occasionalmente non esitano a dargli una mano, dal tassista, al commesso del negozio, alla receptionist dell’hotel.19534-Remember_4

Un passato sfuggente o lontano, il bruciante desiderio di vendetta, la determinazione dell’uomo, le debolezze dell’anzianità, la fuga, la ricerca e l’inseguimento, l’innocenza e la colpa, l’ingiustizia e la vendetta: Remember è un condensato di tutti questi elementi, trasmessi al pubblico con grande maestria, sia da parte del regista, sia da parte degli attori. La suspense non si perde mai, sia grazie alle curate riprese in macchina a mano che offrono un’atmosfera viva e angosciante, sia grazie alla colonna sonora alla quale si uniscono un paio di performances del protagonista al pianoforte (un piccolo occhiolino a Il Pianista? Perché no?), sia grazie alle situazioni complicate o pericolose in cui finisce il poco reattivo e lucido Zev.

So che molti cercano di evitare il discorso troppo serio e amaro da affrontare, ma Egoyan con il suo Remember si mostra in grado di affrontarlo abilmente, proponendo una storia coinvolgente, originale, tetra e al contempo, a tratti, simpatica. Parlare in modo serio di argomenti delicatissimi come questo è possibile, ma regalare al pubblico storie non inflazionate ed intense a 360° non è da tutti.

Lo spettatore annoiato da tutti questi boriosi film poco utili può finalmente tirare un sospiro di sollievo.

Remember
  • intenso
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