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Reign: Recensione dell’Episodio 1.01 – Pilot

Abbiamo avuto modo di vedere telefilm storicamente (quasi, ma non interamente) nulli e scenograficamente accattivanti come I Tudors; abbiamo avuto modo di apprezzare telefilm storicamente (abbastanza) accurati ma scenograficamente carenti come il più recente The White Queen. Adesso la CW ha deciso di proporci qualcosa di carente sotto entrambi i punti di vista, spacciando un budget da fame con l’idea (ripresa recentemente da Da Vinci’s Demons, ma già presente nel Marie Antoinette della Coppola) di una storicità modernizzata, con baldi giovani che sembrano rockstar e fanciulle spensierate che si tolgono le scarpe e ballano il girotondo al matrimonio di due reali d’Europa. Se state ridendo, come spero per voi, è un bene, perché avete già capito il verso giusto con cui prendere questa nuova serie; se state, come sarebbe forse più appropriato, piangendo, non posso che appoggiarvi con la mia più assoluta comprensione: sembra che le serie storiche abbiano una spada di Damocle sulla propria testa, nelle loro recenti produzioni, e non si può che sperare che tale sfortuna non le perseguiti anche in un prossimo futuro.

reign_3Francia, 1557. La storia si concentra sull’adolescente Mary Stuart. Cresciuta in un convento di suore, dove giocava a palla e mangiava la pappa d’avena, la regina di Scozia deve allontanarsi dal luogo che l’ha tenuta lontano dai pericoli per tanti anni, in seguito all’avvelenamento della sua assaggiatrice personale, per recarsi alla corte di Francia, dove l’attende il suo futuro sposo nonché futuro re di Francia: il giovane e donnaiolo Francis. Purtroppo per la giovane ed inesperta Mary, non è l’unico con cui deve condividere il tetto: c’è l’affascinante e dolce Bash (storicamente inesistente), bastardo del re e fratellastro di Francis; c’è il re, che sembra ancora disposto ad abbassarsi i pantaloni per qualsiasi donna, purché ancora respiri, malgrado abbia detto addio parecchi anni addietro alla sua gioventù; c’è Caterina de’ Medici, che dimostra la sua regale compostezza anche davanti all’amante del marito; c’è, infine, Nostradamus, che storicamente dovrebbe avere 55 anni e trovarsi nella parte opposta della Francia, che qui inspiegabilmente si aggira tra i corridoi della Corte, con i suoi trent’anni appena compiuti. Come se non bastasse attingere al film Elizabeth, a Marie Antoinette, più altri svariati riferimenti che non vi sto a citare, ci mancava solo il fantasma in pieno stile Northanger Abbey, a completare il simpatico quadretto: una donna mutilata in volto, la cui storia dobbiamo ancora scoprire. Onestamente? Se gli autori si aspettavano di gettare un’ombra di mistero, con questa creatura sconosciuta, hanno fatto un fiasco: tra tutti gli scivoloni storici e la pessima recitazione di mezzo cast, figuriamoci se mi interessa questa che fa, in giro per il castello!

reign_4Malgrado abbia tanto ancora da dire (e criticare) mi sembra giusto parlare, solo per qualche istante, della protagonista. Se come sorella di Derek in Teen Wolf poteva anche andare, come una giovane regina inglese in esilio Adelaide Kane delude. Non ha sapore, non ha sale, non comunica sentimento né quando sorride, né quando gioisce e neppure quando si arrabbia. Le espressioni umane sono belle proprio perché sono varie, perché riesco a cogliere in una sola occhiata la miriade di sfumature dei sentimenti e delle emozioni di un personaggio: con la Kane è già tanto se arriviamo a capire se sta recitando o prendendosi una pausa caffè (e questo perché voglio essere buona). Francis, poi, è proprio il suo tipo: sa recitare quanto lei, il ragazzo. Parte come donnaiolo che si trasforma, nel giro di pochi secondi, in un giovane timido e insicuro, alla ricerca dell’indipendenza dalla sfera paterna, fino a diventare un ipocrita senza spina dorsale quando confessa a Mary di non volerla sposare. Sentimento, voglio vedere sentimento, non un romanzo di Philippa Gregory letto da un camionista (con tutto il rispetto per i camionisti), visto che sembrava proprio questo.

Se il fratello delude profondamente, rimane una speranza per Sebastian il quale, benché presente per pochissimi minuti, riesce a comunicare quanto basta, dandoci aspettative rosee per il futuro. Neanche lui brilla per recitazione o emozione ma rimane coerente al carattere del proprio personaggio per tutta la durata dell’episodio che, pare, essere un’eccezione e non la regola.

reign_5Se si voleva dimostrare che le donne fanno la storia mentre gli uomini sono quelli intenti a scriverla, credo si riesca veramente a provarlo poco o niente, portando sullo schermo una donna più scialba dell’altra. L’amante del re, che ci sia o non ci sia, fa lo stesso, quindi non spendiamo neanche minuti a parlarne. Per Caterina nutro, proprio come per Bash, una tenue (ma proprio tenue, da tramonto inoltrato) speranza: come regina si è provata un po’ carente ma come madre ha dimostrato di essere disposta a tutto per proteggere il futuro e la vita dei propri figli. Benché, diciamocelo, nulla a che vedere con la cattiveria e l’insidia che poteva caratterizzare una donna come Elizabeth Woodville, per citare un esempio di recente conoscenza: i tentativi di screditare Mary sono stati tanto deboli e insignificanti da portarci a chiederci se stesse effettivamente tentando di portare a termine il proprio intento o, semplicemente, in assenza di ulteriori occupazioni, tentasse di ‘ammazzare’ il tempo. Dovrà fare molto più di così, per guadagnare il titolo di villain della serie.

Sempre in tema di donne, inguardabili sono le quattro damigelle (è davvero il termine giusto? Se le chiamassi ‘oche’ ve la prendereste a male?) che arrivano a corte per sostenere Mary in questo ambiente pieno di pericoli ed insidie. Non so che manuale abbiano letto ma, probabilmente, era un libro di Moccia, perché non hanno davvero capito nulla dei concetti di ‘supporto, affetto, amicizia’. Se ne stanno lì, egoisticamente, a pensare ciascuna a se stessa, escludendo perfino Mary – già abbastanza afflitta di suo – e accusandola di non voler loro del bene. Onestamente, non capisco se fosse una cosa voluta o meno ma, dal mio punto di vista, l’amicizia/litigio/incomprensione del gruppetto è stata gestita malissimo: non si tratta di liceali ma di nobildonne e regine, un minimo di contegno e rispetto dovrebbe pur esserci, maledizione!

reign_1Non accenno ai vestiti perché, in teoria, andrebbero guardati sotto due lenti d’ingrandimento. Se si considera la storicità e il contesto, i costumi sono completamente e totalmente inappropriati. Se, invece, si inquadra la storia per quello che è, ovvero un dramma romantico ambientato nel ‘500 ma gestito come se fosse una rock band degli anni ’80, allora potrebbero anche essere adatti: totalmente atemporali ma adatti. La scenografia invece (si, un lato positivo sembra esserci, eventually) non delude, senza discostarsi molto dalle tematiche che già avevano caratterizzato i Tudors, a loro tempo: scenari antichi, con arcate e impostazioni gotiche (atemporali, ancora, ma è il mio lato da architetto a parlare) e contesti abbastanza realistici da non stonare del tutto con il periodo storico affrontato.

In conclusione? Una delusione che non sarà certo risparmiata dallo share ma che, se siete amanti del genere, potrete sopportare ancora per qualche episodio, giusto in tempo per vedere se la trama potrà migliorare o finirà inevitabilmente sulla via del non ritorno.

Due chicche per voi se, come me, siete appassionati dei grandi regnanti d’Europa e della storia in generale:

  • Il cane di Mary, Stirling, è una chiara citazione che ricorda il ‘castello di Stirling’, luogo del ‘brutale corteggiamento’ di Enrico VIII, che avrebbe desiderato maritare la futura regina di Scozia con il figlio, Edoardo VI. Per risparmiare alla figlia un matrimonio svantaggioso, la madre nascose Maria nei sotterranei del castello di Stirling, prima di spedirla in Francia.
  • Le quattro ‘oche’ che raggiungono la corte francese insieme a Mary si chiamavano, in realtà, tutte e quattro Mary, proprio come la giovane regina. Appartenevano a quattro nobili famiglie scozzesi: Beaton, Seton, Fleming e Livingston.
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